Altro che Roma in crisi. Sabato al Maradona arriva una squadra con mezza infermeria piena, è vero, ma anche con un dato che fa paura: nessuno, nei cinque principali campionati europei, ha subito meno gol dei giallorossi da agosto a oggi. E dall’altra parte c’è un Napoli che ha appena battuto il Bodø segnando quattro reti ma incassandone tre. Il contrasto è servito, e la sfida tra Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini rischia di trasformarsi in una partita a scacchi tra due idee opposte di calcio.
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ToggleIl muro giallorosso: tre gol presi in sette giornate
I numeri, come racconta TuttoNapoli, sono di quelli che non lasciano spazio alle interpretazioni. In Serie A la Roma ha incassato appena tre reti in sette giornate: la doppietta di Lautaro nello scontro con l’Inter e il vantaggio momentaneo dell’Atalanta. Allargando lo sguardo alla Champions, il conto dice sei partite senza subire gol su dieci gare ufficiali. Roba da squadra che punta lo scudetto, e infatti c’è chi già vede i giallorossi come prima antagonista dell’Inter di Chivu, soprattutto se dovessero uscire bene anche da Fuorigrotta.
Il paradosso è che questa Roma non si difende chiudendosi. Anzi. Il segreto di Gasp è sempre lo stesso: pressione altissima, aggressione uomo contro uomo, avversari tenuti lontanissimi dalla porta. Mancini, Ndicka ed Hermoso sono le colonne, Ghilardi è cresciuto tantissimo, i nuovi Balerdi e Koulierakis si sono inseriti alla grande. E i “braccetti” non si limitano a difendere: i difensori giallorossi hanno già messo insieme quattro gol e sei assist. Insomma, il pressing è la miglior difesa, e a Trigoria lo hanno capito benissimo.
Emergenza Roma: diciassette uomini e attacco contato
Il rovescio della medaglia è l’infermeria. Dopo aver spazzato via Genoa e Slovan Bratislava, Gasperini deve fare i conti con un nuovo colpo: Lorenzo Pellegrini si è fermato per un problema al flessore della gamba destra e oggi si sottopone alla risonanza. Il Messaggero parla di un rischio stop di quasi un mese, anche se a Trigoria sperano in una lesione di primo grado. Fuori anche Paulo Dybala, ancora alle prese con il polpaccio, e poi Koné per una lesione al bicipite femorale e il portiere Svilar.
Il risultato? Senza contare i ragazzi della Primavera, Gasp avrà a disposizione appena diciassette giocatori di movimento. Davanti la coperta è cortissima: Donyell Malen e Matias Soule sono intoccabili, poi ci sono Castro e Mora. Il ritorno di Bryan Cristante apre però uno scenario a sorpresa: avanzarlo sulla trequarti, oppure dare la chance a Pisilli. Una Roma più muscolare e meno fantasiosa, ma non per questo meno pericolosa. E con un calendario che non concede respiro: dopo il Napoli ci sono Cagliari, Udinese, Manchester United e Sassuolo.
Il retroscena Molina e la fascia destra
C’è poi una storia nella storia. Sulla fascia destra giallorossa ci sarà con ogni probabilità Nahuel Molina, uno che in estate poteva vestire l’azzurro. Il Napoli, a caccia di un’alternativa di livello a Di Lorenzo, lo aveva messo in lista dopo aver sondato Khalaili, Juanlu Sanchez e Norton-Cuffy. Si era anche ragionato su un incrocio con l’Atletico Madrid che coinvolgesse Olivera, gradito a Simeone. Poi la Roma ha accelerato: tredici milioni più quattro di bonus, contratto di quattro anni e il campione del mondo argentino è finito alla corte di Gasperini. Sabato ritroverà il Maradona da avversario, e chissà che non abbia voglia di far vedere cosa si è perso Manna.
Allegri lavora sulla difesa: le mosse per sabato
Dall’altra parte, Allegri sa benissimo che contro questa Roma non potrà permettersi di subire gol a ogni azione. Il Mattino lo scrive chiaro: blindare la difesa è la priorità assoluta, e la squadra si è messa al lavoro già da ieri rivedendo gli errori commessi contro i norvegesi. Per sabato il tecnico valuta due ritocchi: Badiashile al posto di Rafa Marín dietro e Stanislav Lobotka di nuovo titolare in mezzo, per dare più ordine e controllo. Occhio anche a Giovane, che scala le gerarchie e insidia Lang. Buone notizie da Vergara, che sarà convocato e partirà dalla panchina.
La chiave della partita, alla fine, sembra proprio questa: un Napoli che deve trovare equilibrio contro una Roma che di equilibrio ne ha da vendere, ma che arriva con le gambe contate. Se gli azzurri riusciranno a uscire dal pressing giallorosso e ad attaccare gli spazi, la stanchezza e le assenze di Gasperini potrebbero pesare. Se invece si ripeteranno le amnesie viste in Champions, il muro romanista rischia di diventare insuperabile. Appuntamento sabato alle 18, con il Maradona verso il tutto esaurito.