Como, Fabregas: “Diego Carlos saltato per qualche dettaglio”

Como, Fabregas: "Diego Carlos saltato per qualche dettaglio"

Como, Cesc Fàbregas presenta la sfida al Parma: “Serve energia e compattezza”

Il Como ha voltato pagina dopo la notte emozionante della Champions League e si prepara a tornare in campo domani al Sinigaglia per la quarta giornata di Serie B contro il Parma. L’atmosfera è carica e fra i giocatori biancoblù ci sarà la curiosità di rivedere Diego Carlos, ormai avversario. A presentare la partita in conferenza stampa è stato il tecnico degli lariani, Cesc Fàbregas. Ecco le sue dichiarazioni più importanti, raccolte nella diretta testuale.

Come si passa mentalmente e fisicamente dalla Champions al campionato?
“La prima partita di Champions è un’emozione speciale, lo ricordo ancora quando debuttai a 17 anni. È un’energia che spinge e motiva in modo diverso un giocatore. Ora dobbiamo essere bravi a capire l’importanza della gara contro il Parma, recuperare bene, curare ogni dettaglio come alimentazione e riposo. La preparazione è sempre più specifica, analizziamo le condizioni di ogni singolo, chi è pronto per giocare e chi va gestito. La conoscenza delle dinamiche di entrambe le competizioni è fondamentale”.

Che condizioni presenta la squadra?
“Siamo a oltre 24 ore dal match e vedo un recupero molto positivo. Tutti sono a disposizione e comprendono l’importanza di questa partita. Il Parma è una squadra di ottimo livello, con un allenatore esperto e con un anno di lavoro alle spalle, quindi arriveranno determinati a fare bene. Loro proveranno a testare la nostra condizione fisica, noi dovremo rispondere con tanta energia e compattezza”.

Il Como non ha ancora mantenuto la porta inviolata in questo campionato, qual è la causa?
“Ci sono sempre margini di miglioramento, la perfezione nel calcio non esiste. Al Genoa abbiamo concesso davvero poco, un solo tiro in porta e una rete. In Champions, qualche transizione a favore degli avversari ha fatto la differenza. Fare clean sheet contro squadre importanti come Udinese e Napoli non è facile: la scorsa stagione ne abbiamo fatti 21. Il fatto che Chalobah sia un nuovo arrivo e che Couto sia in fase di inserimento richiede tempo per trovare il giusto equilibrio. Sono comunque soddisfatto del lavoro dei ragazzi; ora dobbiamo diventare sempre più compatti”.

Possibili cambi in vista della sfida con il Parma? Caqueret e Kaiki saranno disponibili?
“Sono tutti a disposizione (ride). Naturalmente monitoriamo attentamente i dati fisici e i segnali che arrivano dallo staff medico. In queste situazioni è fondamentale fidarsi anche delle analisi più tecniche. Mancano ancora diverse ore alla gara e per noi è un tempo significativo per decidere. Qualche dubbio c’è su 4-5 giocatori che hanno avuto buone prestazioni ma vanno valutati ancora. Dovremo gestire le energie al meglio, soprattutto considerando il calendario fitto dopo la sosta. In ogni caso la squadra sta bene”.

Quanto è importante l’utilizzo del corpo nel gioco?
“Alcuni hanno questa capacità innata, altri devono lavorarci. È comunque una qualità allenabile, fa parte del nostro stile di gioco. Cerchiamo di giocare sempre il più avanti possibile, ed è cruciale saper posizionare il corpo in modo efficace per creare soluzioni offensive. Se davanti alla porta non sei ben piazzato, è più difficile incidere”.

Il Como e lei sono finiti sotto i riflettori, siete la favola del momento: questa ribalta dà fastidio?
“No, sono sempre molto tranquillo. Quando si vince tre partite di fila c’è più attenzione mediatica, ma bisogna restare calmi. Non è detto che se si perde o si fa male si sia i peggiori. Dobbiamo imparare a non farci condizionare da tutto ciò. Più siamo distaccati dalla pressione esterna, meglio lavoriamo”.

Uno dei segreti è l’ambiente interno e l’accoglienza dei nuovi giocatori? Come funziona?
“Spero proprio di sì. L’ambiente è fondamentale, non solo per i nuovi ma anche per tutto lo staff, dove coinvolgiamo anche ragazzi dalla Primavera per creare un gruppo che si senta davvero ‘di Como’. Negli ultimi anni siamo stati abituati a integrare tanti volti nuovi e questo ci ha aiutato a crescere. I giocatori capiscono presto che adattarsi a questo ambiente significa dare il massimo e aiutare tutti”.

Lei ha avuto un ruolo chiave nel mercato, su tutti Robert Sanchez e Diego Carlos. C’è un retroscena sulla ricerca di Diego?
“Ho parlato con Diego tutta l’estate, abbiamo un rapporto grandissimo. Era sempre nella nostra lista e abbiamo avuto una bella conversazione quando il trasferimento non si è concretizzato. La stima tra noi è enorme, fa piacere ricordarlo come un ragazzo fantastico e parte della famiglia. Alla fine non si è fatto per alcuni dettagli, ma lui ha sempre spinto, soprattutto quando in difesa avevamo problemi di infortuni. Gli siamo grati”.

La città e i tifosi sembrano vivere una favola, quale messaggio vuole mandare?
“È vero, questo progetto sembra una favola, ma c’è una storia importante alle spalle con momenti di sofferenza. Ora la squadra ha alzato il livello e la gente di Como non se l’aspettava. Vogliamo regalare un sogno alla città, con il loro supporto vogliamo continuare a crescere. I giocatori nuovi come Yan Couto hanno subito riconosciuto quanto sia speciale l’ambiente qui. Siamo un gruppo unito e questo è un momento bello e importante per il Como”.

In difesa manca qualche risorsa sulla fascia sinistra? Chalobah può essere una soluzione?
“A destra abbiamo Smolcic e Kambwala, quest’ultimo ha fatto ottime prestazioni anche contro Vinicius in Siviglia. Il mercato non è mai perfetto, può mancare qualcosa, ma Valle sta crescendo molto e se serve adattare qualcuno è soprattutto una questione di mentalità. Il giocatore deve capire il ruolo di momento in momento e abituarsi, ci vuole pazienza”.

Chalobah è più forte a sinistra o a destra?
“Ha giocato spesso a sinistra al Chelsea. Quando l’idea di gioco è chiara e c’è supporto, per me non è un problema spostarlo”.

Il modello Como può essere un esempio per altre squadre?
“È un caso unico nel suo genere”.

Baturina come si sta comportando?
“È fondamentale capire la capacità dei giovani di sostenere questo livello. Hanno grande talento e stanno crescendo anno dopo anno. Diao ha avuto un impatto importante e ora, dopo un lungo periodo di infortuni e difficoltà mentali, ha trovato serenità e continuità. Baturina invece ha uno stile anarchico, ma sente molto il gioco, è rapido e intelligente nella lettura della partita. Il gol dell’altra sera ne è la dimostrazione: si muove in modo imprevedibile, con forza e ambizione, qualità che lo accompagnano nel percorso di crescita. Ha 23 anni e si sta guadagnando un posto da protagonista, con umiltà e fiducia può fare la differenza in tutte le partite”.

15.29 – Si conclude la conferenza stampa di Fàbregas.