Sette azzurri ancora fuori, un calendario spezzettato e un allenatore che deve costruire partita dopo partita senza potersi aggrappare alle certezze. Nell’infermeria del Napoli lo scenario non ĆØ più solo Ā«chi mancaĀ», ma soprattutto Ā«quando rientraĀ». Dopo le settimane di emergenza, oggi il club ha un quadro più netto sui tempi di recupero: da chi può riavvicinarsi al gruppo a breve a chi dovrĆ attendere gennaio. Ecco la mappa aggiornata, utile per capire come Allegri affronterĆ Serie A e Champions nelle prossime settimane.
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ToggleAnguissa e la Fiorentina: affaticamento ai flessori, Firenze resta un miraggio
La prima buona notizia, se cosƬ si può chiamare, riguarda Anguissa. Il camerunese sta lavorando per superare l’affaticamento muscolare ai flessori: non ĆØ una lesione strutturale grave, ma basta per toglierlo dal radar della trasferta di Firenze. Contro la Fiorentina del 20 settembre, infatti, la disponibilitĆ del mediano appare altamente improbabile. Allegri lo sa e giĆ sta ripensando le gerarchie a centrocampo, dove Gilmour e Lobotka stanno guadagnando pezzi di fiducia proprio perchĆ© l’alternativa Ā«fisicaĀ» di Anguissa non ĆØ ancora ripristinabile.
Non ĆØ un dettaglio da poco. Anguissa ĆØ il giocatore che tiene in piedi le ripartenze e copre i metri quando gli esterni si allargano: senza di lui il Napoli deve inventarsi equilibrio con altri profili. Il percorso ĆØ comunque in corso ā ripresa graduale, carichi controllati ā ma la finestra di Firenze sembra chiusa. Il messaggio dello staff ĆØ chiaro: meglio non forzare ora e ritrovare il centrocampista davvero utile nelle settimane successive, piuttosto che rischiare una ricaduta proprio sul pezzo di calendario più delicato.
Meret, McTominay e Marianucci: il traguardo comune ĆØ il Frosinone del 10 ottobre
Il vero cluster di rientri punta al 10 ottobre, quando il Napoli ospiterĆ il Frosinone. Su quella data stanno lavorando tre pezzi importanti. Meret sta recuperando da una lesione di basso grado all’adduttore: niente panico, ma basta per tenerlo fuori dalle gare immediate e affidare la porta a chi c’ĆØ. In parallelo McTominay resta fermo per la lieve aritmia benigna che ha imposto un percorso di accertamenti e, nelle ipotesi più prudenti, anche la strada dell’ablazione. Il club e lo staff medico trattano il caso con la massima cautela: non ĆØ un’emergenza muscolare classica, ĆØ una questione di cuore (letteralmente) da chiudere bene prima di rimetterlo in mezzo al fuoco della Serie A.
Più delicato il dossier Marianucci. Il giovane difensore ĆØ alle prese con una lesione di alto grado del legamento collaterale: qui i tempi non si comprimono a piacimento. Per Meret, McTominay e Marianucci, però, l’obiettivo dichiarato resta lo stesso: tornare disponibili alla ripresa del campionato dopo la sosta, idealmente per il Frosinone. Se anche uno solo dei tre rientrasse davvero in quel weekend, Allegri avrebbe un’altra freccia; se rientrassero in due o tre, cambierebbe il volto della rosa. Fino ad allora, il tecnico dovrĆ continuare a pezzi, con rotazioni strette e poca margine di errore.
Da Giovane al Bodo, fino a gennaio: il calendario lungo di Alisson Santos e Buongiorno
C’ĆØ chi dovrĆ aspettare ancora qualche giorno in più. Giovane, operato per un’ernia inguinale, ha come primo traguardo concreto Venezia-Napoli del 17 ottobre: non ĆØ una data Ā«di marketingĀ», ĆØ il riferimento medico-sportivo su cui lo staff sta costruendo il rientro. Subito dopo, un altro nome caldo: Alisson Santos. L’esterno/attaccante sta recuperando dalla lesione di medio grado al bicipite femorale e punta la Champions contro il Bodo del 20 ottobre. Un rientro in Europa, se confermato, sarebbe una boccata d’ossigeno in un momento in cui le gerarchie offensive restano fluide.
Il percorso più lungo, invece, ĆØ quello di Buongiorno. La lesione della radice del menisco mediale del ginocchio destro lo terrĆ lontano dal campo per diversi mesi. Il target indicato ĆØ Napoli-Cagliari del 5 gennaio: mesi di lavoro silenzioso, niente scorciatoie. Per Allegri significa continuare a costruire la difesa senza uno dei riferimenti strutturali della rosa, affidandosi a chi ĆØ in campo oggi e a chi, come Marianucci, proverĆ a rientrare prima. In sintesi: sette assenze, quattro finestre di rientro diverse, e un allenatore costretto a pensare il Napoli a Ā«blocchiĀ» temporali. Firenze senza Anguissa; ottobre con la speranza Meret-McTominay-Marianucci; metĆ mese con Giovane e Alisson Santos; gennaio, finalmente, con Buongiorno. Il calendario non mente ā e nelle prossime settimane dirĆ se i tempi di recupero resteranno solo obiettivi o diventeranno convocazioni vere.