Nuovo stadio, l’area Q8 costa 20 milioni: ora serve Manfredi

Nuovo stadio, l'area Q8 costa 20 milioni: ora serve Manfredi

Mentre la squadra si gode il poker di Monza e prepara la trasferta più delicata dell’autunno, fuori dal campo si muove una partita che vale molto di più di tre punti. È quella del nuovo stadio, il grande pallino di Aurelio De Laurentiis. E oggi, per la prima volta, spunta una cifra concreta: per i terreni dell’ex raffineria Q8 di Napoli Est servirebbero almeno 20 milioni di euro. Un numero che rende tutto più reale, ma che da solo non basta a far partire le ruspe.

Venticinque ettari e un prezzo di partenza

A fare il punto è l’edizione odierna de Il Mattino. L’area individuata dal club azzurro si estende per circa 25 ettari nella zona di San Giovanni a Teduccio, dove Kuwait Italia sta portando avanti le operazioni di bonifica dei suoli dell’ex impianto petrolifero. Il progetto esiste già ed è firmato dallo studio Gau Arena dell’architetto Gino Zavanella, lo stesso nome che da mesi ricorre ogni volta che si parla di un impianto di proprietà per il Napoli.

I vertici italiani della Q8 hanno potuto vederlo con i propri occhi a inizio ottobre, durante un vertice nella sede napoletana del gruppo kuwaitiano. Reazione? Interesse, sì, ma con una condizione molto chiara: prima di parlare seriamente di prezzo di vendita, De Laurentiis deve portare a casa un assenso preliminare da parte delle istituzioni cittadine. Senza quel via libera, i 20 milioni restano una cifra sulla carta e nulla più.

Il nodo si chiama Palazzo San Giacomo

E qui arriva il punto dolente. Il passaggio che sia Kuwait sia i potenziali partner considerano decisivo è il coinvolgimento del comune di Napoli. Il sindaco Gaetano Manfredi non ha mai chiuso la porta agli investimenti privati, anzi: più volte ha ribadito la propria disponibilità, e a luglio, durante la presentazione degli eventi del Centenario a bordo della MSC Europa, si era detto pronto a un vertice a tre con il presidente azzurro e con Roberto Fico, alla guida della Regione Campania. Da allora, però, il silenzio.

Il dettaglio che fa riflettere è un altro: a Palazzo San Giacomo, secondo il quotidiano, nessuno ha ancora visionato né il rendering né il plastico dell’impianto. Ed è difficile immaginare che un’opera capace di cambiare lo skyline di Napoli Est, con parcheggi, opere fognarie, ristoranti, hotel e servizi, possa andare avanti senza un primo sì politico. Dopo quello, naturalmente, servirebbe anche la conferenza dei servizi. Tradotto: la strada è ancora lunga, e il prossimo passo non è più tecnico ma istituzionale. Nel frattempo il stadio maradona resta la casa degli azzurri, con tutti i limiti che conosciamo.

Ginevra, gli Aponte e la sponsorizzazione

Il tema stadio è stato anche al centro del recente incontro di Ginevra tra De Laurentiis e la famiglia Aponte, nella sede centrale di MSC. Il patron ha illustrato al fondatore del colosso della logistica come potrebbe trasformarsi l’area orientale della città, ma non ci sono state accelerazioni particolari. Sul tavolo, però, probabilmente c’era anche altro: il rinnovo della sponsorizzazione di MSC Crociere sulla maglia, in scadenza nel 2029, che porta nelle casse del club 18 milioni all’anno. Una cifra che in Serie A è superata soltanto da Milan, Inter, Juventus e Fiorentina, e che rende il rapporto con gli armatori strategico ben oltre il mattone.

Qualiano corre più veloce

Se sullo stadio si procede a piccoli passi, sul fronte del nuovo centro sportivo le notizie sono decisamente più incoraggianti. La scelta sembra ormai caduta in via definitiva sui terreni di Qualiano, e lo scambio di documenti tra gli uffici legali del Napoli e le due società cedenti (tra cui figurano anche alcuni eredi) per la firma del preliminare sta andando avanti senza intoppi. In Comune a Qualiano sono fiduciosi: il cantiere potrebbe aprire già entro gennaio.

Insomma, il Napoli del futuro prende forma su due binari con velocità diverse. Il centro sportivo è quasi pronto a partire, lo stadio invece aspetta una telefonata, o meglio una riunione, che finora non è mai arrivata. La palla adesso passa a De Laurentiis e Manfredi: se il vertice si farà davvero, sapremo presto se il sogno di Napoli Est può diventare cemento, oppure resterà l’ennesimo rendering da cassetto.