Dries Mertens, ex attaccante del Napoli, ha offerto una sua analisi dettagliata sulla sconfitta degli azzurri contro l’Arsenal, nel debutto nella Fase a Gironi della Champions League 2026/27. Intervistato da Prime Video, l’ex bomber belga non ha esitato a sottolineare quanto la profondità della panchina abbia inciso nell’equilibrio della partita.
“La panchina ti fa sempre la differenza nel corso di una lunga competizione,” ha spiegato Mertens. “Purtroppo, appena è arrivato il gol dell’Arsenal, hanno trovato maggiori spazi e sono riusciti a esprimere il loro gioco al meglio. Però proprio i cambi sono stati decisivi per loro.”
Un’analisi lucida e senza filtri, che evidenzia come il Napoli guidato da Antonio Conte debba ancora adattarsi a certi ritmi e a determinati avversari europei. L’esperienza di un grande club come l’Arsenal si è vista in quei momenti di gara in cui la gestione della rosa e i cambi tattici hanno fatto la differenza, soprattutto in Champions League, dove la qualità e la profondità del gruppo diventano fondamentali.
Non sono mancate le parole su una vecchia conoscenza del calcio europeo, Kevin De Bruyne, il centrocampista del Manchester City che spesso rappresenta un rebus per le difese avversarie. “De Bruyne è abituato a giocare in un contesto come il City, dove in area ci sono sempre tantissimi giocatori pronti a finalizzare,” ha aggiunto Mertens. “Per quanto riguarda il Napoli, i suoi compagni devono ancora imparare a conoscerlo bene. Kevin ha una caratteristica precisa: sa sempre dove mettere la palla, di solito sul secondo palo.”
Il commento di Mertens sull’impatto di De Bruyne invita quindi a una riflessione più ampia sull’adattamento tattico che serve ai campioni azzurri per alzare ulteriormente il livello in Europa. La squadra di Antonio Conte, reduce da una stagione intensa tra Serie A e coppe, ha sicuramente margini di miglioramento, soprattutto nella gestione delle gare ad altissima intensità come quelle di Champions League.
La partita collecava la necessità di rispondere alle accelerazioni e alle soluzioni di un Arsenal tecnico e aggressivo, capace di sfruttare al meglio le occasioni dopo il gol decisivo. Il Napoli, pur mostrando un gioco propositivo e organizzato, ha pagato nel momento cruciale quando la profondità della rosa e la capacità di mettere freschezza in campo sono risultate decisive per i londinesi.
Il messaggio di Mertens è chiaro: guardare al lungo periodo, curare la chimica di squadra e migliorare nelle situazioni chiave in Champions saranno elementi fondamentali per un Napoli che vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista anche in Europa. Una stagione, quella 2026/27, che si annuncia interessante e ricca di sfide per il Napoli di Conte, intenzionato a consolidare il proprio progetto e a farsi rispettare ai massimi livelli.