Zeljko Brkic, ex portiere con un passato all’Udinese e in altre squadre di Serie A, si è raccontato in esclusiva sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, intervenendo durante la trasmissione “Radio Goal”. Nel suo intervento, Brkic ha tracciato un bilancio della stagione del Napoli, squadra orfana di Antonio Conte, che non è riuscita a confermare i traguardi sperati.
Il secondo posto in campionato, ottenuto dagli azzurri, rappresenta comunque un risultato di prestigio e valore, soprattutto se si considera la dominanza senza precedenti dell’Inter, che ha letteralmente monopolizzato la Serie A con una cavalcata impressionante. “Alla luce dei punti conquistati, era molto difficile per il Napoli sperare di più in campionato. Forse qualche rimpianto si può avere per la Champions League, dove il cammino si è interrotto prima del previsto, ma sul fronte nazionale credo che il bilancio sia positivo”, ha spiegato Brkic.
Nel corso della chiacchierata, l’ex portiere ha voluto esprimere un giudizio sulle prestazioni di Vanja Milinkovic-Savic, attuale guardiano della porta del Napoli: “Le sue performance sono state complessivamente buone. Ha subito quasi una rete a partita, che in Serie A è un dato discreto. Ricordo anche che ha parato tre rigori durante la stagione, un aspetto che fa la differenza. Non sono mancati ovviamente momenti di incertezza, ma nel complesso il bilancio è da considerarsi positivo”.
Brkic ha poi proseguito con una riflessione sul ruolo del portiere, sottolineando come questo sia profondamente cambiato negli ultimi anni: “Già ai miei tempi iniziava un processo di coinvolgimento maggiore del portiere nel gioco di squadra. Oggi un estremo difensore tocca la palla 20, 30 se non 40 volte a gara, partecipando attivamente alla manovra. Milinkovic-Savic incarna proprio questo modello moderno: è bravo con i piedi, un requisito fondamentale nel calcio contemporaneo. Gli allenatori di alto livello, ormai, chiedono portieri che non si limitino a parare, ma che sappiano anche insistere con precisione nei passaggi e in cambiare gioco, diventando veri e propri perni della costruzione tattica. Devi essere un talento con i piedi, un professionista completo”.
Alla domanda se sia meglio affidare la porta del Napoli a Milinkovic-Savic o ad Alex Meret, Brkic ha risposto così: “L’esperienza di Massimiliano Allegri sarà fondamentale per prendere la decisione definitiva su chi sarà il portiere titolare. Il tecnico valuterà sia sul campo che attraverso il confronto diretto con i giocatori rimasti a Napoli, oltre a consultarsi con tutto il suo staff tecnico. Molto dipenderà anche dal tipo di gioco che ‘Max’ vorrà impostare, soprattutto riguardo al ruolo del portiere nella costruzione del gioco”.
Il calcio moderno impone infatti una trasformazione continua, e il ruolo del portiere non fa eccezione: “L’estremo difensore è sempre più centrale non solo nel lavoro difensivo ma anche nella fase di impostazione e creazione delle azioni offensive. Il Napoli, per restare competitivo al massimo livello in Italia e in Europa, dovrà puntare su un portiere capace di interpretare alla perfezione queste nuove esigenze tattiche e tecniche”.