Napoli-Frosinone, Allegri cambia idea: niente difesa a tre, torna il 4-2-3-1 con Neres e Lang

Napoli-Frosinone, Allegri cambia idea: niente difesa a tre, torna il 4-2-3-1 con Neres e Lang

Manca poco al fischio d’inizio e le carte sul tavolo di Massimiliano Allegri sembrano finalmente in ordine. Dopo giorni di indizi, grafici social e ipotesi a tre centrali, le ultimissime da Sky dicono altro: il Napoli stasera al Maradona dovrebbe scendere in campo col 4-2-3-1. Difesa a quattro, no difesa a tre. Un cambio di idea netto, a poche ore dalla sfida di Serie A contro il Frosinone delle 20:45.

Allegri archivia la difesa a tre: torna il 4-2-3-1

Fino a stamattina la lettura dominante era quella del Corriere dello Sport: terzetto arretrato con Badiashile dal 1’, Di Lorenzo e Spinazzola a fare da quinti, Neres e Lang alle spalle di Hojlund. Poi, giro di vite. Secondo le ultime di formazione di Sky, Allegri avrebbe messo da parte quel piano e ripreso il modulo più “classico” azzurro. Davanti a Meret spazio a Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin e Spinazzola. In mezzo doppio play con Gilmour e Lobotka. Davanti, il tridente mobile con Neres, De Bruyne e Lang a servire Hojlund.

Non è un dettaglio da fantacalcio. Passare dalla linea a tre al 4-2-3-1 cambia tutto: uscite palla, copertura sulle fasce, e soprattutto il modo in cui il Napoli attacca il pressing del Frosinone di Alvini, squadra che corre e già viaggia a 10 punti in classifica mentre gli azzurri sono a quota 7. Stasera non è solo un anticipo della sesta giornata: è il primo vero bivio del mese, con il Villarreal di Champions dietro l’angolo.

Neres e Lang dal 1’, De Bruyne dietro Hojlund

La notizia che fa più rumore in città è il ritorno da titolare di Neres. Il brasiliano ha lavorato a Castel Volturno durante la sosta, ha mandato segnali contro la Fiorentina entrando dalla panchina, e ora Allegri sembra pronto a lanciarlo dal primo minuto insieme a Lang. Politano, non al meglio, resterebbe inizialmente fuori dall’undici: scelta anche “da gestione”, con martedì di Champions in vista.

Al centro della manovra resta De Bruyne, chiamato a dettare i tempi alle spalle di Hojlund. È la lettura più offensiva possibile senza forzare la difesa a tre: qualità sulla trequarti, strappo sull’uno contro uno, e un centravanti danese che ha bisogno di palloni filtranti, non solo di duelli aerei. Se il piano funziona, il Maradona può diventare un problema serio per i ciociari. Se inceppe, Allegri avrà comunque McTominay pronto per 20-30 minuti dalla panchina, come spiegato in conferenza: rientro soft, niente alibi, ma gambe fresche per chiudere la partita.

Spinazzola di nuovo in campo, Maradona sold-out e zero alibi

A sinistra torna Spinazzola, recuperato e già nelle ultime di formazione. Con Olivera, Buongiorno, Anguissa, Favasuli e Vergara ancora fuori, ogni rientro pesa. Spinazzola in una difesa a quattro significa spinta e copertura diversa rispetto al ruolo di quinto in un 3-4-2-1: più responsabilità in fase di non possesso, più libertà quando il Napoli ha palla. Di Lorenzo sull’altra fascia completa il quadro di un reparto che dovrà gestire le ripartenze del Frosinone, dove Bobcek è il nome indicato al posto di Raimondo, ancora stoppato dall’infermeria secondo le ultime.

Il contesto è chiaro. Maradona pieno, cancelli anticipati, tifo che chiede una reazione dopo un avvio di stagione a due facce (due vittorie, due ko, un pari). Allegri ha già detto la frase che resta: niente alibi, umiltà, tre punti per preparare bene la Champions. Il cambio di modulo a ridosso del match racconta proprio questo: meno teorie, più soluzione concreta per battere una squadra che in classifica oggi è davanti al Napoli. Alle 20:45 si smette di leggere le probabili. Si gioca.