La settimana azzurra ha già il sapore della trasferta. Domenica alle 12.30, all’Artemio Franchi, il Napoli affronta la Fiorentina in un orario insolito, quasi un mezzogiorno di fuoco. E mentre Massimiliano Allegri adatta i ritmi della preparazione — sedute al mattino per abituare il gruppo al fischio d’inizio — dalle parti di Castel Volturno filtrano aggiornamenti che fanno stringere i denti. Su Zambo Anguissa le sensazioni virano al negativo: la sua presenza in Toscana è seriamente a rischio. Di certo, invece, c’è un nome: Kevin De Bruyne partirà dal primo minuto, per la terza gara di fila.
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ToggleAnguissa, ancora palestra: tre giorni e tante domande
Non servono gridi o anticipazioni da copertina. Allegri, da sempre, preferisce far filtrare le idee a piccole dosi, senza spezzare gli equilibri della vigilia. Il vero nodo, più della scacchiera tattica, resta l’infermeria. Tra chi è già fuori e chi lotta per rientrare, lo sguardo del tecnico si posa soprattutto sul mediano camerunese: l’unico, tra i lungodegenti “caldi”, che in teoria potrebbe ancora farcela in tempo utile per Firenze.
Ieri, però, il quadro non ha sorriso. Anguissa ha lavorato di nuovo in palestra, con una seduta personalizzata, lontano dal gruppo. Mancano tre giorni: tempo ce n’è, ma non tantissimo. Se il fisico risponde, il Napoli ritrova densità, duelli e personalità in mezzo al campo. Se no, si andrà avanti con chi c’è, senza drammi pubblici ma con qualche pensiero in più sulla tenuta della mediana in una trasferta di Serie A dove la Viola giocherà casa e orgoglio.
È il tipo di aggiornamento che i tifosi sentono sulla pelle. Perché Anguissa non è solo un “infortunato in lista”: è pezzo di carattere, di copertura, di quella capacità di sporcarsi il maglione quando la partita diventa guerra di metri. Senza di lui, Allegri dovrà inventare equilibrismi diversi, affidandosi a chi ha tenuto botta nelle ultime uscite e a un centrocampo che, a tratti, ha già dovuto reinventarsi.
De Bruyne titolare al Franchi: terza di fila, scelta di rendimento
Se su Anguissa restano i dubbi, su De Bruyne c’è una certezza che Allegri non nasconde più. Il belga sarà titolare anche contro la Fiorentina: dopo la Champions con i Gunners e il match al Maradona col Bologna, arriva la terza gara consecutiva dal primo minuto. Non è un premio di fedeltà, è una scelta di rendimento. Contro i felsinei è stato pieno di idee, di iniziative e soprattutto di voglia: fuoco negli occhi, leadership, urgenza. Qualità sì, ma anche personalità da fuoriclasse che trascina i compagni.
Per Allegri è il segnale chiaro di un progetto tattico in costruzione. De Bruyne più libero di inventare, meno “incatenato” a compiti di sola copertura, più vicino alle zone dove può fare male. In un 4-2-3-1 che chiede equilibrio dietro e fantasia davanti, il belga diventa il perno delle verticalizzazioni e dei cambi di gioco. E se a Firenze mancherà Anguissa, quel ruolo di “cervello + spinta” peserà ancora di più: servirà lucidità nei primi passaggi e cattiveria negli ultimi venti metri.
I tifosi del SSC Napoli lo hanno già letto in campo: meno show da highlight e più Napoli concreto, quello che chiude i matching e apre le porte. È esattamente ciò che Allegri chiede in trasferta, soprattutto a un orario strano dove la testa può addormentarsi e le gambe devono rimanere accese.
Mattino a Castel Volturno, testa già a Firenze
La scelta di allenarsi al mattino non è un vezzo. Domenica si gioca alle 12.30: un orario che spacca le abitudini, obbliga a gestire sonno, pasti e attivazione in modo diverso. Allegri vuole che il gruppo arrivi al Franchi già “sintonizzato” su quei ritmi, senza scoprire i dettagli all’ultimo. È preparazione da allenatore vecchio stampo, fatta di abitudini e di piccoli vantaggi accumulati giorno dopo giorno.
Intorno restano le variabili note: infermeria ancora lunga, un settembre denso tra campionato e Europa, e una Fiorentina che a casa sa diventare scomoda. Il Napoli deve chiudere la pratica prima della sosta, portando a casa punti e continuità. Con o senza Anguissa, la linea non cambia: intensità, attenzione sui secondi palloni, e De Bruyne chiamato a dettare i tempi.
Tre giorni non sono un’eternità, ma nemmeno un lampo. Se Anguissa farà un salto di qualità nella ripresa, Allegri avrà un’arma in più da tenere in panchina o, in scenari ottimistici, da valutare per una frazione di gara. Se resta in palestra, il messaggio ai compagni è comunque chiaro: non si aspetta nessuno, si va. Firenze aspetta, il Franchi aspetta, e il Napoli — con la sua nuova leadership belga e i dubbi sul mediano camerunese — si prepara a un mezzogiorno che può valere una stagione intera di nervi e di punti.