Nel corso del “Festival dello Sport” di Veroli, Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone, ha tracciato un bilancio preciso e appassionato del presente e del futuro del club ciociaro, illustrando il progetto sportivo, i risvolti del mercato estivo e l’innovativo legame con il gruppo Clara Vista. Il numero uno giallazzurro ha toccato temi fondamentali per la società, da squadre che hanno fatto la storia recente alle strategie manageriali e tecniche.
Contenuto della Pagina
ToggleUn richiamo alle radici e al presente
Ripercorrendo con orgoglio il Frosinone del 2015, Stirpe ha evidenziato: “Quella squadra aveva caratteristiche e qualità umane molto simili a quelle del gruppo di quest’anno. Un gruppo coeso, un allenatore intelligente e uno staff all’altezza. Con molti di quei ragazzi, come Daniel Ciofani, con cui ci sentiamo frequentemente, abbiamo costruito la storia di questi 24 anni di Frosinone. I risultati non arrivano mai per caso: quando manca anche un solo elemento tra società, tecnici e squadra, le cose non funzionano”.
Un passaggio significativo è stato dedicato ai tifosi, veri protagonisti nella crescita del club: “Oggi i bambini dicono prima il Frosinone, poi le altre squadre. Sono i veri proprietari del club e senza di loro la società non avrebbe ragione di esistere. Quando eravamo piccoli, la gerarchia era diversa e si parlava prima della Roma o di altri top club. Il cambiamento in questa percezione è la nostra vittoria più bella”.
Il progetto innovativo con Clara Vista
Dalla passione sportiva all’innovazione tecnologica, Stirpe ha sottolineato il ruolo fondamentale del gruppo Clara Vista negli sviluppi futuri del Frosinone: “Tratto i loro investimenti con maggiore attenzione rispetto ai miei. Sono ossessionati dal fare bene, passano ore a studiare dati e analizzare video. L’integrazione tra il nostro modo di lavorare e la loro tecnologia richiede molte energie, ma è la strada giusta”.
Questa sinergia rispecchia la volontà della società di proiettarsi con ambizione nel massimo campionato, puntando a una salvezza che nella storia del club è sempre stata sfuggente: “Se abbiamo fatto tutto questo non è per vanità, ma per darci una speranza reale: restare in Serie A. Abbiamo creato una struttura funzionale a questo obiettivo e lavoreremo giorno e notte per conquistarlo”.
La chiarezza nella gestione tecnica e di mercato
Sul direttore sportivo Renzo Castagnini, Stirpe si è espresso con nettezza e fiducia: “Gli abbiamo detto che la guida tecnica è sua, che è lui a fare le scelte. Se il presidente sceglie il direttore e poi vuole fare anche l’allenatore o scegliere i calciatori, la catena di comando si inceppa. Castagnini è riuscito con semplicità a entrare nei calciatori e a trasformare il gruppo rispetto all’anno precedente”.
Una riflessione anche sulle retrocessioni degli anni passati ha mostrato l’atteggiamento ambizioso del presidente: “Sarebbe stato molto comodo accettare il saliscendi tra Serie A e B e restare nella comfort zone, ma citando Einstein, non si cambiano le cose facendo sempre le stesse azioni. Abbiamo provato tre volte con la vecchia gestione senza consolidarci. Ho voluto provare uno step diverso, un vero atto di generosità verso tifosi e territorio, perché centrando una salvezza storica si regala speranza”.
Fiducia e ambizioni sul mercato
Proprio in chiave mercato, Stirpe ha confermato la posizione ferma riguardo al giovane talento Ghedjemis: “A gennaio era arrivata un’offerta importante da un club blasonato. La prima cosa che conta è la volontà del ragazzo: lui ha deciso chiaramente di restare a Frosinone. In questa sessione estiva ci sono tanti rumors, ma nessuna offerta vera e propria. Se rimane qui, siamo felicissimi e non abbiamo assoluta necessità di venderlo”.
Riguardo al giovane difensore Bracaglia, prodotto del vivaio ciociaro, Stirpe ha messo in evidenza le qualità umane e sportive: “Mi ha colpito la sua umiltà e tenacia. Ha creduto negli insegnamenti dell’allenatore, ha lavorato duramente ed è diventato uno dei pilastri della difesa, un vero pupillo del mister”.
Dal punto di vista tecnologico, la società sfrutta strumenti avanzati per ottimizzare il mercato, guardando a modelli internazionali: “La tecnologia va usata senza pregiudizi, come fanno club importanti in Premier League, tipo Brentford e Brighton. L’algoritmo è uno strumento integrato che si aggiunge allo scouting e alle competenze umane, non un dogma cui obbedire ciecamente. Se i dati non convincono, l’uomo deve saper dire no”.
In quest’ottica si collocano gli acquisti di Hasa e Zerbin, entrambi provenienti dal Napoli di Antonio Conte: “L’arrivo di Hasa era già presente nella lista dei nostri dirigenti ed è stato confermato dal sistema. Zerbin, invece, è stata una proposta mia e di Castagnini, valida anche secondo l’algoritmo, che ha evidenziato come sia un giocatore sottoutilizzato rispetto alle sue potenzialità”.
I rapporti con il Napoli e la continuità nel ruolo
Stirpe ha anche commentato il rapporto con Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli: “Aurelio è una persona diretta, talvolta anche troppo, ma con lui c’è grande franchezza e stima reciproca. Ci diciamo sempre quello che pensiamo e il rapporto è ottimo”.
Infine il presidente ha detto senza dubbi riguardo al suo futuro: “Non ho alcun contratto a termine. Rimarrò presidente finché sarò utile allo sviluppo del progetto e non rappresenterò un ostacolo. Il mio tempo nel club è quindi indeterminato”.
Il Frosinone, grazie a una gestione sempre più professionale e moderna, a un progetto lungimirante e a un mercato oculato impreziosito dall’uso della tecnologia, si prepara a una Serie A in cui vuole sognare e soprattutto restare con dignità.