Allegri striglia il Napoli e la società valuta il ritiro: a Venezia quattro cambi e De Bruyne in panchina

Allegri striglia il Napoli e la società valuta il ritiro: a Venezia quattro cambi e De Bruyne in panchina

Il giorno dopo la notte storta del Ceramica, a Castel Volturno non si respira certo aria di festa. Il 3-1 incassato contro il Villarreal ha lasciato scorie pesanti, e stamattina i giornali raccontano un Napoli che si guarda allo specchio senza piacersi. Allegri ha alzato la voce, prima davanti alle telecamere e poi a tu per tu con i suoi, mentre la società comincia a ragionare su una misura che a queste latitudini fa sempre rumore: il ritiro lungo.

I numeri della crisi e lo sfogo di Max

Partiamo dai numeri, che non mentono mai. Nelle ultime otto partite gli azzurri hanno messo insieme tre vittorie e quattro sconfitte, un rendimento da squadra di metà classifica, non certo da big che vuole lottare per tutto. In Serie A la vetta dista sei punti, in Champions League la casella dei punti è ancora desolatamente ferma sullo zero. Un quadro che spiega bene perché il tecnico livornese, di solito maestro nel gestire le parole, stavolta non abbia nascosto rabbia e delusione.

Il concetto che filtra è chiaro: si può perdere, ma non in questo modo. Secondo Max i suoi hanno smesso di giocare di squadra proprio quando la partita richiedeva compattezza, regalando agli spagnoli prima il pareggio e poi il sorpasso con errori individuali che a questo livello non si possono commettere. Lo stesso Politano, finito sul banco degli imputati per l’episodio chiave, ha chiesto scusa ai compagni. Ma il problema, per l’allenatore, non è il singolo: è l’atteggiamento collettivo.

Ieri a Castel Volturno, raccontano Corriere dello Sport e Repubblica, il morale era basso. Il gruppo ha accusato il colpo, dentro e fuori dal campo. E ora Allegri pretende una cosa sola: tornare a essere una squadra, anzi diventarlo definitivamente, a prescindere dal modulo, dall’avversario e dalla competizione.

Lo spettro del ritiro fino al Bodø

Qui entra in gioco la società. Stando al Corriere dello Sport, la SSC Napoli non esclude di portare tutti in ritiro per quasi una settimana, fino alla sfida di Champions di martedì sera al Maradona contro il Bodo Glimt. Una decisione che però scatterebbe solo se i risultati non dovessero tornare subito, a cominciare da sabato pomeriggio. Tradotto: la trasferta in laguna diventa un esame di maturità, e chi pensa di prenderla sottogamba rischia di ritrovarsi chiuso in albergo per giorni.

Il messaggio di Max è stato tutt’altro che velato: senza umiltà, a Venezia rischiamo di uscire con le ossa rotte. Una frase che suona come un avvertimento a uno spogliatoio che, forse, si sente ancora troppo forte per avversari sulla carta abbordabili.

C’è però un precedente che fa ben sperare i tifosi. Un anno fa, dopo la batosta di Eindhoven, il Napoli di Conte si chiuse a riccio, guardò dentro se stesso e il sabato successivo, il 25 ottobre 2025, piegò l’Inter 3-1 al Maradona, rimettendosi in carreggiata. Anche stavolta si gioca di sabato: la speranza è che la scossa produca lo stesso effetto.

Quattro cambi per Venezia: fuori De Bruyne

Dalle parole ai fatti. Per la gara di sabato alle 15 al Penzo, Allegri prepara un Napoli diverso, con quattro novità rispetto alla formazione vista in Spagna. Tra i pali dovrebbe tornare Alex Meret, in mezzo al campo ecco Stanislav Lobotka a dettare i tempi, sulla corsia sinistra spazio a Leonardo Spinazzola e in attacco l’occasione è per Noa Lang, chiamato a dare strappi e imprevedibilità.

La notizia che farà discutere è però un’altra: Kevin De Bruyne dovrebbe partire dalla panchina. Ufficialmente si parla di turnover, in vista del doppio impegno ravvicinato, ma Repubblica sottolinea come tra il belga e l’allenatore ci siano ancora tensioni e incomprensioni da smaltire. Resta in dubbio anche Neres, mentre Anguissa, Olivera e Alisson, rientrati in gruppo, rappresentano opzioni in più per la panchina più che soluzioni dal primo minuto.

Un Venezia ultimo, ma da non sottovalutare

Dall’altra parte ci sarà un Venezia ultimo in classifica e ancora a quota zero, che sabato vivrà l’esordio di Davide Nicola in panchina. Proprio il classico avversario che, con la spinta del nuovo allenatore, può trasformarsi in una trappola. Allegri lo sa e per questo ha battuto sul tasto dell’umiltà.

Il bivio è dietro l’angolo: vincere in laguna significherebbe allontanare il ritiro e preparare con serenità la notte decisiva contro i norvegesi; steccare ancora vorrebbe dire aprire una crisi vera, con la società pronta a intervenire. Sabato pomeriggio sapremo se la strigliata di Max ha fatto centro.