Allegri fa da scudo alla rosa: «Chi è qui va difeso, non buttato a mare». Ma la conferenza divide la piazza e Knutsen avvisa il Napoli: «Domani vi sorprenderemo»

Allegri fa da scudo alla rosa: «Chi è qui va difeso, non buttato a mare». Ma la conferenza divide la piazza e Knutsen avvisa il Napoli: «Domani vi sorprenderemo»

Ventiquattro ore alla notte che può cambiare la stagione, o affossarla definitivamente. Alle 15:27 Massimiliano Allegri si è seduto nella sala stampa del Maradona per presentare la sfida di Champions League contro il Bodo Glimt, martedì alle 21. Terza giornata, zero vittorie europee in tasca, il ko di Venezia ancora sul groppone. E il tecnico livornese, anziché il mea culpa che una parte della piazza si aspettava, ha scelto un’altra strada: quella dello scudo umano davanti al suo spogliatoio.

«Mi metto in discussione finché mi diverto». E la rosa non si tocca

La frase che resterà è questa: «Non è questione di rimproverarsi, ma di mettersi in discussione ogni giorno. E lo farò fino a quando mi divertirò a fare questo lavoro». Un modo molto allegriano di dire che il peso lo sente, ma che non ha alcuna intenzione di farsi travolgere dall’ansia. Il passaggio più forte, però, riguarda i giocatori. Allegri ha difeso il gruppo a spada tratta, e in particolare quelli finiti nel tritacarne delle critiche: «Mi dispiace che ci siano ragazzi criticati oltremodo. Se sono stati scelti dal Napoli significa che sono in condizione di giocare nel Napoli. Chi è nella rosa va difeso e aiutato anche nei momenti difficili».

E poi l’affondo, quasi provocatorio: «Hanno tutti la mia fiducia, altrimenti ogni giorno ne dovremmo buttare a mare dieci perché uno gioca male? Il mercato è chiuso, la società ha fatto le sue valutazioni». Tradotto: questa è la squadra, con questa si esce dalla crisi. Nessun processo pubblico, nessun capro espiatorio. Con nove partite in un mese e altre nove dopo la sosta di novembre, aggiunge, «non possiamo pensare che giochino sempre gli stessi undici: la rosa è di venti elementi e tutti possono giocare». Un messaggio che suona come un preannuncio di turnover già da domani sera.

Tre o quattro dietro? «Cambia solo l’esterno a destra»

Sul tema tattico che ha tenuto banco tutto il giorno, Allegri ha provato a sgonfiare il dibattito: «La differenza tra tre e quattro è solo l’esterno a destra. Se ci gioca Giovanni Di Lorenzo è un giocatore più difensivo, se ci gioca Politano, Noa Lang o Giovane sono più offensivi». Insomma, il modulo è una questione di interpreti più che di numeri. Il vero problema, per lui, è altrove: «Manchiamo in alcuni momenti della partita, quelli in cui subiamo gol come a Venezia, a Firenze, a Milano. Ci manca qualcosa in quei momenti».

Sul Penzo, il tecnico non arretra di un millimetro: primo tempo poco brillante «ma con due-tre situazioni da gol», ripresa «discreta» con occasioni create. «Il risultato condiziona l’opinione», ha ammesso, prima di ricordare che il Napoli arrivava da due vittorie e un pareggio in campionato. Per domani chiede «una gara di grande tecnica e voglia» contro un avversario «bravo nel blocco basso e in contropiede, molto veloce e forte quando riconquista palla». Unica nota leggera della giornata, il siparietto in apertura con Carlo Pellegatti: battute sui cavalli, grande passione del tecnico, prima che il clima tornasse serio.

La piazza non ci sta: «Conferenza allucinante», «risposte evasive»

Se l’obiettivo era rasserenare l’ambiente, la missione è riuscita solo a metà. A Radio Tutto Napoli Angelo Forgione è andato giù durissimo: «La conferenza di Allegri è stata paradossale e allucinante. Non basta acquistare un calciatore perché sia automaticamente all’altezza del Napoli: alcuni acquisti si rivelano sbagliati e bisogna avere il coraggio di riconoscerlo». E ancora: «Un allenatore onesto avrebbe dovuto chiedere scusa dopo Venezia. Contro l’ultima in classifica, due tiri in porta in settanta minuti: parlare di buona prestazione è inaccettabile». Secondo Forgione, Allegri «continua a usare la carota anziché il bastone» e sembra «sentirsi protetto dal contratto e dalla società». Sulla stessa linea il giornalista Marco Giordano, che ha bollato le risposte del tecnico come «evasive e quasi ai limiti dell’irritante».

Il punto è tutto qui: la linea di Allegri — calma, fiducia, niente drammi — è la stessa che Aurelio De Laurentiis sta sposando pubblicamente blindando il suo allenatore. Ma a una piazza che ha visto la squadra sbattere contro il muro del Venezia serve altro. Serve una notte da Napoli. E l’unico modo per far tacere i critici, a questo punto, passa dal campo.

Knutsen non viene a fare la comparsa: «Vi sorprenderemo»

Il problema è che dall’altra parte non arriva una vittima sacrificale. Il Bodø è sbarcato in città con i giocatori in abiti estivi, ha fatto la rifinitura proprio al Maradona e Kjetil Knutsen in conferenza ha mandato un messaggio chiarissimo: «In Champions devi sperimentare cose nuove. Noi conosciamo il Napoli e domani vi sorprenderemo». Il tecnico norvegese si è preso le responsabilità del ko col Bayern, ma rivendica l’identità: «Giochiamo larghi, offensivi, per buttare la palla in area. Il Napoli è una grande squadra con uno stadio fantastico, ma ha pregi e difetti. Vincerà chi metterà più intensità».

Occhi puntati su Patrick Berg, definito «fondamentale» davanti alla difesa, mentre resta in dubbio Blomberg. Il difensore Jostein Gundersen, invece, ha fatto i complimenti a Rasmus Hojlund — «ci segnò quando era al Manchester United, è estremamente bravo» — ma ha anche toccato un nervo scoperto: «Il Napoli è in crisi, ma resta una delle migliori squadre italiane. Proveremo a non difendere troppo bassi e a tenere di più la palla». Altro che pullman davanti alla porta, quindi. Allegri si aspetta un blocco basso, Knutsen promette sorprese: domani sera sapremo chi dei due ha letto meglio la partita. Per il Napoli, comunque vada, non ci sono più alibi.