Paolo Zanetti, tecnico esperto e apprezzato, è stato protagonista di una recente intervista concessa a Radio Napoli Centrale, durante la quale ha fatto il punto su Giovane Santana, l’attaccante brasiliano che ha avuto modo di allenare nelle prime fasi della scorsa stagione all’Hellas Verona e che oggi milita nel Napoli. Il calciatore, però, dovrà restare ai box per un periodo, dopo aver subito un intervento chirurgico per la correzione di un’ernia inguinale.
Giovane Santana: talento e crescita, parole di Zanetti
Zanetti ha raccontato con forte partecipazione il rapporto con Giovane Santana, evidenziando la maturazione del giocatore e le prospettive future: “È un ragazzo a cui sono molto legato, è esploso con me all’Hellas Verona. Il suo passaggio al Napoli è stato un bene per tutti. Prima che partisse, gli ho spiegato che si stava trasferendo in una realtà molto diversa, con una grandissima concorrenza in ogni ruolo. Deve avere pazienza ma essere incisivo. Può migliorare parecchio, in particolare nei numeri. Nei tre mesi in cui ha giocato a Verona si è mosso bene, ma ora si trova in una fase in cui deve ancora crescere perché ha bruciato alcune tappe. Posso garantire che ha un potenziale enorme.”
Il tecnico ha poi spiegato quale sia il ruolo più adatto per Giovane: “L’abbiamo preso dal Corinthians, dove spesso giocava da esterno. Io l’ho schierato soprattutto come seconda punta o come trequartista, perché più si avvicina alla porta e più diventa pericoloso. Ha un cambio di passo che pochi hanno. Giocando lontano dalla porta, invece, non ha le caratteristiche giuste per diventare un esterno di livello europeo top. La mia idea è che possa svilupparsi come seconda punta di alto livello.”
Napoli, Conte e Allegri: il confronto di Zanetti
Il discorso si è poi spostato sulla sfida di inizio stagione tra Hellas Verona e Napoli, terminata con un clamoroso 3-0 a favore degli azzurri di Antonio Conte nella prima giornata di Serie A 2024/2025: “Non mi aspettavo un risultato così netto contro il Napoli, ma ci eravamo preparati bene. Quella però non era la versione definitiva del Napoli, perché a inizio stagione molti giocatori sono ancora sotto carico di lavoro fisico. Alcuni sono subito pronti, altri come Conte ragionano a lungo termine, imponendo ritmi duri fin dall’inizio. Alla fine, il Napoli ha meritato lo Scudetto che ha vinto.”
Infine, Zanetti ha descritto le differenze nella gestione delle partite contro allenatori di grande calibro come Conte e Massimiliano Allegri: “Conte è un allenatore aggressivo che ti mette pressione costante, soprattutto quando perdi palla, cercando di recuperare subito il possesso. Allegri, invece, adotta un approccio molto più strategico e tattico. Le sue squadre puntano a far risparmiare energie alla squadra, schierarsi con ordine e attendere il momento giusto per colpire, spesso con le mosse dei cambi. È evidente come sia una sfida completamente diversa affrontare questi due tipi di allenatori.”