Massimiliano Allegri si è presentato in conferenza stampa alla vigilia di Venezia–Napoli con un messaggio netto: «Non sono preoccupato, dobbiamo solo trovare le soluzioni ai problemi». Dopo la sconfitta in Europa League contro il Villarreal, il tecnico azzurro ha scelto di voltare pagina senza drammi, puntando su disponibilità, lucidità e rispetto dell’avversario. Il sabato alle 15, a Venezia, il Napoli cerca i tre punti. E lo fa con un gruppo che si allarga di nuovo, dopo giorni in cui le assenze e i dibattiti interni avevano riempito le pagine.
Non c’è stato toni da allarme rosso. C’è stata, piuttosto, la volontà di mettere ordine: cosa ha funzionato in Spagna, cosa no, chi rientra, chi resta fuori, e come affrontare un Venezia che ha appena cambiato allenatore. Una conferenza da “gestione”, più che da polemica.
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Toggle«Non sono preoccupato»: gestione difficoltà e lezione Villarreal
Il cuore della conversazione non è stato il singolo episodio, ma l’atteggiamento. Allegri ha riconosciuto una prestazione tecnica positiva contro il Villarreal, ma ha chiesto un cambio di mentalità nei momenti caldi. Gestire meglio la palla in certe fasi, non farsi scomporre da un errore — quello di Politano sul 2-1 — e tenere la testa quando arriva l’imprevisto: «Quando una squadra è forte, in un momento di difficoltà non si deve crollare». Sul 2-1 c’era ancora tempo per recuperare; serviva più sicurezza, più freddezza, meno scompenso.
Il tecnico ha anche inquadrato le tre rimonte subite in stagione senza trasformarle in un bilancio catastale. Ha citato, tra gli esempi, le ripartenze non chiuse contro il Frosinone e ha ribadito un concetto che gli è caro: anche quando si vince ci sono cose da migliorare, a partire dal subire meno tiri. Il risultato non condiziona il giudizio sulla prestazione — ha ricordato l’Inter a San Siro dopo il 2-0 — e la stessa logica ora vale per ripartire dopo Villarreal. Il messaggio è chiaro: problemi sì, panico no. Una squadra che vuole stare alta in classifica deve imparare a “stare in partita” anche quando qualcosa si rompe.
In questo senso la frase «non sono preoccupato» non è un modo per minimizzare, ma un modo per riorientare il gruppo. Trovare soluzioni, non raccontarsi scuse. E passare dalla buona prova tecnica a una gestione completa dei momenti di difficoltà: palla, atteggiamento, imprevisto.
Rientrano Anguissa, Olivera e Alisson: Beukema e Marianucci al completo
Sul piano dell’organico, la conferenza ha portato buone notizie concrete. Anguissa, Olivera e Alisson Santos sono rientrati in gruppo e sono a disposizione. Una iniezione di qualità e di densità che cambia le opzioni a centrocampo e in difesa, soprattutto in una settimana corta dopo l’impegno europeo. Per Allegri significa poter scegliere con più serenità chi far girare e chi far riposare, senza impoverire l’undici.
Accanto a loro, Beukema e Marianucci risultano recuperati in pieno, con «completa affidabilità». È un segnale importante per la tenuta del reparto arretrato e per la rotazione in un calendario che non concede pause. Resta fuori Neres, di nuovo perso; Vergara e Favasuli procedono bene nel recupero, ma non sono ancora vicini al rientro. Insomma: il gruppo si allarga dove serve, senza illudersi su chi ancora manca. La disponibilità di Anguissa e Olivera, in particolare, ridà spessore fisico e qualità nella gestione del possesso — due ingredienti che a Venezia, su un campo stretto, possono fare la differenza.
De Bruyne, incomprensione chiusa: «Ha capito, è intelligente»
Sul caso De Bruyne il mister ha chiuso senza ambiguità. Alla domanda se il belga fosse rimasto infastidito, la risposta è stata secca: «No, c’è stata un’incomprensione. È finita lì. Ha capito, è un ragazzo intelligente». Niente drammi, niente strascichi: solo un dialogo interno risolto. Per Allegri è un capitolo archiviato, utile a ripartire senza rumore intorno a una pedina centrale del progetto. Dopo i giorni di voci e interpretazioni, la versione del tecnico è lineare: incomprensione, confronto, chiusura.
In parallelo, sulla tattica offensiva ha lasciato aperta la porta al doppio centravanti come soluzione alternativa: più spazio, più riferimento in area, più varietà nel costruire le occasioni. Højlund e Lucca restano nel quadro — il danese ha giocato tanto e potrebbe meritare un riposo, Lucca è entrato bene in Spagna e secondo il tecnico è troppo criticato — ma la valutazione definitiva arriverà dopo l’allenamento. McTominay, invece, ha bisogno di ritrovare condizione giocando. Sono dettagli di formazione, secondari rispetto al messaggio principale della conferenza: testa, disponibilità, soluzioni. Il Napoli di Allegri vuole uscire da Villarreal con un’idea più chiara di come restare in partita quando qualcosa va storto.
Rispetto a Venezia e a Davide Nicola: «Dobbiamo vincere»
«Dobbiamo vincere a Venezia. Servirà grande rispetto dell’avversario». Con queste parole Allegri ha inquadrato la trasferta. Il Venezia ha appena affidato la panchina a Davide Nicola, definito ottimo allenatore, e secondo il tecnico azzurro ha qualità a prescindere dalla classifica. Ha giocato bene a Bergamo; il campo è difficile e la palla scorre poco. Nessuna sottovalutazione: sabato alle 15 si gioca una partita da affrontare con umiltà e cattiveria.
Per il Napoli è l’occasione di trasformare le parole della conferenza in fatti. Rientri di Anguissa, Olivera e Alisson, affidabilità di Beukema e Marianucci, chiarezza con De Bruyne, fiducia sul doppio punta come variante e, soprattutto, la volontà di gestire meglio i momenti di difficoltà: questa è la cornice che Allegri ha disegnato. Non preoccupato, ma concentrato. E a Venezia, con Nicola dall’altra parte, servirà tutto il rispetto annunciato — e i tre punti.