Nicola si presenta e prepara la trappola al Napoli: «Non sono il mago delle salvezze, pensiamo a noi». Juan Jesus guida la difesa, Mazzocchi spera

Nicola si presenta e prepara la trappola al Napoli: «Non sono il mago delle salvezze, pensiamo a noi». Juan Jesus guida la difesa, Mazzocchi spera

Due giorni di lavoro, una conferenza stampa e già una partita da far tremare i polsi. Davide Nicola si è presentato oggi al Venezia con il Napoli già lì, dietro l’angolo: sabato alle 15 al Penzo, settima giornata di Serie A, arbitro Sacchi, diretta su DAZN. Mentre a Castel Volturno si ragionava su rientri e turnover, in laguna è andata in scena la prima uscita pubblica del nuovo tecnico arancioneroverde. E vale la pena ascoltarla bene, perché da quelle parole si capisce che tipo di squadra troveranno gli azzurri domani pomeriggio.

Antonelli spiega il cambio: «Decisione sofferta, non istintiva»

Prima di lasciare il microfono all’allenatore ha parlato il direttore sportivo Filippo Antonelli, che ha voluto fare chiarezza sul ribaltone in panchina. Prima il grazie, sentito, a Giovanni Stroppa e al suo staff per la cavalcata che ha riportato il club in A, un’impresa che secondo il ds «rimarrà per sempre nella storia». Poi la spiegazione: una scelta sofferta ma ragionata, maturata dopo i passi indietro visti contro Fiorentina e Atalanta prima della sosta.

Il quadro, del resto, non lascia spazio a interpretazioni: sei partite, sei sconfitte, zero punti in classifica. Sedici gol incassati, metà dei quali in casa, e appena cinque segnati. Al Penzo sono passate Lecce, Fiorentina e Lazio. Antonelli ha però voluto tranquillizzare l’ambiente sul futuro: il progetto va avanti a prescindere, la proprietà c’è, e come segnale è stato citato il rinnovo di Yeboah. L’obiettivo resta uno solo, la permanenza in Serie A, e per centrarlo il club ha scelto un tecnico che, parole sue, ha l’esperienza giusta per questa categoria.

Nicola: «Equilibrio, flessibilità e niente scuse sul tempo»

Poi è toccato a lui. E il primo messaggio è stato quasi un manifesto: impressioni «elettrizzanti» dopo due giorni, voglia di buttarsi a capofitto nel lavoro con dedizione ma anche con leggerezza. La sintesi? Una parola: equilibrio. È quella che, secondo lo stesso Nicola, lo contraddistingue come allenatore.

Quando gli hanno ricordato l’etichetta che si porta dietro da anni, ha sorriso e l’ha rispedita al mittente: non si sente il mago di nulla, nemmeno delle salvezze. Lui organizza, si pone degli obiettivi, e i risultati arrivano di conseguenza. Sulla squadra ha detto che i valori ci sono e che l’identità costruita finora c’era, ma evidentemente non è bastata. Adesso la priorità è capire il prima possibile le caratteristiche dei giocatori a disposizione, una rosa che a suo dire è stata costruita con profili diversi anche all’interno dello stesso ruolo.

I concetti chiave li ha confermati lui stesso: flessibilità, intensità, sperimentazione ed emozione. Sul modulo nessuna rivoluzione annunciata, ma un dettaglio interessante: a Nicola non piace dire che «servirà tempo». In Serie A, ha spiegato, le squadre cambiano pelle due o tre volte nella stessa partita, ed è per questo che insiste sulla flessibilità. Tradotto per il Napoli: aspettiamoci un Venezia capace di cambiare atteggiamento a gara in corso. Curioso anche il passaggio su Stroppa, suo ex compagno di squadra, che aveva già sostituito ai tempi della Cremonese: un puro caso, ha detto, con tanta stima per il collega.

E sulla promessa in caso di salvezza, visto che in passato qualche voto clamoroso l’aveva fatto davvero? Risposta secca, che ha strappato più di un sorriso in sala: «Mi faccia pensare».

Il Napoli visto da Venezia: «Grande squadra, ma pensiamo a noi»

Inevitabile la domanda sugli azzurri. Nicola si aspetta una grande squadra, una di quelle che «hanno consolidato la loro identità nel tempo», ma ha subito spostato il focus: più che studiare cosa proverà a fare il Napoli, al Venezia serve scoprire le proprie qualità. Anche sul come mettere in difficoltà una big, il tecnico è rimasto sul pragmatico: ogni squadra ha le sue incertezze, serve rispetto per la pericolosità dell’avversario. Poi il complimento ad Allegri, definito «un grandissimo allenatore» con grande esperienza, alla guida di giocatori più esperti dei suoi. Ma il Venezia, ha aggiunto, ha «un buon mix».

Un rispetto che, per inciso, è reciproco: in mattinata Allegri aveva ricordato la salvezza «impensabile» di Nicola a Crotone e avvertito tutti che il Penzo è un campo piccolo, dove la palla scorre poco. Un rettangolo da 105 per 65, più stretto della media, che può diventare una trappola per chi vuole fare possesso.

Nicola ha chiuso con un’immagine da alpinista: quando scali una vetta altissima sai dove vuoi arrivare, ma ti concentri solo sul chiodo successivo. Settimana dopo settimana, poi si riazzera. Il primo chiodo, guarda caso, si chiama Napoli.

Gli ex azzurri: Juan Jesus titolare, Mazzocchi ci prova

C’è anche un pezzo di Napoli nel Venezia che domani proverà a sbloccare la classifica. Juan Jesus, arrivato in laguna in estate, dovrebbe essere il perno del terzetto difensivo davanti a Stankovic, con Moreno e uno tra Schingtienne e Halhal. Sull’altro ex, Pasquale Mazzocchi, Nicola ha aperto uno spiraglio: sta recuperando da un problema che sembra ormai risolto, ci sarà un confronto con lo staff medico e, se ci sarà la possibilità di portarlo, lo porteranno. Più probabile la panchina che una maglia dal primo minuto.

Le probabili formazioni della vigilia indicano un 3-5-2 nel solco di Stroppa ma con un’interpretazione meno offensiva: Hainaut a destra, a sinistra uno tra Sagrado e Haps per l’infortunio di Correia, in mezzo Kike Perez, Sohm e Basic, davanti la coppia Yeboah-Adams. Lunga la lista degli assenti in casa veneta, a partire dal capitano Busio. Dall’altra parte il Napoli dovrebbe confermare il 3-4-2-1 con Meret tra i pali e il grande dubbio in attacco, dove Lorenzo Lucca potrebbe prendersi una chance dal via.

Il messaggio, in fondo, è chiaro: il Venezia ultimo in classifica non va confuso con un Venezia arrendevole. Una squadra con un allenatore nuovo, la voglia di dimostrare qualcosa e un campo che non perdona chi lo prende sottogamba. Per il Napoli, reduce dalla botta di Villarreal e ottavo a quota 10, è il classico appuntamento da non sbagliare. Nicola lo sa, e ha già cominciato a preparare la sua trappola.