In un’intervista concessa al Corriere dello Sport, il centrocampista del Napoli, Kevin De Bruyne, si è raccontato a tutto tondo parlando del suo percorso, del presente e del futuro, offrendo uno sguardo sincero sulle difficoltà affrontate in questa stagione e sulle prospettive che lo attendono.
De Bruyne ha iniziato il suo racconto partendo dalle difficoltà accorse durante la sua prima stagione con la maglia azzurra: “Ho iniziato bene, ma l’infortunio ha rovinato l’intera stagione – ha ammesso il centrocampista belga – Rientrare a marzo e cercare di recuperare il ritmo mentre tutti gli altri sono al massimo della forma non è per niente semplice. Quando mi sono fermato eravamo primi in classifica e io stavo giocando bene, ma perdere cinque mesi è un colpo duro per chiunque”.
Il giocatore ha poi riflettuto sul futuro sportivo, con particolare attenzione all’età e alla gestione del proprio stato fisico: “A volte penso che potrei smettere oppure continuare per altri cinque anni – ha spiegato – A 35 anni, però, è importante valutare le cose di stagione in stagione, ascoltando le sensazioni del corpo e della mente. Per me, al momento, la cosa più importante è divertirmi, sentirmi bene e vedere felice la mia famiglia”.
Riguardo a Romelu Lukaku, De Bruyne ha preferito mantenere la riservatezza: “Non voglio tornare sull’argomento. Sono affari interni al club e capita che bisogni comprendere le situazioni, anche quelle difficili”.
Infine, il centrocampista ha fatto chiarezza sul suo contratto in scadenza con il Napoli: “Ho un’opzione per prolungare di dodici mesi, ma non abbiamo fretta a parlarne. L’obiettivo è che io sia felice, che la mia famiglia sia serena e che anche il club sia soddisfatto. Abbiamo fissato come deadline il mese di marzo per prendere una decisione definitiva”.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento importante per il Napoli, club che sotto la guida dell’allenatore Antonio Conte sta puntando allo scudetto e ha bisogno di giocatori come De Bruyne, capaci di garantire qualità, esperienza e leadership sul campo. La continuità del centrocampista rappresenta un tassello fondamentale per mantenere il progetto azzurro competitivo a lungo termine.