Pastorello: “Meret inutilizzato è un peccato, Inter su altri obiettivi”

Pastorello: "Meret inutilizzato è un peccato, Inter su altri obiettivi"

Federico Pastorello, noto procuratore sportivo, ha celebrato i trent’anni della sua agenzia P&P Sport Management. In un’intervista esclusiva, ha ripercorso i momenti cardine della sua carriera e si è soffermato sulle prospettive dei suoi assistiti più importanti.

Il primo trasferimento che ha segnato una svolta per Pastorello è stato quello di Stefano Fiore dall’Udinese alla Lazio, operazione che all’epoca rappresentava un passo decisivo: «Sarebbe scontato citare il lancio di Milito o il trasferimento di Lukaku dall’Inter al Chelsea, ma per me il primo vero passaggio importante è stato Fiore alla Lazio. Cragnotti investiva tanto e quella trattativa la gestii per intero. Fu una sfida e una grande soddisfazione – ha ricordato il procuratore – anche la strategia scelta fu vincente, la ricordo con affetto».

Uno degli argomenti caldi è senza dubbio il futuro di Romelu Lukaku, ancora in cerca di un rilancio dopo una stagione complicata al Napoli, allenato da Antonio Conte, che non ha potuto vivere pienamente a causa di infortuni e difficoltà fisiche. Pastorello sottolinea però il talento e la volontà di Lukaku: «Oggi ha un obiettivo fisso, ed è il Mondiale. Non è stato protagonista nella stagione del Napoli se non con un gol decisivo che ha portato tre punti alla squadra. La Coppa del Mondo sarà il palcoscenico per dimostrare a tutti quanto vale ancora. È un top player e sono sicuro che farà bene».

Altro tema caldo riguarda Stefan de Vrij e la sua possibile permanenza all’Inter: «Qualche discorso è aperto. Dopo 13 anni in Italia, avrebbe voglia di un’esperienza diversa all’estero. Però l’Inter resta la squadra del suo cuore, così come il Feyenoord, sua ex squadra. Gli otto anni con l’Inter sono tanti e se ci saranno passi avanti, li accoglieremo con grande rispetto».

In chiave Serie A, Pastorello ha parlato anche di Francesco Acerbi, difensore che, nonostante l’età, mantiene alta la sua competitività: «Ha ancora tanto da dare, sicuramente lo vedremo in campo per almeno altri due anni. Simone Inzaghi, grande estimatore di Acerbi, potrebbe chiamarlo a sé: Francesco ha l’idea di rimanere in Italia e lo vedo molto motivato per continuare la sua carriera».

Sul fronte Inzaghi, ora alla guida dell’Al-Hilal, Pastorello si è mostrato sicuro della permanenza del tecnico italiano in Arabia Saudita: «Nel calcio non è mai facile dare certezze, ma credo che Simone resterà all’Al-Hilal. Ha un altro anno di contratto e ha fatto un’ottima stagione, vincendo la Kings Cup, competizione molto prestigiosa, soprattutto perché è stata la prima partecipazione ufficiale del Principe. L’Al-Hilal è equiparabile al Real Madrid d’Asia, e ha migliorato la propria performance rispetto all’anno scorso. Certo, c’è stata l’amarezza per l’uscita prematura dalla Champions asiatica, ma va considerato che Inzaghi ha dovuto gestire molti infortuni e una situazione di mercato complicata in Arabia, oltre al processo di adattamento a una nuova cultura e mentalità lavorativa».

Infine, Pastorello ha fatto il punto su Alex Meret, portiere friulano ma “napoletano nel cuore”, in forza al Napoli di Antonio Conte. «Meret ha sempre voluto rimanere al Napoli, nonostante alcune offerte di scadenza contrattuale. Adesso bisognerà capire chi sarà il tecnico e quali progetti saranno messi in campo, perché una stagione così limitata nell’utilizzo per un portiere di tale talento è un peccato. L’ipotesi Inter? È stata accostata come destinazione, ma non c’è mai stato un vero contatto. La sensazione è che l’Inter stia valutando altre piste». Sul possibile dualismo con Milinkovic, Pastorello ha concluso: «Questa convivenza può andare bene per un anno, ma farne una prassi sarebbe un peccato. Milinkovic è un portiere di valore, ma è difficile gestire una situazione di rotazione a lungo termine».

Guardando al futuro e ai giovani talenti, Pastorello ha elencato alcuni nomi che potrebbero emergere nelle prossime stagioni in Serie A: «Ci sono molti ragazzi promettenti nei campionati minori. Il mio lavoro è quello di valorizzare tutti i miei assistiti; tra i giovani in rampa di lancio segnalo Palmisani, Moruzzi e Faticanti, che meritano sicuramente un’opportunità nel massimo campionato».

Questa lunga intervista di Federico Pastorello tocca dunque punti fondamentali per il calcio italiano e internazionale, accompagnando con lucidità e passione la carriera di uno degli agenti più influenti, mentre si prospettano scenari importanti per i suoi assistiti nel prossimo futuro, tra Serie A, campionati esteri e grandi palcoscenici come il Mondiale.