Lazio, Sarri verso l’addio: il Comandante pronto a salutare

Lazio, Sarri verso l'addio: il Comandante pronto a salutare

Maurizio Sarri ha messo in campo ogni energia possibile per tentare di riscattare la sua Lazio. Dal suo ritorno nel 2021, il tecnico toscano ha riacceso la passione di un pubblico affezionato, pronto a sostenerlo con entusiasmo, dimostrato anche dai 30 mila abbonamenti staccati in questa stagione, un numero che difficilmente si sarebbe raggiunto senza il suo ritorno, nonostante l’esclusione dalle competizioni europee della passata annata. Il suo triennio fino alle dimissioni di marzo 2024 ha rappresentato un tentativo disperato di rivitalizzare un ambiente ormai in balia di difficoltĆ  strutturali e gestionali.

Oggi, la situazione a Formello appare sempre più intricata: la Lazio rischia di perdere il quarto allenatore dimissionario in poco più di due anni, segno tangibile di come lavorare in questo contesto sia diventato quasi impossibile. Se Sarri non dovesse formalizzare le dimissioni, resta sullo sfondo la possibilitĆ  di un’interlocuzione con il suo prossimo club, con il Napoli che si mostra interessato a riaccoglierlo a Castel Volturno, sostituendo Antonio Conte. L’alternativa, meno concreta ma comunque suggestiva, ĆØ l’Atalanta, che ha manifestato la volontĆ  di affidargli una rivoluzione totale.

La stagione della Lazio dipinta dai media ĆØ stata doppia: da una parte, buona parte della tifoseria e dell’ambiente ha riconosciuto a Sarri tutte le attenuanti del caso. Infortuni a catena, mercato limitato e disastroso blocco degli innesti sono stati giustificati come elementi che non hanno permesso al tecnico di esprimersi al meglio. Dall’altra, però, una minoranza rumorosa ha puntato il dito contro il tecnico come unico responsabile di una stagione complicata, ipotizzando che con un altro allenatore la squadra avrebbe potuto ambire a risultati decisamente più prestigiosi.

Ma i fatti parlano chiaro: la rosa biancoceleste, ad oggi valutata intorno ai 217 milioni di euro secondo Transfermarkt, rappresenta il valore più basso dal 2017 ad oggi. Al netto delle difficoltĆ , Mario Gila si presenta come l’unico giocatore conteso da club importanti, mentre non si registrano altri nomi degni di interesse da parte di grandi squadre in vista della finestra estiva di mercato. Ciò evidenzia un progetto che, almeno sul piano tecnico e della qualitĆ  del parco giocatori, ha subito un’importante regressione negli ultimi anni.

Nonostante questo contesto, Sarri ha cercato in ogni modo di mitigare le difficoltĆ : ha dato fiducia ai rientri dai prestiti come Cataldi e Cancellieri, garantendo loro un minutaggio importante nella Lazio attuale, cosa mai successa in passato. Sotto la sua guida la difesa biancoceleste ha registrato una crescita significativa: se nella scorsa stagione aveva subito ben 22 gol in più rispetto al Napoli allenato da Conte, oggi accusa appena 7 reti in più rispetto all’Inter campione d’Italia. Un dato che ridimensiona molte delle critiche ricevute.

Sarri ha dovuto inoltre sopportare critiche ingiuste, come quelle che lo accusavano di ā€œnon valorizzare gli attaccantiā€: va ricordato che sotto di lui giocatori come Higuain, Mertens, Cristiano Ronaldo e Immobile hanno realizzato rispettivamente 36, 28, 31 e 27 gol nelle proprie esperienze, numeri che attestano la sua capacitĆ  di valorizzare le punte.

La situazione di emergenza ĆØ stata particolarmente evidente nel mercato di gennaio, quando la partenza di Guendouzi e Castellanos ha lasciato l’organico ulteriormente debilitato. Di fronte a ciò, il presidente Lotito ha preso una posizione ferma, dichiarando che ā€œarriverĆ  quello che decido ioā€ e che lui ā€œnon deve accontentare nessunoā€, confermando di fatto la linea rigida e indipendente sulle scelte di mercato.

Nonostante tutto, Sarri è riuscito a portare la Lazio fino alla finale di Coppa Italia, eliminando squadre di spessore come Milan, Bologna e Atalanta, che negli ultimi anni hanno conquistato più punti nel campionato rispetto ai biancocelesti (31 i rossoneri, 24 i nerazzurri, 8 i rossoblù).

Ora che la nave Lazio appare sempre più in balia delle tempeste, ecco che il ā€œComandanteā€ dĆ  l’ordine di abbandonare la stessa, coerente con il codice nautico che vieta al comandante di lasciare il posto prima di aver tentato invano ogni soluzione per salvare la nave. Maurizio Sarri ha lottato fino all’ultimo, ma ora tocca a chi ha parlato di una ā€œLazio solida e in situazione di massima tranquillitĆ ā€ prendere il timone e condurre la squadra verso il porto sicuro, nella speranza di ritrovare vento favorevole e mari calmi.