Se bastasse il curriculum, stasera al Maradona non ci sarebbe partita. Invece alle 20:45 arriva un anticipo di Serie A che sa di esame: il Napoli di Massimiliano Allegri ha 7 punti dopo cinque giornate, il Frosinone di Alvini ne ha già 10 e siede in zona alta. Mondo alla rovescia, come lo racconta la vigilia: gli azzurri hanno tutto da perdere, i ciociari gli strumenti per divertirsi e sognare un’altra notte da ricordare. E mentre Max ripete che servono i tre punti senza alibi, dalla panchina avversaria può spuntare Raimondo, bomber da 4 gol in cinque partite — il doppio di Hojlund fin qui.
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ToggleIl diktat di Allegri: niente attenuanti, solo la vittoria
La conferenza di ieri ha lasciato poco spazio alle scuse. Allegri ha descritto un Frosinone che «corre, ha buona tecnica» e sta facendo bene, ma ha anche chiuso il discorso sul risultato: bisogna portare a casa la vittoria, anche per preparare con la testa giusta il ritorno in Champions contro il Villarreal. Ritrovare McTominay dopo oltre un mese è una buona notizia, «altri li ritroveremo più avanti», ma le attenuanti — ha sottolineato — non ci sono. Umiltà e rispetto per l’avversario, sì; alibi, no.
È il primo vero bivio della gestione livornese. Sette punti non bastano per restare nel discorso delle prime quattro, e al Maradona pieno di tifosi non si può vivere di curriculum o di nomi sulla maglia. Serve un filotto, ha detto Max, partita dopo partita. Stasera è la prima tessera: se manca, la classifica continua a raccontare un Napoli in salita, tipo Stelvio, mentre Alvini gira il joystick e il suo Frosinone sembra sapere già cosa fare.
Partita a scacchi: McTominay e Raimondo dalla panchina
La Gazzetta parla di una gara a scacchi. Difficile vedere dal primo minuto sia McTominay sia Raimondo: lo scozzese arriva da un percorso lungo dopo l’ablazione, il goleador ciociaro è recuperato in extremis. Però entrambi possono decidere quando il match si apre. Quattro reti in cinque uscite per Raimondo non sono un dettaglio da almanacco — sono il segnale di un Frosinone che sa fare male appena trova spazio. Dall’altra parte Hojlund cerca continuità e ispirazione, con De Bruyne chiamato a costruire e Neres pronto a riprendersi i minuti da titolare dopo mesi.
Sulle scelte di modulo il mister azzurro resta un cantiere aperto: difesa a tre con Badiashile candidato al debutto dal 1′, oppure soluzioni a quattro; De Bruyne più alto o più basso a seconda di quanto fiato hanno Gilmour e Lobotka. Il punto non è indovinare l’undici al millimetro: è capire se il Napoli entra in campo con la fame giusta contro una squadra che non specula, pressa alto e ama tenere il pallone.
Il Frosinone che non ha paura: Ghedjemis, Kvernadze e mentalità salvezza
I ciociari non arrivano da turisti. Vittorie a Firenze (la prima in A di Alvini) e contro il Como, pressione organizzata da Calò, Schmid come anello tra le fasi, Kvernadze e Ghedjemis sulle ripartenze. Ghedjemis, fresco di rinnovo, sogna una notte magica nel tempio di Maradona. È il ritratto di una neo-promossa che si diverte e, divertendosi, riduce il gap tecnico. Per Allegri significa una cosa sola: sbagliare una mossa può costare caro, perché l’ospite non ti regala pause.
In diretta la gara si vede su DAZN e Sky (co-esclusiva), calcio d’inizio alle 20:45. Fuori dallo schermo, però, il tema è più grezzo: il Napoli deve riprendere a vincere in Serie A davanti al proprio pubblico, senza aspettare che la classifica si sistema da sola. Il Frosinone ha già dieci punti e un bomber di ritorno; gli azzurri hanno i big, il Maradona e un mister che ha tolto gli alibi dal vocabolario. Stasera si decide chi ha ragione sul campo — e chi, tra i due Massimiliani, esce dal bivio con il sorriso.