Mentre la squadra preparava le valigie per la Spagna, il presidente era a Roma a prendersi la medaglia più pesante dello sport italiano. Lunedì 12 ottobre il Coni ha consegnato al Napoli il Collare d’Oro al Merito Sportivo per i cento anni del club, e Aurelio De Laurentiis ha trasformato la cerimonia in un piccolo comizio: orgoglio azzurro, una carezza pubblica ad Allegri e qualche frecciata alla politica. Il tutto a poco più di trentasei ore dalla sfida di Champions League contro il Villarreal.
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ToggleCento anni di Napoli sul palco dell’Acqua Acetosa
La scena è la palestra polifunzionale del Centro di preparazione olimpica Giulio Onesti, all’Acqua Acetosa, con diretta su Rai2 dalle 11. Sul palco c’erano il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente del Comitato paralimpico Marco Giunio De Sanctis. Otto le società premiate, e in Serie A il Napoli non era solo: con gli azzurri anche la Fiorentina.
De Laurentiis, come spesso gli capita, è partito da lontano. Ha raccontato di star lavorando a un film sui cento anni di passione azzurra, ha ricordato la Napoli del Settecento «regina d’Europa» e ha tirato fuori un aneddoto che a Napoli conoscono in tanti: la copertina di Der Spiegel con una pistola sopra un piatto di spaghetti, vista appena arrivato in città. «Ho detto: è terribile», ha ricordato, sottolineando che da allora tutti hanno lavorato per cambiare quell’immagine.
Poi il passaggio più sentito, quello sul premio. Il presidente lo ha girato alla società e soprattutto ai più piccoli: quando arrivò, ha spiegato, i bambini napoletani giravano con le maglie di Milan, Inter e Juventus, mentre oggi «milioni di bambini» tifano di nuovo per i colori azzurri, «i colori del mare, del cielo e della nostra nazionale». Retorica da centenario? Un po’ sì, ma è anche la fotografia di vent’anni di gestione che, piaccia o no, hanno riportato il club stabilmente ai piani alti.
La carezza ad Allegri e la frase sulla difesa a tre
Il titolo, però, se lo prende Max. A margine della cerimonia De Laurentiis ha parlato della squadra, e lo ha fatto con parole che nello spogliatoio faranno piacere: «Speriamo che domani sera le cose vadano bene, io confido nei nostri ragazzi e non ho mai avuto dubbi su Allegri. Sono sempre stato silente, mai dato giudizi, anche perché cosa vuoi giudicare uno che ha vinto così tanto».
Fin qui la carezza. Poi arriva la frase che i tifosi stanno già rigirando sui social: «Finalmente si è rimesso a tre dietro, evidentemente è uno schema che gli dà sicurezza e abbiamo avuto successo». Quel «finalmente» pesa. Tradotto: il presidente il 3-4-2-1 visto contro il Frosinone lo gradisce, e non lo nasconde. Allegri ha costruito la sua carriera difendendo le proprie scelte tecniche, quindi difficilmente cambierà idea per un’intervista, ma il segnale è chiaro: la proprietà è con lui, e il nuovo assetto ha convinto anche ai piani alti.
Il presidente non si è fermato al calcio giocato. Su Giovanni Malagò, al centro del dibattito sulla guida della Figc, è stato netto, come riportato dall’Ansa: «Purtroppo è la stupidità che governa l’Italia. Giovanni non dovrebbe mai essere in discussione. La Serie A candiderà ancora lui, sennò sarebbe un passo indietro». E alla politica ha riservato una delle sue definizioni: «Il mondo si divide in imprenditore e prenditori».
Villarreal senza presidente e (quasi certamente) senza Anguissa
Il prezzo del Collare d’Oro è che De Laurentiis salterà la prima trasferta europea della stagione: niente Estadio de la Cerámica per lui. Il Napoli invece è atteso martedì 13 ottobre alle 21 contro il Sottomarino Giallo, seconda giornata della fase campionato, con l’arbitro tedesco Daniel Siebert e diretta su Sky Sport. Dopo il ko interno con l’Arsenal servono punti, e in fretta.
Dall’ultimo allenamento a Castel Volturno, aperto alla stampa, è arrivata una mezza notizia. Frank Anguissa ha fatto la prima parte di attivazione con il gruppo, poi si è staccato per proseguire il lavoro differenziato con due preparatori e due ragazzi della Primavera. Tradotto: in Spagna difficilmente sarà della partita, ma vederlo di nuovo in campo con i compagni è un buon segnale per le prossime settimane. Clima disteso, torello e sorrisi: il 3-0 al Frosinone ha fatto bene all’umore.
Chi ci crede è Raul Albiol, ex di entrambe le squadre, convinto che il Napoli possa centrare almeno il playoff di Champions. Per riuscirci, però, bisogna cominciare a vincere fuori casa in Europa. Il presidente ha dato la sua benedizione da Roma, Allegri ha la fiducia piena e un sistema che, parole di De Laurentiis, «gli dà sicurezza». Ora tocca al campo dimostrare che il centenario può essere festeggiato anche con i risultati.