Carlos Vinicius, attaccante brasiliano ora in forza al Grêmio, ha raccontato a Globo Esporte la sua carriera, soffermandosi sull’esperienza con il Napoli nel 2018, un capitolo vissuto con emozioni contrastanti ma fondamentale per la sua crescita professionale.
“Quando arrivai al Napoli, non mi aspettavo nemmeno un saluto da parte di Antonio Conte, all’epoca tecnico azzurro. Per me bastava solo essere lì. Ma durante il ritiro pre-campionato compresi veramente cosa significasse far parte di quella realtà”, ha dichiarato Vinicius, che solo dieci mesi prima giocava in seconda divisione, nel campionato Goiano, e stava pensando di smettere con il calcio. “Dieci mesi dopo mi trovavo con Conte e il Napoli, squadra che aveva appena collezionato 91 punti in Serie A, sfiorando il titolo perso solo di un punto rispetto alla Juventus campione con 92.”
L’attaccante ha poi ripercorso alcuni momenti vissuti con i protagonisti di quel Napoli: “Ricordo bene Hamsik con la sua cresta inconfondibile, Insigne, Mertens, Koulibaly… Ed ovviamente Antonio Conte come allenatore: mio Dio. In spogliatoio mi sentivo intimorito, non avevo neanche il coraggio di alzarmi per prendere un bicchiere d’acqua. Stare in quel contesto sembrava un sogno impossibile. Però fu proprio Conte il primo ad accogliermi, ha provato a dirmi qualcosa in portoghese e anche i giocatori mi hanno fatto sentire parte del gruppo. Lui mi ha abbracciato. È stata un’esperienza breve, solo due ritiri pre-campionato per un totale di circa due mesi, ma per me rappresentò una svolta incredibile e di altissimo livello.”
Vinicius ha infine commentato il rapporto di Antonio Conte con il calcio brasiliano e il ruolo attuale dell’allenatore in nazionale: “Sono stati solo due ritiri con lui, un periodo breve ma significativo nel mio percorso. Conte ha un grandissimo carisma e sa gestire magistralmente i suoi giocatori, in campo e fuori. Non conosco nessun calciatore che parli male di lui, perché è capace di trattarli con un approccio quasi paterno, facendoli sentire sempre a proprio agio. Il suo stile si sposa perfettamente con il calcio brasiliano. Ha sempre avuto un debole per i giocatori brasiliani: in tutte le sue squadre ce ne sono stati molti di successo, ed è probabilmente uno dei motivi per cui ha accettato di guidare la Nazionale verdeoro.”
Questa testimonianza di Carlos Vinicius offre uno sguardo umano e diretto su un’esperienza vissuta alla luce di uno dei tecnici più carismatici del calcio mondiale, Antonio Conte, e getta nuova luce sulla straordinaria realtà del Napoli, società capace di attrarre talenti anche in momenti di svolta per la carriera di un giocatore.