Caccia alle streghe: mirino su De Bruyne e Manna

Caccia alle streghe: mirino su De Bruyne e Manna

Dopo il naufragio di Porto non è solo il risultato a tenere banco. In casa Napoli è partita un’altra partita, più sporca e più politica: la caccia alle streghe. Il Corriere di Napoli fotografa un lavorio mediatico — e, secondo quel framing, non del tutto estraneo agli umori del club — per far salire sul rogo Kevin De Bruyne e, a distanza di sicurezza, il ds Giovanni Manna. Obiettivo implicito: tenere in piedi Massimiliano Allegri mentre la piazza, ancora non tutta contro di lui, aspetta il verdetto di domenica con la Lazio.

Non è il copione dell’esonero lampo. È qualcosa di più sottile: spostare il fuoco, scegliere i capri espiatori giusti, raccontare la crisi come colpa di un belga scontento e di un mercato sbagliato. E nel frattempo, nel ritiro di Pozzuoli, ricucire quel che resta dello spogliatoio.

De Bruyne sul rogo: vuole via a gennaio e la radio già spara

Il nodo più caldo si chiama Kevin De Bruyne. Da settimane, riporta il Corriere di Napoli, il belga avrebbe chiesto di essere liberato nella sessione di gennaio. Non è contento dell’esperienza azzurra e, soprattutto, non lo è quando in campo esercita il diritto di critica sui compagni, attingendo al carisma da Ballon d’Or. Solo che quel diritto, nello spogliatoio, non gli viene riconosciuto: non l’ha conquistato qui, dicono i colleghi. Loro vedono anche i suoi errori; lui vede un gruppo dove «non tutti sono professionisti fino in fondo». È un cortocircuito culturale prima ancora che tattico.

Il dopo-Porto ha solo accelerato tutto. Il diverbio con Lorenzo Lucca è finito in tv, le frecciate di Politano sugli «stranieri» hanno acceso la miccia, Hojlund e McTominay hanno smontato la lettura soft di Allegri. Ed ecco il pezzo politico: se domenica il Napoli affonda ancora, la piazza potrebbe chiudersi contro il mister. A quel punto — sempre secondo il framing del Corriere — scenderebbe in campo la radio ufficiale del club, con urli e invettive contro il fuoriclasse belga e, simmetricamente, una difesa all’arma bianca di Max. Messaggio chiaro: la crisi di nervi è colpa di KDB, non della panchina.

Nel ritiro di Pozzuoli, sempre secondo quella lettura, De Bruyne sarebbe il primo «sacrificio» narrativo. Non necessariamente una multa o una messa fuori rosa plateale: più un isolamento mediatico, un passaggio di responsabilità, un modo per far digerire la tempesta senza toccare Allegri.

Manna nel mirino: il mercato «sbagliato» e le orecchie che fischiano

Il secondo bersaglio è Giovanni Manna. Non immediato — incombe gennaio e non si fanno mosse avventate — ma già messo sotto pressione. Il martellamento mediatico insiste sulla campagna acquisti dell’anno scorso: De Bruyne, Lucca, Lang, Beukema «non li ha voluti di certo» Antonio Conte. Quindi, per sottrazione, le orecchie del ds fischiano. La versione che circola è brutale: le «pippe» le ha comprate Manna, e quel mercato avrebbe provocato lo sfacelo del non-mercato di quest’anno.

Difficile, nota il Corriere di Napoli, non pensare che un’operazione di «orientamento» così articolata — radio ufficiale, insistenza sul mercato passato, difesa continua di Allegri — non tenga almeno conto del pensiero del club. Se si è radio ufficiale, qualsiasi cosa si dica può essere letta come voce societaria. Ed è proprio questo il punto politico: proteggere il tecnico scaricando il fuoriclasse e, a medio termine, il direttore sportivo.

C’è però un altro pezzo del puzzle che va messo sul tavolo. Il Corriere dello Sport scrive che il Napoli non multerà Lorenzo Lucca e Kevin De Bruyne per il diverbio di Porto. Nessuna sanzione formale, dunque. Ma non è un’assoluzione: il quotidiano sottolinea che lo scambio in campo «non può essere derubricato a una classica cosa di campo», perché di screzi, finora, ce ne sarebbero stati anche in privato. Nervi scoperti lontano dalle telecamere, tensioni tenute sottotraccia per evitare polveroni. La lite al Dragão ha solo reso pubblico ciò che già covava.

Il Mattino controbatte: ADL non molla Allegri, il ritiro è idea sua

Accanto alla narrazione «caccia alle streghe» esiste un’altra linea, più istituzionale, che arriva da Il Mattino. Aurelio De Laurentiis, a oggi, non penserebbe a un esonero. Non parlerà alla squadra: la vedrà solo il giorno della Lazio. E il ritiro a Pozzuoli lo avrebbe voluto proprio Allegri, decisione condivisa col presidente. Segnale di fiducia, non di commissariamento. Le voci su Conceição, Thiago Motta e Pioli restano rumor di entourage, non contatti ufficiali. Pesa anche il contratto: sei milioni netti a stagione per tre anni. Licenziare Max, in questo quadro, sarebbe un salasso oltre che un gesto politico.

Ecco il paradosso azzurro. Da una parte un racconto che costruisce capri espiatori — De Bruyne subito, Manna più avanti — per tenere in piedi la panchina. Dall’altra un presidente che, almeno a parole filtrate dagli ambienti vicini, non vuole interferire col lavoro di mister e ds e rifiuta lo show dell’irruzione nello spogliatoio. In mezzo c’è una squadra nervi a fior di pelle, un lunch match contro la capolista Lazio e dieci giorni di sosta pronti a diventare una stanza dei bottoni se domenica arriva un altro ko.

La caccia alle streghe, se davvero è in corso, dice più del momento politico del club che di un singolo diverbio. Perché scaricare KDB e Manna può comprare tempo ad Allegri. Ma non risolve la domanda vera: chi guida davvero questo Napoli, e verso quale progetto? Finché la risposta resta confusa, ogni sconfitta risveglierà nuovi roghi. E domenica, al Maradona, qualcuno dovrà spegnerli sul campo — o accettare che il fuoco salga ancora più in alto.