Villarreal-Napoli, Allegri con 7 assenti: solo Anguissa in bilico. De Laurentiis resta a Roma per il Collare d’Oro

Villarreal-Napoli, Allegri con 7 assenti: solo Anguissa in bilico. De Laurentiis resta a Roma per il Collare d'Oro

Dopo il 3-0 al Frosinone non c’è tempo per godersi la festa. Il Napoli è già con la testa in Spagna: martedì 13 ottobre, alle 21:00 all’Estadio de la Cerámica, arriva la seconda giornata della fase campionato di Champions League contro il Villarreal. Due squadre che cercano i primi punti europei dopo le sconfitte d’esordio — gli azzurri hanno perso 0-1 con l’Arsenal, i gialli hanno lasciato punti col Dortmund — e un tecnico, Allegri, che dovrà fare i conti con un’emergenza infortuni tutt’altro che banale.

Il morale nello spogliatoio è alto: doppietta di De Bruyne, gol di Lang, ovazione per il rientro di McTominay e un Hojlund sempre più coinvolto nel progetto. Ma la Champions non aspetta e la lista degli assenti per la Cerámica è lunga. Molto lunga.

Sette assenti e un solo nome in bilico: Anguissa

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, Massimiliano Allegri dovrà rinunciare a sette elementi per la trasferta iberica. Fuori lista UEFA ci sono Marianucci e Giovane: per loro niente Champions, punto e basta. Poi la fila degli infortunati: Alisson, Buongiorno, Favasuli, Olivera e Vergara. Cinque pacchi che pesano, soprattutto in difesa e sulla fascia sinistra, dove le alternative non sono infinite.

L’unico possibile recupero è Frank Anguissa. Il camerunense aveva saltato la gara col Frosinone per una lesione miofasciale di basso grado all’adduttore lungo della coscia destra, rimediata prima della sosta a Firenze. Non è un problema grave sulla carta, ma serve capire se il fisico regge ritmi da partita europea. La giornata di oggi è decisiva: se Frank sostiene qualità e quantità di lavoro, domani parte con il gruppo. Se no, Allegri dovrà inventarsi ancora qualcosa in mediana.

Anguissa, quando c’è, è il motore che tiene insieme le due fasi. Senza di lui (e con Lobotka non sempre al top della condizione) la gestione del possesso e le uscite palla al piede cambiano faccia. Ecco perché lo staff sta monitorando ogni segnale: un recupero anche parziale sarebbe una boccata d’ossigeno prima di affrontare un Villarreal che a casa sa fare male.

Villarreal-Napoli: perché i tre punti pesano già adesso

La fase campionato della nuova Champions lascia poco margine agli errori. Dopo lo 0-1 di Londra contro l’Arsenal, gli azzurri sanno che una seconda sconfitta di fila renderebbe la corsa ai playoff molto più ripida. Stesso discorso per il Villarreal: i giallosubmarinos cercano il riscatto dopo l’esordio amaro e alla Cerámica, sotto le luci dei martedì europei, diventano una squadra scomoda da gestire.

Allegri, dal canto suo, ha già messo in chiaro la linea: niente alibi, massima attenzione ai dettagli, e uno stile di gioco che punta a «uccidere le partite» quando il vantaggio c’è. Contro il Frosinone ha funzionato; in Spagna il livello sale e le assenze obbligano a scelte più nette. McTominay in mediana può dare densità e verticalità; De Bruyne resta il terminale creativo; Hojlund deve continuare a occupare gli spazi come ha fatto nel recupero in Serie A. Ma senza Anguissa e senza Buongiorno la tenuta strutturale non è scontata.

C’è anche il tema lista: Marianucci e Giovane restano a casa per scelta UEFA, non per infortunio. Significa che le rotazioni in difesa e tra i giovani del gruppo sono più ristrette del solito. Allegri dovrà pescare tra chi ha già fatto minuti in campionato e chi può garantire affidabilità in un contesto europeo, dove un errore di lettura vale un contropiede da un gol.

De Laurentiis non vola in Spagna: a Roma c’è il Collare d’Oro

Curiosità di giornata, ma non secondaria: Aurelio De Laurentiis non seguirà la squadra all’Estadio de la Cerámica. Il motivo ha il sapore della storia. Lunedì 12 ottobre, alle 11, in diretta su Rai2, il CONI consegna alla SSC Napoli il Collare d’Oro al Merito Sportivo per i cento anni dalla fondazione. Cerimonia ufficiale al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti dell’Acqua Acetosa, nella palestra polifunzionale: la massima onorificenza del comitato olimpico italiano per un club che ha attraversato un secolo di calcio.

Il presidente resterà a Roma per rappresentare la società in un momento istituzionale che va oltre la singola partita. A Valencia, intanto, staff e calciatori lavoreranno concentrati sul campo. È un passaggio simbolico importante: i cento anni, il riconoscimento del CONI, e subito dopo una Champions da affrontare senza il patron in tribuna. Niente di drammatico sul piano tecnico, ma un segnale chiaro di quanto il calendario azzurro sia pieno di impegni contemporanei — sportivi e istituzionali.

Dal punto di vista della gestione quotidiana non cambia molto: Allegri e il suo staff sono autonomi sul piano tattico e delle convocazioni. Cambia però il clima intorno alla trasferta: meno spotlight presidenziale, più focus sul lavoro di settimana. Con sette assenti e Anguissa da valutare oggi, è esattamente quello che serve.

Cosa aspettarsi alla Cerámica

Il Napoli arriva da una vittoria convincente in Serie A e da un Allegri che sembra aver trovato un’identità più nitida dopo le prime settimane di assestamento. Il Villarreal, dal canto suo, conosce i meccanismi della Champions e a domicilio alza il ritmo. Sarà una partita di equilibrio, di secondi palloni e di gestione delle fasce: proprio lì, senza Olivera e con Favasuli out, gli azzurri dovranno inventarsi soluzioni.

Se Anguissa ce la fa, la mediana guadagna equilibrio e De Bruyne può giocare più alto. Se resta a casa, McTominay e compagni dovranno coprire più metri e alleggerire meno la difesa. Buongiorno manca, e quello è un buco vero in fase di marcatura: chiunque lo sostituisca dovrà essere impeccabile sui tagli e sui cross dal fondo.

In sintesi: Champions League, martedì 13 ottobre ore 21, Cerámica. Sette assenti certi, un solo recupero possibile, presidente impegnato a Roma per il Collare d’Oro dei cento anni. Il Napoli di Allegri ha tre punti da prendere e poco tempo per pensarci. Il resto, come sempre, lo dirà il campo.