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Questa mattina, alle ore 14.30, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dei due ritiri estivi del Napoli, eventi ormai cardine nella preparazione stagionale della squadra di Antonio Conte. Alla presentazione, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, si è distinto il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, la cui figura centrale ha animato l’incontro, ricco di spunti e dichiarazioni significative per i tifosi partenopei e gli addetti ai lavori.
De Laurentiis apre la conferenza ribadendo il valore storico dei ritiri: “Abbiamo firmato un contratto di 16 anni, ma il Covid ci ha impedito di svolgere un anno di ritiro. Con questa stagione completeremo quindici anni con il Trentino. L’Abruzzo, invece, ci ha sorpreso per la qualità delle strutture impiantistiche. Sono due realtà diverse: il Trentino è eccezionale nell’accoglienza, si impegnano davvero tanto. Lì c’è un’offerta calorosa e organizzata, mentre in Abruzzo abbiamo riscontrato un atteggiamento più duro, quasi scettico, con tanti problemi economici lamentati dalle amministrazioni locali. Ma lo sport è soprattutto amicizia, passione e competizione leale. Dobbiamo riuscire a creare quella sana rivalità sportiva che scuote l’ambiente e fa bene a tutti”.
Focus sulla celebrazione del Centenario del Napoli: “Non vogliamo bruciare nulla con fretta – ha precisato il numero uno azzurro – c’è molta confusione riguardo la data esatta di nascita del club: qualcuno indica il 1° agosto 1926, altri il 25 agosto o altro ancora. In realtà il Napoli nasce alla fine dell’Ottocento grazie ai marinai inglesi, ma è grazie a Ascarelli, un ebreo illuminato, che fu ufficializzato il nome ‘Calcio Napoli’. Stiamo lavorando per raccontare questa lunga storia, che supera i cento anni. Il Centenario va celebrato lungo un arco di almeno un anno: dalla stagione 2026/27 fino al 31 luglio 2027. Siamo impegnati in tante iniziative – curate da Tommaso Bianchini – e il rischio sarebbe quello di esaurire troppo presto questa grande opportunità per rilanciare Napoli come filosofia di vita e realtà sportiva. Vi chiediamo di accompagnarci in questo viaggio che sarà lungo e appassionante”.
Alla domanda sui rapporti con Antonio Conte e sull’allenatore in generale, De Laurentiis risponde con toni decisi: “Il discorso vero riguarda il rapporto con la città, il Comune e le Regioni riguardo al problema dello stadio. Ho sempre detto che il Maradona è un cesso: quando arrivò Ancelotti avevo ragione e non è cambiata la mia opinione. Anche investendo 200 milioni i problemi di quel campo non si risolverebbero. Sarà oggetto di una conferenza a parte. Il Napoli, ancora oggi, ufficialmente non ha un allenatore e, come stabiliscono le regole federali, non possiamo annunciarlo. Non ha senso insistere a chiedere nomi. Per quanto riguarda il centro sportivo, invece, non ci sono problemi. Le strutture saranno il tema fondamentale di questo quinquennio”.
Sull’eventuale obiettivo Scudetto e il ruolo dell’allenatore Conte: “Ho già vinto il Tricolore anche con un tecnico che non l’aveva mai conquistato prima, tranne in Russia. Quindi state tranquilli se vedete ancora la mia faccia in società. Per l’importanza dei ritiri pre-campionato – standard elevati e ben strutturati – e le amichevoli, il lavoro sarà finalizzato a mettere l’allenatore e i calciatori nelle condizioni migliori per affrontare sia il campionato che l’Europa. Io considero ambedue gli obiettivi prioritari. Dopo il primo Scudetto avevo detto che mi sarei concentrato sull’Europa: non è andata come speravo, ma abbiamo imparato la lezione. Ora dobbiamo essere pronti al via, dopo i due ritiri e la settimana di preparazione tipo. La prima partita sarà in trasferta, come chiedo da anni, per consentire la manutenzione del campo, rovinato dai concerti estivi. La Lega ha sempre accettato la mia richiesta”.
De Laurentiis mette in luce anche la politica sui cambi in partita: “Io ho combattuto per avere da tre a cinque sostituzioni nelle gare; infatti trovo assurdo che in molte partite i cambi vengano fatti solo nel finale. Questo fa sentire molti calciatori ‘di serie B’. Questa estate abbiamo più di trenta giocatori e l’idea è farli giocare attraverso una gestione che valorizzi allenatore e squadra. I calciatori hanno bisogno di sentirsi importanti, non solo di sedersi in panchina. Il calcio si gioca in due tempi e l’allenatore deve poter intervenire prima della seconda frazione per modificare il gioco. Io da presidente sono presente e vigile, e voglio che tutti si divertano in campo e sugli spalti”.
Sulle recenti dichiarazioni di Lukaku e De Bruyne: “Hanno espresso opinioni che possono essere accettate o criticate, dipende dai punti di vista. Aspettiamo di vedere cosa succederà quando si lavorerà insieme. Il nuovo allenatore valuterà la situazione. Se qualcuno dovrà andare via, pazienza: il mercato è ampio e pieno di opportunità”.
Infine, sul modello economico del Napoli basato su acquisti e cessioni intelligenti, De Laurentiis è netto: “Assolutamente doveroso proseguire così. È la strada giusta. D’altronde la sostenibilità economica è fondamentale per una società che vuole competere ad alti livelli senza rischi”.
La conferenza stampa si è chiusa poco dopo le 15.20, lasciando chiaramente intendere che la stagione del Napoli con Antonio Conte si aprirà tra ritiri curati, strategie ben definite e una programmazione che guarda al futuro, con la volontà di far rivivere la squadra azzurra protagonista in Italia e in Europa.