Allegri furioso al 95’: spintona Edo De Laurentiis. «Lucca doveva tagliare, De Bruyne va gestito»

Allegri furioso al 95’: spintona Edo De Laurentiis. «Lucca doveva tagliare, De Bruyne va gestito»

Il Napoli ha ritrovato i tre punti, ma al Maradona non si è vista solo la festa. Nel finale di NapoliBologna 1-0, a cinque secondi dal fischio, Massimiliano Allegri è esploso. Motivo: una gestione sbagliata del pallone da parte di Lorenzo Lucca. Dal bordo campo è intervenuto anche Edo De Laurentiis, e nella concitazione il tecnico lo ha spintonato. Poi, a microfoni accesi, Max ha spiegato la rabbia, ha difeso le scelte e ha messo a fuoco Kevin De Bruyne, Costantino Favasuli e il gol di Stanislav Lobotka.

Il 95’: Lucca, la rabbia di Allegri e lo spintone a Edo

La scena è quella tipica delle sere strette al Maradona. Il risultato è ancora 1-0, il tempo è finito, e basta un errore per riaprire tutto. Lucca viene lanciato in contropiede, ha la chance di spegnere la partita, invece si fa sradicare il pallone dalla difesa rossoblù. Per Allegri è troppo: inizia a sbracciare, alza la voce, non si contiene. Non è solo nervosismo da panchina. È la paura di regalare al Bologna l’ultima occasione, dopo tre sconfitte di fila tra campionato e Champions e con un pubblico che chiedeva aria.

A quel punto entra in scena Edo De Laurentiis. Il vicepresidente prova a calmare il tecnico, a riportarlo a terra mentre i secondi scivolano via. Nella confusione Allegri lo spintona, poi torna subito a concentrarsi sugli ultimi istanti. Non è una lite da copertina, ed è meglio non farne un thriller: è però la fotografia di quanto fosse carico il momento. Avevano appena spezzato la striscia nera, eppure Max non ha sorriso. Ha vinto, sì, ma ha anche visto quanto sia sottile il filo tra liberazione e ricaduta.

Alla fine il fischio arriva e i tre punti restano a Napoli. Lobotka ha firmato al 66’ su assist di Favasuli, gli azzurri salgono a 6 in classifica, il Bologna resta a un punto dopo quattro giornate. Ma quella scena al 95’ racconta meglio di qualsiasi tabellino che cosa c’è in testa ad Allegri in queste settimane: zero margine, zero regali, zero possesso inutile nella propria metà campo.

«Potevamo gestire meglio»: le parole di Max dopo il fischio

In conferenza e ai microfoni Max non ha girato intorno al problema. «La mia rabbia nel finale? Potevamo gestire meglio alcune situazioni, abbiamo iniziato a fare possesso palla nella nostra metà campo e questo non va fatto». Tradotto: quando sei avanti di un gol e il tempo è morto, non ti inventi il tiki-taka sotto porta. Tagli, chiudi, sparisci. Su Lucca è stato ancora più netto: doveva tagliare dentro e magari cercare il 2-0. «In quelle situazioni vanno fatte le scelte giuste, altrimenti nasce un’azione avversaria». Poi, da allenatore vero, ha anche acceso la luce: «È entrato molto bene, sono contento». Gli ha detto di «aprire ste spalle», perché sembrava inchiodato. Critica e fiducia nella stessa frase, marchio di fabbrica.

Allegri ha rivendicato la partita nel complesso: tante occasioni create, poche concesse, a parte la dormita iniziale sulla punizione poi annullata a Theate per fuorigioco. «Speriamo che sia un buon inizio, è la prima vittoria a Napoli». Ha parlato di rabbia ritrovata, quella mancata con Como e Inter. Ha elogiato Politano, che ha fatto 45’ di sacrificio, e Vergara. Poi ha messo al centro i cambi: «Sono entrati giocatori con un’energia diversa, un’energia fresca». In pratica: la panchina ha salvato la sera, ma la testa deve restare alta anche quando il cronometro dice che è finita.

C’è anche il dettaglio umano che ai tifosi piace. «Avevo detto speriamo di vincerne una… meno male, stasera abbiamo vinto», ha scherzato. Dopo tre ko, anche Max ha bisogno di scaricare. Ma lo scarico non è allegria da spogliatoio: è il segnale che la pressione non è andata via con il gol di Lobotka. Anzi. Adesso che la vittoria c’è, il livello di attenzione deve salire, non scendere.

De Bruyne da gestire, Favasuli che porta entusiasmo

Il capitolo De Bruyne è quello che terrà banco fino a Firenze. Allegri lo ha descritto senza retorica da manifesto: ha giocato tutta la carriera dietro la punta, è intelligente, si trova sempre nella posizione giusta. «Da come stoppa la palla e come la passa si vede che è un calciatore diverso. Per l’età che ha va gestito. Ha avuto solo crampi». Nel secondo tempo gli aveva chiesto di muoversi di più, perché quando KDB crea superiorità numerica «è tutto più facile». Nel primo tempo, invece, era troppo schiacciato su Hojlund. Non è una bocciatura: è un manuale d’uso. A Napoli serve il belga da direttore d’orchestra, non da lampo isolato.

Poi c’è Favasuli, l’altra faccia della stessa sera. «È stato molto bravo, ha un’energia pazzesca. Abbiamo bisogno di questi giocatori che portano entusiasmo». Assist per Lobotka, corsa, fondo, diagonale nel finale: il ragazzo ha fatto quello che la panchina deve fare quando la titolare si spegne. Allegri ha detto di essere contento di lui e di tutti, soprattutto di chi ha tenuto botta nel primo tempo. Tra Lobotka e Gilmour, invece, ha sottolineato l’intesa: qualità, meno inserimenti, ma con McTominay e Anguissa fuori bisogna adeguarsi a chi c’è. Non è un alibi, è la fotografia di una rosa ancora a pezzi.

Tre punti, testa dritta, e subito la Fiorentina

La vittoria sul Bologna spezza la serie negativa e ridà ossigeno alla classifica. Non spegne però i nodi: gestione del vantaggio, luci e ombre di Lucca, minuto di gioco di De Bruyne, emergenza a centrocampo. Allegri ha vinto «di corto muso e a modo suo», come si diceva già a caldo, e ha dimostrato che la tensione non è un difetto se diventa attenzione. Lo spintone a Edo De Laurentiis resterà un frame da social; le sue parole, invece, sono il programma: niente possesso suicida, scelte giuste nel finale, entusiasmo da panchina, De Bruyne da dosare.

Prossimo appuntamento: Fiorentina in trasferta. Lì si capirà se il 1-0 del Maradona era solo un sospiro o l’inizio vero. Perché a Napoli, in questo momento, non basta vincere. Bisogna anche sembrare una squadra che sa chiudere le partite senza farmi venire un colpo al 95’.