Allegri: dopo il Bologna, 9 partite in 27 giorni. Servono Anguissa e McTominay

Allegri: dopo il Bologna, 9 partite in 27 giorni. Servono Anguissa e McTominay

La prima vittoria al Maradona c’è. Ora arriva il vero esame: non solo il risultato, ma la gestione delle energie. Massimiliano Allegri, a caldo ai microfoni DAZN dopo l’1-0 sul Bologna, ha giĆ  spostato lo sguardo avanti. Domenica alle 12:30 si va a Firenze contro la Fiorentina, poi si apre un tunnel: nove partite in ventisette giorni tra campionato e Champions. Il messaggio ĆØ chiaro — il Napoli ha spezzato la serie negativa, ma il calendario non concede pause per crogiolarsi.

Prima gioia al Maradona, poi il calendario che non perdona

Tre sconfitte di fila avevano alzato la pressione. Contro il Bologna Allegri ha trovato i primi tre punti casa e, soprattutto, la sensazione di una strada ripresa: più cattiveria nella ripresa, più qualitĆ  nei dettagli, meno paura di ā€œnon fare risultatoā€. Il tecnico lo ha detto senza giri di parole: c’era mezza ansia da tre punti, e in quei momenti serve luciditĆ . Il gol di Stanislav Lobotka su assist di Costantino Favasuli ha chiuso il conto sul piano emotivo, ma non sul piano della programmazione.

Perché la Serie A e la Champions, messe insieme, diventano un ritmo da squadra completa. Allegri ha messo i numeri sul tavolo: nove gare in ventisette giorni. Belle da giocare, sì, ma solo se hai ricambi veri. Sistemare la classifica e fare punti in Europa non è uno slogan: è un piano che chiede gambe fresche e rotazioni credibili. La Fiorentina, di domenica, è già il primo checkpoint di questa nuova fase.

Anguissa e McTominay: il rientro che cambia le energie

Il passaggio più concreto dell’intervista riguarda i rientri. Allegri ha messo nero su bianco che serviranno Andre Zambo Anguissa e Scott McTominay. Non ĆØ nostalgia da tabellino: ĆØ fisica da calendario. Quando tutti sono a disposizione, ha spiegato, diventa più semplice avere energie fresche a partita in corso. Oggi, invece, si adegua a ciò che ha — e lo fa con un doppio play che funziona nel palleggio.

Gilmour e Lobotka, in questa fase, danno tanto nella gestione del possesso, meno negli inserimenti lunghi. Lobotka ha smentito il copione col gol, ma Allegri resta realista: sono inserimenti corti, caratteristiche diverse rispetto a McTominay e Anguissa. Il concetto ĆØ da allenatore di gestione: non forzare un’identitĆ  che non hai in rosa al momento, costruire con quello che c’è, e aspettare che i pezzi mancanti tornino a rendere il puzzle meno fragile. Nel tunnel di settembre-ottobre, quel rientro non ĆØ un bonus: ĆØ necessitĆ .

De Bruyne in crescita, Favasuli ā€œenergia pazzescaā€, Lucca da smussare

Kevin De Bruyne continua a crescere perchĆ© sta giocando. Allegri, però, gli ha chiesto di muoversi di più: nel primo tempo troppo schiacciato su Hojlund, nella ripresa più libero di creare superioritĆ  numerica. Quando il belga trova quei spazi, il Napoli diventa più semplice da leggere in avanti. ƈ un pezzo di qualitĆ  che va gestito — crampi compresi — non esposto a ogni minuto come se fosse eterno.

Sull’altro fronte c’è Favasuli: ā€œenergia pazzescaā€, entusiasmo da nuovo arrivo, la spinta che serve quando le gambe di chi ha giocato tutto iniziano a pesare. Politano e Vergara si sono sacrificati nella prima frazione; poi sono entrati i ricambi e hanno spostato l’inerzia. ƈ il tipo di contributo che Allegri cerca in un calendario fitto: non solo titolari di ruolo, ma personalitĆ  che alzano il ritmo senza chiedere permesso.

E poi c’è il capitolo rabbia. Lorenzo Lucca ĆØ entrato bene — Allegri lo ha detto più volte, anche confrontando l’impatto con l’Arsenal — ma nell’ultima palla doveva tagliare dentro e chiudere sul 2-0. Non ĆØ un processo: ĆØ un dettaglio da migliorare. A Napoli quei dettagli diventano racconti, perchĆ© il Maradona legge tutto. Il tecnico non ha nascosto la reazione nel finale: rabbia da competitivitĆ , non da sfiducia.

Corriere e dose di realismo: Bologna non ĆØ Arsenal o Inter

Mentre in cittĆ  si festeggia la ripartenza, la rassegna stampa invita a non esagerare. Il Corriere della Sera sottolinea che piegare il Bologna ha richiesto tempo (il guizzo decisivo intorno al 66’) e che il primo tiro in porta degli ospiti ĆØ arrivato solo all’86’. Il Bologna non ĆØ l’Arsenal, non ĆØ l’Inter, non ĆØ nemmeno il Como della vigilia da incubo: sarebbe un eccesso di ottimismo pensare che Allegri abbia giĆ  risolto tutti i guai. ƈ una lettura fredda, utile proprio mentre il tecnico parla di tunnel e rientri.

In sintesi, la notte azzurra lascia due veritĆ  che possono convivere. La prima: la strada indicata da Allegri — determinazione, rabbia competitiva, qualitĆ  in campo — ha prodotto la vittoria che serviva al Maradona. La seconda: da qui a fine mese il Napoli giocherĆ  quasi una partita ogni tre giorni. Senza Anguissa e McTominay a regime, e senza De Bruyne sempre più padrone dei movimenti, il rischio ĆØ bruciare la ripresa appena conquistata. Domenica a Firenze inizia il vero viaggio. Il Bologna ha riacceso la luce; ora serve non spegnerla nel traffico del calendario.