Napoli, infermeria piena: sette KO e la spina dorsale a pezzi. Anguissa in valutazione, Meret e McTominay verso il Frosinone

Napoli, infermeria piena: sette KO e la spina dorsale a pezzi. Anguissa in valutazione, Meret e McTominay verso il Frosinone

Sette fuori. Non due, non tre: sette. E non c’è reparto del Napoli che possa dire «da noi tutto a posto». Dopo l’1-0 sul Bologna in Serie A al Maradona, nello spogliatoio è tornato più volte lo stesso ritornello, basso e davvero poco consolante: «Ci mancano quei due là in mezzo». Quei due sono Scott McTominay e Anguissa. Il resto dell’infermeria fa volume, ma la spina dorsale azzurra è proprio quella: il cuore del centrocampo a pezzi, mentre Massimiliano Allegri prepara la trasferta di Firenze e, subito dopo, la lunga sosta che dovrà rimettere in piedi pezzi fondamentali della rosa.

Infermeria piena: sette KO in ogni zona del campo

A pensarci con calma, il problema è grosso. L’organico dell’SSC Napoli resta ampio, il mercato estivo ha lasciato alternative e profondità, eppure in emergenza bisogna inventarsi qualcosa ogni settimana. Non è solo quantità: è qualità delle assenze. Quando saltano pezzi strutturali, anche una rosa ricca deve ricalcolare equilibri, letture e ripartenze.

In porta manca Alex Meret: contro l’Arsenal ha tentato di resistere ai problemi muscolari, poi è emersa una lesione di basso grado all’adduttore della coscia sinistra. Circa venti giorni di stop; la pausa per le nazionali aiuta a “riscaldare” il recupero, e l’obiettivo concreto è rivederlo tra i pali per il Frosinone del 10 ottobre. Una finestra realistica, non uno slogan: se i tempi reggono, Allegri ritrova il titolare proprio quando riparte il muro di gare fitte.

Dalla stessa Champions è arrivata anche la botta ad Alisson Santos: lesione di medio grado al bicipite femorale sinistro. Qui il tono cambia — è una questione seria, non un’accelerazione da forzare in dieci giorni. In difesa Marianucci si è fatto male già in ritiro e spera di farcela proprio per Frosinone; Alessandro Buongiorno, invece, è un capitolo a parte: rientro previsto a gennaio, quindi fuori dal pezzo corto di calendario. Giovane ha bisogno di circa un mese. Sommate Anguissa e McTominay, e arrivate a sette. Assenze sparse ovunque: porta, difesa, mediana. Un’emergenza trasversale che tocca ogni dipartimento.

«Quei due là in mezzo»: Anguissa a Castel Volturno, McTominay buco nero

Il refrain dopo Bologna non è propaganda da corriere: è fotografia. Senza McTominay e Anguissa il Napoli perde ritmo, duelli aerei, capacità di spezzare le ripartenze e di proteggere la linea quando la partita si allunga. Su Anguissa gli aggiornamenti sono di giornata: valutazione medica a Castel Volturno, cauto ottimismo per la Fiorentina di domenica, ma tutto dipende dalle risposte del corpo. Niente forzature da eroi: se il camerunese sente ancora il problema, Allegri terrà il piede sul freno. Meglio un’assenza gestita che un stop allungato di settimane.

McTominay resta l’assenza più pesante in mediana. Operato la scorsa settimana — intervento legato al contesto di ablazione cardiaca già raccontato nelle settimane precedenti — lo scozzese è il pezzo che più manca quando serve spingere, coprire e dare verticalità. Il target di rientro resta la finestra dopo la sosta, idealmente in vista proprio del Frosinone: non una certezza da mettere in calendario oggi, ma la direzione verso cui lavora lo staff. Finché non c’è, Lobotka e chiunque Allegri schieri al suo fianco dovranno fare il lavoro di due, con tutte le conseguenze di carico e di squilibrio.

È qui che la frase dello spogliatoio diventa programma tecnico: «quei due là in mezzo» non sono intercambiabili con un flip di modulo. Si può cambiare disegno, sì; ma il Napoli di Allegri con quella mediana al completo ha un’altra densità. Senza, ogni gara diventa un puzzle di bilanciamenti.

Fiorentina, poi la sosta e il muro di nove partite

Il calendario non perdona. Prima la trasferta di Firenze: domenica serve un Napoli ordinato, anche a organico ridotto, perché dopo arriva la sosta e poi un tratto di stagione da incubo logistico — circa nove gare in ventisette/ventinove giorni. Lì, ogni rientro vale oro. Meret per la porta e la continuità. Anguissa se oggi risponde bene ai test. McTominay quando sarà davvero pronto, senza scorciatoie. Marianucci se accelera il recupero. Giovane quando chiude il mese. Buongiorno, più avanti, per chiudere il cerchio difensivo a gennaio.

Allegri lo sa meglio di tutti: ricchezza di rosa sì, ma senza la spina dorsale a centrocampo ogni gara diventa gestione del rischio. L’infermeria è piena, i tempi sono abbastanza chiari, e la frase dello spogliatoio resta il riassunto più onesto di questa settimana azzurra: ci mancano quei due là in mezzo. E altri cinque. Però quei due… Ecco perché domenica a Firenze e, soprattutto, la sosta che segue, non sono solo date sul calendario: sono la prima occasione concreta per ricominciare a ricucire la struttura portante del Napoli.