Lang o Neres, Politano o Favasuli: Allegri ha due nodi esterni verso Firenze (Olivera dal 1’)

Lang o Neres, Politano o Favasuli: Allegri ha due nodi esterni verso Firenze (Olivera dal 1’)

Domenica alle 12:30 allo Stadio Franchi si chiude il pezzo di SerieA prima della sosta, e a Castel Volturno il vero tema non è più «chi manca» — quello lo sappiamo — ma chi parte sulle fasce. Il Napoli arriva a Firenze dopo il 1-0 sul Bologna, con l’infermeria ancora lunga e con Allegri chiamato a scegliere senza rete di sicurezza. La novità delle ultime ore è chiara: sulla sinistra di difesa Mathias Olivera è praticamente in pole, mentre davanti a Rasmus Hojlund si aprono due ballottaggi veri. Non uno. Due.

Olivera dal 1’: la corsia sinistra cambia pelle

Spinazzola non si è allenato venerdì per una lieve contrattura al bicipite femorale destro. Il club lo ha scritto nero su bianco, e da lì il ragionamento di Allegri diventa semplice: meglio non forzare a 48 ore dalla gara. In quel vuoto entra Mathias Olivera, già visto spesso in versione «soluzione» e oggi candidato naturale dal primo minuto. Non è una scommessa: è continuità difensiva in trasferta, con Di Lorenzo dall’altra parte e la coppia Rrahmani-Rafa Marin al centro. Tra i pali resta Milinkovic-Savic, con Meret ancora fuori.

Il contesto conta. La Fiorentina di Vanoli ha ripreso a correre dopo l’esonero di Grosso, e al Franchi non regala spazio. Il Napoli sa di dover gestire ritmi e ripartenze senza Anguissa al top (ancora lavoro personalizzato) e senza McTominay. Ecco perché la scelta sulla corsia sinistra non è un dettaglio estetico: è equilibrio. Olivera dà centimetri, cattiveria e uscite pulite; Spinazzola, se recuperato in extremis, resterebbe comunque una variabile da rifinitura. Al momento, però, la freccia punta tutta sull’uruguaiano.

Due nodi esterni: Politano-Favasuli e Lang-Neres

Qui si gioca la partita «vera» della formazione. A destra, dietro Rasmus Hojlund, il duello è tra esperienza e slancio: Politano parte ancora leggermente favorito, ma Costantino Favasuli ha messo la firma sull’assist del gol di Lobotka col Bologna e non si tira indietro. Allegri conosce il valore del «già visto» in trasferta, però sa anche quanto pesi un ragazzo che arriva a palla calda e spinge. Il ballottaggio resta aperto, intorno al 55-45 secondo le letture più diffuse: niente è chiuso fino alla rifinitura di sabato.

Sulla sinistra il quadro si è arricchito. Noa Lang resta in vantaggio, anche su Vergara, per ritmo e capacità di tagliare verso il centro. Ma David Neres sta ritrovando condizione e, nelle ultime segnalazioni da Castel Volturno, torna a essere un’alternativa concreta: non solo cambio nella ripresa, ma ipotesi da undici se Allegri vuole più dribbling e meno «controllo». È il tipo di scelta che cambia il volto della manovra: Lang più geometrico, Neres più imprevedibile. In una gara dove la Fiorentina cercherà equilibrio e sacrificio — Vanoli lo ha detto chiaro — avere un esterno capace di rompere le linee può valere tre punti.

Il messaggio interno è semplice: nessuno ha il posto regalato. Favasuli ha dimostrato di poter entrare e decidere; Neres sta spingendo per non restare solo «piano B». Politano e Lang rispondono con continuità e mestiere. Allegri, da tecnico che odia le facili entusiasmi, terrà la bilancia fino all’ultimo allenamento.

Il resto dell’XI e Vanoli: «Napoli pretendente allo scudetto»

A centrocampo il copione è quasi scritto: doppio play Gilmour-Lobotka, con De Bruyne più avanzato a completare il triangolo. Anguissa resta in forte dubbio dopo un’altra seduta personalizzata; se non ce la fa, il belga non rifiata e Vergara resta pronto dalla panchina. Davanti, Rasmus Hojlund è il riferimento fisso: punti di riferimento, sponde, presenza nell’area piccola. Il Napoli in SerieA ha sei punti dopo quattro giornate e cerca di trasformare il Bologna in punto di partenza, non in parentesi.

Dall’altra parte del campo, Paolo Vanoli non si nasconde. In conferenza al Viola Park ha definito il Napoli «rosa ampia e forte» e «tra le pretendenti allo scudetto», avvertendo i suoi: «Saremmo presuntuosi se dicessimo che non ci farà soffrire». Poi il mantra viola: sacrificio, corsa per il compagno, attaccanti che giocano per la squadra prima ancora di pensare al gol. Beto o Pellegrino, Dodò da riconquistare: tema fiorentino, ma utile anche a Napoli. Perché domenica al Franchi non si affronta una squadra spenta: si affronta una Fiorentina che ha già vinto due volte con il nuovo mister e vuole la terza per chiudere la sosta col sorriso.

Statistiche a parte — gli azzurri sono imbattuti negli ultimi cinque confronti di campionato con i viola e non perdono a Firenze dal 2018 — il match si decide sulle scelte. Olivera dal 1’, due nodi esterni ancora aperti, De Bruyne a dettare i tempi: ecco il puzzle di Allegri verso Firenze. Sabato la rifinitura, domenica il verdetto. E se i ballottaggi restano in bilico fino al fischio d’inizio, è solo perché in casa Napoli la concorrenza, finalmente, ha ricominciato a fare rumore.