Zero rientri: solo Lang o Vergara

Zero rientri: solo Lang o Vergara

Domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio di Gattuso, prima in classifica, e il Napoli ci arriva con l’infermeria ancora piena. Le ultime di Sky Sport e di Pasquale Tina per Radio Marte, riprese nel pomeriggio da AreaNapoli, chiudono ogni illusione di rientri lampo: Massimiliano Allegri non recupera nessun infortunato. Contro i biancocelesti restano fuori Giovanni Di Lorenzo e Mathias Olivera, mentre Luca Marianucci sconta la squalifica dopo l’espulsione con la Juventus. L’unica vera novità di formazione resta il ballottaggio esterno tra Noa Lang e Antonio Vergara.

Nessun rientro: l’infermeria resta chiusa

Il quadro che arriva da Castel Volturno nel primo pomeriggio è netto. Sky, intorno alle 14:45, conferma che il tecnico livornese non avrà rinforzi dalla lista infortunati per la gara di domenica. Pochi minuti dopo Tina, su Radio Marte, ribadisce lo stesso concetto: «Il Napoli non recupera nessuno e ha riposato poco». Tradotto in scelte di campo, significa che le fasce laterali restano scoperte proprio dove si erano aperti i buchi più evidenti dopo Torino.

Giovanni Di Lorenzo continuerà a lavorare a parte: l’idea più realistica, già circolata stamattina nella rassegna, è che il capitano possa tornare solo dopo la sosta delle nazionali. Stesso discorso, con sfumature diverse, per Mathias Olivera: se al mattino qualche testata lasciava uno spiraglio sul mancino uruguaiano, le fonti pomeridiane più fresche – Sky e AreaNapoli – chiudono la porta. In redazione teniamo queste ultime: niente rientri, organico ancora al raso.

A complicare ulteriormente la difesa c’è la giornata di stop di Luca Marianucci. Il giovane centrale, già costretto a crescere in fretta per le assenze di lungo corso, non sarà nella lista dei convocati. Allegri dovrà quindi riproporre una linea a tre con i pezzi che ha: Beukema, Rrahmani e Rafa Marin restano i nomi più citati nelle probabili, con Hojlund e Rrahmani di nuovo disponibili dal primo minuto dopo i recuperi delle settimane scorse.

Lang o Vergara: l’unica novità dal 1′

Con così tanti posti già “scritti” dall’emergenza, lo spazio per inventare è minimo. Tina lo dice senza giri di parole: al massimo si potrà vedere Noa Lang al posto di Antonio Vergara sulla fascia, come unica novità rispetto alla Champions. Non è una discussione tattica da lavagna, è una scelta di gambe e di testa su un’ala che deve dare spinta contro una Lazio che corre e pressa.

La Gazzetta, nelle probabili aggiornate, disegna il Napoli in 3-5-1-1: Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marin; Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay, Olivera; Kevin De Bruyne; Hojlund. Attenzione però al dettaglio: Olivera compare ancora nell’undici tipo, ma è marcato «da valutare». Le fonti Sky/AreaNapoli del pomeriggio, più fresche, dicono il contrario. Noi restiamo su queste: il mancino resta out, e sulla fascia sinistra – o comunque sul quinto di centrocampo – il ballottaggio vero è Lang-Vergara, con la Gazzetta stessa che lo indica al 60-40 a favore dell’olandese. C’è anche il duello Gilmour-Giovane (70-30), ma è un affinamento interno, non un rientro dall’infermeria.

In avanti la bussola resta Kevin De Bruyne alle spalle di Hojlund. Il belga è chiamato a dettare i tempi in un contesto di rosa corta, dove ogni palla persa pesa doppio e dove il Napoli non può permettersi di spezzare troppo il campo contro la capolista.

Ritiro da stasera e Maradona sotto pressione

Da questa sera il gruppo entra in ritiro a Pozzuoli per chiudere la preparazione. Non è solo una scelta logistica: dopo il ko in Champions col Porto e le tensioni filtrate dallo spogliatoio, la società vuole ricompattare la testa prima di una gara che Tina definisce senza ambiguità una «svolta» necessaria. Tre punti per dare una scossa; anche il pareggio, se arriva, va letto in base a come lo ottieni. Ma il messaggio interno è chiaro: domenica serve una reazione di sostanza.

Al Maradona, alle 12:30 di domenica 8 novembre, il Napoli di Massimiliano Allegri affronta dunque la Lazio di Gattuso con una lista di disponibilità ridotta all’osso: niente Di Lorenzo, niente Olivera, niente Marianucci, e un solo vero dubbio di formazione sul binario Lang-Vergara. Il ritiro servirà a mettere ordine nelle idee e a far parlare il campo. Perché, con l’organico così corto, non c’è piano B: o arriva la risposta collettiva, o la crisi rischia di allungarsi oltre la sosta.