Dopo il tonfo di Porto il telefono non sta fermo: nomi di allenatori, successioni lampo, ipotesi rimesse in pista. Solo che, a freddo, arriva lo stop di Fabrizio Romano. E il quadro cambia di colpo: il Napoli non sta trattando con nessuno. Zero contatti. Intanto Aurelio De Laurentiis tiene il punto fino a domenica, quando al Maradona arriva la Lazio.
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ToggleRomano spegne i rumor: «Zero contatti»
Nel pomeriggio del 5 novembre, sul suo canale YouTube, Fabrizio Romano ha messo nero su bianco ciò che in cittĆ molti sussurravano a mezza bocca. La questione allenatore resta delicata, sƬ, ma non cāĆØ un dossier aperto in tempo reale. Il nome che più di tutti ha girato nelle ultime ore ĆØ quello di Stefano Pioli: credibile in teoria, non in trattativa oggi. Romano ĆØ stato netto: il club azzurro non lo sta contattando. Lo aveva fatto in passato, quando i contatti cāerano davvero; adesso no.
Il passaggio più chiaro ĆØ quello sul futuro eventuale. Se il Napoli dovesse decidere di cambiare panchina, Pioli Ā«ci andrebbe a piediĀ». Ma ā e qui sta la differenza ā non esiste in questo momento un lavoro di successione immediata post-Porto. Niente scossoni giĆ pronti, niente telefonate a catena. Solo un clima fragile, da gestire con i piedi di piombo. Romano ha anche ricordato lo schema giĆ visto a settembre con Palladino: ipotesi giornalistiche, nessun dialogo concreto. Stessa dinamica, stessa conclusione: zero contatti.
In pratica, mentre sui social e nei talk si costruisce il film dellāesonero, a Castel Volturno e in societĆ non risultano mosse di mercato sulla panchina. Un contrordine utile, perchĆ© evita di trasformare ogni rumor in una trattativa immaginaria. E lascia spazio a un altro fatto, più politico che tecnico: la decisione resta tutta nelle mani di ADL.
ADL aspetta la Lazio (e probabilmente oltre)
Il Mattino, ripreso da IlNapolista, disegna la linea presidenziale con poche parole e poca poesia: fino a domenica Aurelio De Laurentiis non farĆ nulla. E, molto probabilmente, non farĆ nulla nemmeno dopo. Il destino di Massimiliano Allegri resta comunque agganciato alla volontĆ del presidente: non cāĆØ un countdown pubblico, non cāĆØ un ultimatum scritto, cāĆØ una valutazione che passa dalla partita delle 12:30 al Maradona.
Il contesto pesa. Sette sconfitte in quattordici gare ufficiali: il peggior avvio dellāera De Laurentiis, peggio anche dei momenti più neri con Garcia e del secondo ciclo Ancelotti, quando almeno in Champions League la qualificazione agli ottavi teneva in piedi il racconto. Oggi il racconto ĆØ diverso: crisi di risultati, nervi scoperti in spogliatoio, ritiro anticipato giĆ da venerdƬ sera per mettere i pezzi sotto lo stesso tetto prima dello scontro con la Lazio.
Allegri, in questa fase, ĆØ anche un parafulmine. FinchĆ© resta lui a fare da scudo, le critiche si concentrano sulla panchina; se saltasse, il fuoco rischierebbe di spostarsi sulla societĆ , sulle scelte di mercato e sulla gestione del progetto. Non ĆØ un dettaglio da poco. Per un presidente che storicamente non ama esonerare a caldo, attendere domenica ā e magari anche il giorno dopo ā ĆØ una scelta coerente con il proprio stile, anche quando la classifica e lāumore pubblico spingono verso lo strappo.
Pioli e Motta restano rumor, non trattative
I nomi che circolano, lo ripete anche la stampa napoletana, sono essenzialmente due: Stefano Pioli, molto presente in tv e quindi Ā«caldoĀ» nel dibattito pubblico, e Thiago Motta, fermo da due anni dopo lāesperienza fallimentare alla Juventus. Sono piste da talk show e da titoli, non dossier aperti. Romano ha chiuso ā almeno per ora ā il capitolo contatti; Il Mattino, dal canto suo, non indica successori ufficiali, ma conferma che la palla ĆØ soltanto presidenziale.
CāĆØ anche il nodo economico: Allegri ha un triennale. Cambiare costa, non solo in liquidazione, ma in messaggio. E trovare un allenatore capace di raddrizzare la rotta in corsa, con una rosa costruita su certi principi e con un calendario che non aspetta, non ĆØ un esercizio da copertina. Per questo Ā«zero contattiĀ» oggi non significa Ā«zero rischiĀ» domani. Significa soltanto che, dopo Porto, non cāĆØ una successione giĆ cucita.
La Gazzetta, intanto, ricorda il calendario operativo: ritiro dalla serata di venerdƬ, Napoli–Lazio domenica alle 12:30, Allegri ancora presentato come Ā«garanziaĀ» nel breve. Tutto, o quasi, può dipendere da novanta minuti. Una vittoria al Maradona non cancella le sette sconfitte, ma compra tempo. Una battuta dāarresto riaccenderebbe in un attimo le voci che Romano ha appena smontato.
Domenica al Maradona, poi si rivede tutto
Il senso della giornata è questo: meno gossip, più partita. Il Napoli arriva allo scontro interno con la Lazio dopo un crollo europeo che ha messo a nudo fragilità di mentalità e di gestione dei finali di gara. Allegri vuole capire, osservare, tenere il gruppo vicino in ritiro. De Laurentiis osserva da lontano, senza annunci e senza telefonate documentate agli alternativi.
Chi cercava lo scoop della trattativa in corso con Pioli dovrĆ accontentarsi di una smentita secca. Chi scommetteva su un esonero entro il weekend dovrĆ fare i conti con la linea Mattino: fino a domenica nulla, e molto probabilmente neppure dopo. Il momento resta delicato ā Romano non lo nasconde ā ma delicato non ĆØ sinonimo di imminente. Per ora Massimiliano Allegri resta al suo posto, i rumor restano rumor, e la palla torna sul rettangolo verde del Maradona.
Se domenica arriverĆ la reazione, il film cambia. Se no, le ipotesi ripartiranno. Ma ripartiranno da zero contatti, non da una trattativa giĆ in corso. Ed ĆØ una differenza non da poco, in una piazza che vive di titoli e di telefonate immaginarie.