Lucca, prigione dorata da 35 milioni: Allegri lo tiene, ADL ha detto no alla Lazio

Lucca, prigione dorata da 35 milioni: Allegri lo tiene, ADL ha detto no alla Lazio

C’è un’etichetta che a Napoli pesa più di un cartellino giallo: «acquisto sbagliato». E in queste settimane sta finendo addosso a Lorenzo Lucca, il bomber da 35 milioni che doveva diventare il futuro del reparto avanzato e invece si ritrova sotto assedio. Critiche allo stadio, critiche sul web, e anche un Allegri che, dopo le chance fallite contro il Bologna, ha perso la pazienza in piena area. Non è un dettaglio da spogliatoio: è il termometro di una crisi che ormai è tecnica, ambientale e di mercato.

Il punto è che il Napoli non può semplicemente «girare pagina». L’investimento dell’estate 2025 è troppo alto per essere archiviato con un prestito secco. E così, mentre i tifosi chiedono risposte, in società si è scelta la strada più dura: tenere Lucca, farlo lavorare, e sperare che la prigione dorata torni a essere un progetto di Serie A e non solo un dossier da gestire.

No alla Lazio, sì ad Allegri: la scelta di De Laurentiis

Il retroscena, rilanciato in giornata, racconta una trattativa che in estate avrebbe potuto cambiare tutto. La Lazio di Gattuso si era fatta avanti per Lucca, con la formula del prestito. Stima tecnica sul giocatore? C’era. Convincimento del club biancoceleste? Anche. Ma a Napoli ha prevalso il conto economico: un prestito secco non ripara un cartellino da 35 milioni, e De Laurentiis ha detto no a Lotito.

Da lì in poi la patata bollente è finita sulle spalle di Max. Allegri, da buon aziendalista, ha messo in cantiere un lavoro specifico su Lucca fin dal ritiro di Dimaro: tecnico e, soprattutto, psicologico. Non è un mistero che il tecnico avesse chiesto un’altra punta di esperienza per affiancare Hojlund. La risposta della dirigenza è stata netta: il vice c’è già, si chiama Lucca, e va valorizzato. Niente nuovi innesti. Niente scorciatoie di calciomercato.

Una scommessa leggibile sul bilancio, meno rassicurante sul campo. Perché le prestazioni restano opache, le occasioni si spezzano, e l’insicurezza si vede da lontano. Allegri insiste, lo manda in campo non solo nei minuti finali, lo sprona. Ma se a gennaio il rendimento non cambierà, il capitolo può riaprirsi in fretta: e a quel punto il mercato invernale non sarà più un’ipotesi da bar, sarà una necessità.

Verso Firenze: Lucca resta nel piano (almeno a partita in corso)

Nel frattempo il calendario non aspetta. Domenica alle 12:30 al Franchi c’è la Fiorentina, ultima gara prima della sosta nazionali. L’infermeria del SSC Napoli è un ospedale da campo: fuori McTominay, Buongiorno, Meret, Alisson Santos, Marianucci e Giovane, con Anguissa ancora in valutazione dopo il lavoro personalizzato. In un contesto del genere Allegri non può permettersi di scaricare in anticipo anche il vice di Hojlund.

Tradotto: Lucca sarà utilizzato, almeno part time, nella trasferta toscana. Non perché il momento sia roseo, ma perché le alternative sono poche e la squadra ha bisogno di centimetri, fisicità e ricambi in avanti. Tocca al diretto interessato smettere di sentirsi perseguitato e rispondere dove conta, cioè tra le linee. Il progetto iniziale lo voleva crescere all’ombra di un centravanti di prima fascia, senza pressioni da «mister 35 milioni». Poi i piani sono cambiati, Lukaku non è arrivato nel ruolo immaginato da tutti i tifosi, e quell’etichetta è diventata una zavorra.

Ora la strada è una sola. O Lucca risale la china e ridà senso all’investimento, oppure a gennaio il Napoli dovrà guardarsi allo specchio e decidere se continuare l’accanimento terapeutico o cercare aria nuova. Allegri lo terrà nel piano anti-Fiorentina. De Laurentiis ha già scelto di non venderlo a sconto. Sul resto, a parlare dovrà essere il campo: perché a Napoli, quando i gol non arrivano, le spiegazioni durano poco.