Il momento d’oro della Lazio di Gennaro Gattuso non passa inosservato e a commentarlo con attenzione è Dario Marcolin, ex centrocampista biancoceleste e del Napoli, oggi apprezzato opinionista televisivo. Ai microfoni di Radio Laziale, Marcolin ha analizzato il primo scorcio di stagione della squadra capitolina, capolista in Serie A dopo tre giornate, soffermandosi in particolare sulla recente vittoria ottenuta contro l’Udinese.
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ToggleUna Lazio che diverte e non si abbatte
“Ho avuto l’impressione – esordisce Marcolin – di una squadra che si diverte in campo e che non ha accusato il colpo dopo lo svantaggio iniziale. La vera forza della Lazio è un gioco palla a terra, pulito e organizzato, che sta trovando concretezza grazie a giocatori che stanno innalzando il loro livello. Su tutti Frattesi, ma anche Gudmundsson. Ho visto una reazione immediata della squadra e credo che Gattuso, nonostante abbia avvertito alcune difficoltà durante le gare, abbia apprezzato l’atteggiamento dei suoi dopo i momenti più complicati. Il progresso dalla partita di Bologna a quella di Udine è evidente. C’è ancora margine di miglioramento, ma la direzione è quella giusta”.
Gattuso, Sarri, Baroni: un confronto netto
Nel suo approfondimento, Marcolin ha messo a confronto Gattuso con due suoi predecessori sulla panchina biancoceleste, Maurizio Sarri e Baroni: “Rispetto a Sarri, Gattuso chiede ai difensori di rompere più spesso la linea, puntando su una squadra più verticale. A livello tattico mi sembra che la Lazio di Gattuso sia più corta e dinamica rispetto a quella di Baroni. Inoltre, credo che Gattuso abbia finora raccolto meno di quello che ha seminato, soprattutto considerando il breve tempo a sua disposizione. Quel che si percepisce è la squadra che si sente ‘sopra’ al tecnico, grazie anche alla disponibilità e al rapporto che riesce a instaurare con i giocatori. Il suo modo di comunicare è molto efficace: fa sentire importante ogni elemento e riesce a trasmettere la voglia di lavorare insieme”.
Frattesi e Gudmundsson: sfide e prospettive
Riguardo ai singoli, Marcolin ha speso parole di elogio e attenzione per Frattesi e Gudmundsson: “Conosco bene la voglia di Frattesi di venire a Lazio e di esserne un leader. Già allora, parlando con lui, avevo detto che la squadra ha bisogno di figure carismatiche in campo. So che anche Nottingham Forest e Juventus avevano messo gli occhi su di lui. Su Gudmundsson, invece, ho qualche dubbio, perché siamo abituati a vederlo giocare più a sinistra o come trequartista. Farlo agire sulla fascia destra è una novità: nel calcio attuale non è più un discorso strettamente posizionale, ma personalmente penso che schierarlo sulla destra possa rischiare di ostacolare la spinta di Frattesi, che ha bisogno di spazio per correre”.
Le potenzialità di Pinamonti nel 4-3-3
Infine, Marcolin ha analizzato il lavoro dell’attaccante Andrea Pinamonti nel sistema tattico biancoceleste: “Nel 4-3-3 l’attaccante deve svolgere tre compiti contemporaneamente: far abbassare la linea difensiva avversaria, venire incontro e attaccare gli spazi in profondità. Quando si affrontano difese a tre diventa più complicato, mentre con una linea a quattro – come quella del Milan – ci sono maggiori possibilità di andare negli spazi. Contro l’Udinese, con una difesa molto ordinata e ben posizionata, per Pinamonti è stato difficile gestire il pallone e fare la differenza. Voglio aspettare almeno ottobre o novembre prima di esprimere un giudizio definitivo, ma personalmente ritengo che abbia le qualità per essere l’attaccante di cui la Lazio ha bisogno”.
Con i biancocelesti in testa alla classifica e un Gattuso che sembra aver finalmente trovato la chiave di volta per esprimere una squadra competitiva e brillante, il campionato si preannuncia molto interessante. Il lavoro di Marcolin in qualità di commentatore offre ulteriori spunti per comprendere le dinamiche e le potenzialità di una Lazio che vuole continuare a sorprendere.