Non c’è fibrillazione nel cuore del Napoli, bensì una pausa necessaria per Scott McTominay. Il centrocampista scozzese, fermato da una lieve aritmia benigna, si prepara ad affrontare un intervento che lo terrà lontano dal campo fino al rientro dopo la sosta per le nazionali. A fare chiarezza sulla natura della sua condizione e sulla tecnica di trattamento è stato il cardiologo Luigi Piccenna, figura di riferimento in Medicina d’Urgenza presso l’ospedale Cardarelli di Napoli per oltre 40 anni, che ha spiegato i dettagli in un’intervista al Corriere dello Sport.
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ToggleL’aritmia benigna di McTominay: un disturbo temporaneo e gestibile
Secondo Piccenna le aritmie rappresentano alterazioni del ritmo sinusale naturale del cuore, distinguendosi in due grandi categorie: quelle sopraventricolari, generalmente di natura benigna, come la fibrillazione atriale parossistica che ha colpito McTominay, e quelle ventricolari, più gravi e pericolose. In questo caso, si tratta di una forma passeggera e autolimitante, che non ha nulla a che vedere con problemi cardiaci strutturali.
Il medico napoletano, tifoso degli azzurri, ha voluto sottolineare come McTominay sia un atleta con un cuore sano, capace di sostenere gli sforzi agonistici a livelli elevati anche nelle recenti partite, come quella contro il Como giocata domenica al Maradona. Questa conferma rassicura sulle condizioni generali del giocatore e sull’impatto limitato che avrà questa pausa.
La PFA: la tecnica innovativa scelta per l’ablazione
Il trattamento al quale si sottoporrà McTominay è una procedura di ablazione chiamata PFA (Pulsed Field Ablation), una tecnica relativamente recente in campo cardiologico, particolarmente indicata per la fibrillazione atriale. Diversamente dalle tecniche tradizionali che utilizzano il calore o il freddo per cauterizzare le cellule responsabili dell’aritmia, la PFA impiega impulsi elettrici brevissimi ad alta intensità, diretti in modo estremamente selettivo sulle cellule malate, preservando così le strutture cardiache circostanti.
Recupero rapido e senza rischi
Per quanto riguarda i tempi di recupero, il dottor Piccenna si è mostrato ottimista: dopo una degenza di due o tre giorni e un breve periodo di riposo domiciliare, McTominay potrà iniziare la fase di ritorno all’attività sportiva. Il rientro completo è previsto entro una settimana, massimo dieci giorni, a patto che tutti i controlli di routine, come l’Holter cardiaco, diano esito positivo. Secondo il cardiologo, i rischi di complicanze sono minimi, grazie alla natura mirata e non invasiva del trattamento.
Il Napoli senza McTominay: un’assenza importante
Da tifoso del Napoli e medico esperto, Piccenna non nasconde che l’assenza di McTominay si farà avvertire nel centrocampo di Antonio Conte, non solo in fase di interdizione ma anche nell’apporto offensivo. Lo scozzese, infatti, aveva già dimostrato una propensione al gol significativa in questo avvio di stagione, diventando un elemento prezioso nel meccanismo azzurro.
Tuttavia, lo sguardo del cardiologo è proiettato al futuro, con la certezza che il giocatore tornerà più forte di prima: “Quando risolvi un problema del genere – ha concluso Piccenna – non solo migliori la condizione fisica, ma anche la qualità di vita. Si sta più sereni, e questo pesa molto anche nel rendimento sportivo”.
In attesa del rientro di McTominay, il Napoli dovrà dunque fare a meno di uno dei suoi perni a centrocampo, ma può contare su una diagnosi chiara e un trattamento moderno che garantiscono un recupero rapido e sicuro, elementi fondamentali per affrontare la seconda parte di stagione con ambizione.