Nella sala stampa dello stadio Diego Armando Maradona non c’era bisogno di troppi giri di parole. Alle 15:15 di lunedì, con il Bodo Glimt già in città e la Champions in programma martedì sera alle 21, a parlare per primi sono stati i fatti: Alex Meret al fianco di Massimiliano Allegri, microfono caldo, gruppo sotto pressione dopo il ko di Venezia e le due batoste europee. Il portiere azzurro non ha fatto il diplomatone. Ha detto quello che in spogliatoio si sussurra da giorni: o si resta uniti, o non se ne esce.
Contenuto della Pagina
ToggleMeret: «Se ognuno pensa di farcela da solo, siamo finiti»
«Sappiamo che non è un momento facile», ha esordito Meret. «Le certezze che abbiamo sono le grandi qualità tecniche di ognuno di noi: dobbiamo aggiungerci più voglia e sacrificio, la voglia di difendere tutti insieme che forse ci è mancata ultimamente». Non è una frase da manuale da conferenza. È un dito nella piaga. Perché il Napoli ha qualità — lo ripete anche Allegri — ma le sta sprecando a pezzi: gol presi troppo facilmente, dettagli che decidono le partite, una compattezza che «sta mancando». Sul ruolo da senatore, Meret non si è nascosto: «La cosa fondamentale è restare uniti. Se ognuno pensa di risolvere la situazione da solo, sicuramente non ne veniamo fuori. Dobbiamo dare di più tutti, ognuno più del 100% per sé e al servizio dei compagni. Essere squadra è troppo importante».
C’è anche il fantasma del decimo posto, quello che i tifosi temono di rivedere in controluce. Il numero uno azzurro lo ha guardato in faccia: «Spero di non ripetere una stagione così, fu molto negativa. Siamo all’inizio, non è stato un buon inizio, ma c’è ancora tempo per recuperare. Vedo soprattutto negli ultimi giorni una voglia di riprenderci al più presto: non lo meritano i tifosi e neanche noi». Sugli infortuni — fuori ancora Alisson Santos e David Neres — Meret alza le spalle e indica il calendario: più intensità, più partite, se non sei al top rischi ricadute. «Succede a tutte le squadre. Resta adattarsi».
Futuro a Napoli, nono anno e disponibilità totale: «Mi trovo benissimo»
Poi arriva la domanda che fa vibrare i telefoni in sala: il futuro. Meret è al nono anno in azzurro, tra alti, bassi e una concorrenza che in Champions, tra Arsenal e Villarreal, ha visto titolare Vanja Milinkovic-Savic. Affiancare Allegri alla vigilia non è un dettaglio da poco. E lui chiude senza ambiguità: «Non ho nessun problema a rimanere, mi trovo benissimo qui. Da parte mia c’è la massima disponibilità a parlare per il futuro. Ancora non l’abbiamo fatto, ma credo non sia un problema. Quando ne parleremo sceglieremo la soluzione migliore». Messaggio chiaro a società e tifosi: il portiere c’è, e non sta facendo i bagagli.
Sul Bodø, Meret disegna la partita che tutti si aspettano: «È una squadra tosta, ben organizzata, ha messo in difficoltà diverse squadre forti. Penso che inizialmente ci aggrediranno, poi la partita dobbiamo farla noi, davanti al nostro pubblico». Il Maradona, per lui, non è slogan: «Stare uniti con la città e i tifosi è fondamentale. Il loro sostegno è importantissimo e giocare in casa è diverso».
Allegri a Sky: «Ho sentito De Laurentiis stamattina. Servono fatti»
Mentre Meret chiudeva in sala stampa, Allegri passava dai microfoni di Sky Sport con lo stesso filo rosso: basta chiacchiere. «Speriamo ci sia fine al peggio, sto meglio. Dobbiamo credere a fare qualcosa di buono domani sera, è una gara importante soprattutto per muovere la classifica. Una vittoria ci darebbe un’iniezione di fiducia». Poi il tema caldo della fiducia societaria: «De Laurentiis l’ho sentito anche stamattina. Le parole servono a poco. Serve solamente andare in campo e fare risultati. Il resto sono chiacchiere».
Il tecnico non scarica i singoli. «Non è che perché uno non ha convinto ha perso le sue qualità. Abbiamo nove partite in un mese e poi altre nove: c’è bisogno di tutti». Il problema, lo ripete, è strutturale: «Se guardiamo le prestazioni, spesso sono state belle. Il problema è che prendiamo gol troppo facilmente, lo sanno anche i ragazzi». Sabato, sul Venezia, ammette una reazione insufficiente: «Magari potevamo percepire diversamente il pericolo aiutando Rrahmani che era da solo. Domani sera sicuramente avremo più attenzione».
Sul Bodø/Glimt Allegri avvisa: difendono molto bene col blocco basso, servirà tecnica e precisione nei passaggi. Niente sottovalutazione, niente ansia: «Bisogna cercare di andare a prendere il risultato con grande voglia, determinazione e convinzione. Nessuno può tirarci fuori da questa mancanza di risultati oltre noi».
Martedì sera, dentro o fuori: il Maradona come giudice
Domani, terza giornata di Champions League, il Napoli ha bisogno di punti e di una notte che chiuda la fase più nera dell’autunno. Meret ha messo nero su bianco la linea dello spogliatoio: unità, sacrificio, responsabilità. Allegri ha messo nero su bianco la linea della panchina: fatti, non parole, e un filo diretto ancora aperto con De Laurentiis. In mezzo c’è una squadra che deve ritrovare compattezza, cattiveria sotto porta e quella «corsa in più per il compagno» che Meret ha chiesto a voce alta. Il resto, alle 21 al Maradona, lo dirà il campo.