Ecco tre allenatori vincenti: la nuova generazione in Europa

Ecco tre allenatori vincenti: la nuova generazione in Europa

Cronaca Sportiva

Un trionfo netti e meritato: Cristian Chivu e la sua Inter conquistano la Serie A con autorevolezza. Alla sua prima stagione completa da tecnico nel calcio di alto livello, dopo aver garantito la salvezza al Parma in un breve periodo, il giovane allenatore rumeno ha trasformato l’Inter in una macchina vincente, capace di dominare fin dall’avvio. La rivoluzione tanto attesa dalla società nerazzurra si è concretizzata sul campo, registrando una stagione di grande qualità e convinzione. Così il presidente Giuseppe Marotta ha espresso ieri sera in occasione della festa scudetto: “Credo possa essere l’allenatore dell’Inter ancora per tanti anni”, sottolineando la fiducia e la fiducia riposta in Chivu dopo una stagione che ha spento le delusioni dello scorso anno e rilanciato con forza il club milanese.

Una curiosità da non sottovalutare emerge dai numeri di questa Serie A: era da tempo immemorabile che il titolo non veniva vinto da una squadra distante dalla vetta nella classifica difensiva. L’Inter di Chivu, infatti, si colloca soltanto sesta per gol subiti, ma può vantare un poderoso attacco con 30 gol in più rispetto al Napoli, arrivato secondo, forte di un reparto offensivo completato dai due primi marcatori della classifica cannonieri. La filosofia nerazzurra, improntata a segnare almeno un gol in più degli avversari, è la chiave di volta del successo, incarnando quel calcio moderno ed offensivo che si ispira a un modello europeo di riferimento: il sorprendente PSG-Bayern Monaco 5-4, autentico spettacolo di tecnica e spettacolo.

In Germania, intanto, continua a brillare un’altra giovane guida tecnica d’eccellenza: Vincent Kompany, manager classe 1986 alla guida del Bayern Monaco. Anche lui ex difensore di carattere, Kompany è stato scelto più per le sue doti personali e di leadership che per un curriculum tecnico già consolidato. Un azzardo che però sta dando i suoi frutti, visto che il Bayern non è solo la squadra dominante degli ultimi due anni in Bundesliga, ma diventa un esempio da seguire a livello globale grazie anche ai 171 gol realizzati in stagione, una cifra monstre nel calcio europeo.

Nel contesto del calcio internazionale, resta viva la straordinaria impronta del calcio offensivo e della costruzione di un ambiente solido e sereno, elementi chiave anche per Francesco Farioli, giovane manager italiano classe 1989, artefice del trionfo del Porto sul campionato portoghese. Con una difesa rocciosa e tante soluzioni offensive, anche dopo l’infortunio che ha privato la squadra del centravanti Samu Omorodion da metà febbraio, Farioli ha guidato i Dragoes a dominare i rivali Benfica e Sporting dall’inizio alla fine.

Il panorama europeo del calcio di vertice vede dunque una nuova generazione di allenatori emergenti pronti a lasciare il segno. Accanto a Chivu, Kompany e Farioli, spicca anche il nome di Mikel Arteta, tecnico classe 1982 del Arsenal. Il suo futuro resta aperto a ogni possibilità: può diventare un’icona di questa nuova leva di allenatori o rimanere nella lotta ardua per i titoli, combattendo contro giganti come Guardiola, che ambisce a superarlo, o l’esperto Simeone, pronto ad affrontarlo nelle prossime sfide all’Emirates.

Infine, merita una doverosa precisazione: nella stagione appena conclusa e che ha visto l’Inter trionfare, il Napoli è stato guidato da Antonio Conte, figura di grande esperienza e carisma, il cui apporto alla squadra partenopea è stato decisivo, pur non bastando per strappare lo scudetto ai nerazzurri di Chivu.