«Max non si tocca»: De Laurentiis blinda Allegri e s’infuria per un sondaggio in tv. Ma ora spunta l’ipotesi ritiro prima del Bodø

«Max non si tocca»: De Laurentiis blinda Allegri e s'infuria per un sondaggio in tv. Ma ora spunta l'ipotesi ritiro prima del Bodø

Il giorno dopo il tonfo del Penzo, a Napoli tutti si aspettavano un segnale forte dalla società. Il segnale è arrivato, ma non è quello che invoca una buona fetta della piazza social, dove da ieri sera spopola l’hashtag #AllegriOut. Aurelio De Laurentiis non ha alcuna intenzione di cambiare guida tecnica: secondo quanto racconta stamattina Il Mattino, il presidente avrebbe avvertito tutti che «Max non si tocca, si va avanti con lui». Altro che esonero, insomma. Anzi, il patron non accetterebbe nemmeno eventuali dimissioni.

Una presa di posizione netta, che arriva nel momento più delicato della stagione: cinque sconfitte nelle prime nove gare ufficiali tra campionato e Champions, un dato che a Napoli non si vedeva da 25 anni, e una classifica che in Serie A vede già l’Inter a +9 e la Roma, prossima avversaria al Maradona, a +7 dopo il 2-0 rifilato al Genoa.

Perché ADL non molla: «È il suo allenatore»

Le ragioni della conferma, sempre secondo il quotidiano partenopeo, sono essenzialmente due. La prima è quasi una questione di principio: Massimiliano Allegri è l’allenatore scelto personalmente da De Laurentiis, con convinzione, a giugno, preferito a Vincenzo Italiano e a Maurizio Sarri. Mollarlo dopo appena nove gare ufficiali significherebbe ammettere di aver sbagliato la scelta più importante dell’estate. La seconda è contrattuale: Il Mattino parla di tre anni di accordo ancora da onorare a 6 milioni di euro a stagione, una cifra che pesa e non poco su qualsiasi ragionamento.

C’è poi un dettaglio che dice molto dello stato d’animo del presidente. Il rientro in città era previsto per domani, ma ADL potrebbe anticiparlo già a oggi. E se ce ne sarà bisogno, scrive ancora il Mattino, confermerà la fiducia ad Allegri anche davanti alla squadra, guardando negli occhi i calciatori. Un modo per spegnere sul nascere qualsiasi alibi dentro lo spogliatoio.

Sulla stessa linea anche Fabrizio Romano, che sul suo canale YouTube ha spiegato come dal mese di giugno il Napoli non abbia avuto contatti di alcun tipo con altri allenatori, né durante la sosta né dopo Venezia. Smentite in particolare le voci su Raffaele Palladino, oggi al Bologna, che secondo l’esperto di mercato non è mai stato un’opzione concreta. La linea di De Laurentiis, ha aggiunto Romano, è la stessa in pubblico e nelle discussioni interne. Con un avvertimento, però: occhio alla chimica tra Allegri e il gruppo, perché in certi momenti è fondamentale stare tutti dalla stessa parte.

La furia per il sondaggio e la sorpresa per la formazione

Che il presidente non gradisca il processo all’allenatore lo racconta un retroscena pubblicato sempre dal Mattino: poco prima del calcio d’inizio di Venezia-Napoli, in tv è comparso un sondaggio tra i tifosi su un Allegri potenzialmente sulla graticola. Reazione del patron? È andato su tutte le furie. Fino a quel momento, peraltro, la panchina non era mai stata messa in discussione dalla presidenza, nonostante un avvio di stagione tutt’altro che brillante.

Questo non significa che De Laurentiis abbia digerito la serata del Penzo. Il Corriere dello Sport riferisce che il presidente, pur restando in attesa fiduciosa di un pronto riscatto in Italia e in Europa, ha accolto «con una certa sorpresa» la formazione iniziale. E come dargli torto: il convalescente Scott McTominay dal primo minuto, Lorenzo Lucca titolare nonostante un momento psicologicamente complicatissimo, rotazioni profonde in una squadra che ancora non ha un’identità. Allegri, nel post partita, aveva difeso le sue scelte parlando della necessità di ruotare per la serie ravvicinata di impegni e di una rosa con caratteristiche diverse.

La Gazzetta dello Sport usa senza giri di parole la parola «crisi», sottolinea che il presidente «non è contento» e individua nel deficit di personalità un problema perfino più grave delle carenze tecniche. Non a caso, il diktat di ADL è chiarissimo: serve una prestazione diversa e un riscatto immediato. Anche perché in Champions, oltre al prestigio, ci sono in palio milioni pesanti per le casse del club.

Ritiro alla vigilia del Bodø? L’ipotesi di Repubblica

E allora si pensa alle contromisure. La Repubblica rivela che è possibile che la squadra vada in ritiro domani sera, alla vigilia della sfida con il Bodø/Glimt. Il quotidiano precisa anche che, per adesso, De Laurentiis si è limitato a chiedere spiegazioni: nessun provvedimento. Il ritiro, se confermato, sarebbe una scelta tecnica per tenere alta la concentrazione in vista di una partita che non ammette errori.

Il quadro in Champions League è infatti già allarmante: zero punti dopo le prime due giornate, con le sconfitte contro Arsenal e Villarreal. Martedì 20 ottobre alle 21 al Maradona arriva una squadra in salute: ieri i norvegesi di Kjetil Knutsen hanno vinto 2-0 in trasferta sul campo dell’HamKam, chiudendo la pratica già nel primo tempo con i gol di Blomberg al 19′ e Mvuka al 37′.

Allegri dovrà poi fare i conti con l’infermeria. Per Alisson Santos, rientrato a Venezia dopo un mese di stop e fermatosi di nuovo sull’ultima conclusione, la Gazzetta parla di ricaduta: si valuterà nei prossimi giorni, ma le sensazioni restano molto negative. Una tegola pesante, perché il brasiliano, entrando, aveva riacceso la luce in attacco.

Le colpe condivise e il nodo De Bruyne

Blindare l’allenatore, però, significa anche assumersi una parte delle responsabilità. È la tesi di chi ricorda le scelte estive della società: un organico probabilmente sopravvalutato, la rinuncia a Italiano dopo un lungo corteggiamento e un mercato in entrata ridotto al minimo. Su Repubblica, Marco Azzi va oltre e tira in ballo Kevin De Bruyne: secondo il giornalista Conte lo aveva bocciato, mentre De Laurentiis, il ds Manna e Allegri lo hanno rimesso al centro del progetto. A Venezia il belga si è fatto ipnotizzare dal dischetto da Stankovic, fallendo il rigore dell’1-1.

Il messaggio che arriva dalla presidenza, in ogni caso, è uno solo: si va avanti con Allegri, almeno per ora. Ma il calendario non concede tregua. Dopo il Bodø, sabato 24 ottobre alle 18 al Maradona arriva la Roma di Gasperini. Due partite in cinque giorni che, al di là delle parole di fiducia, peseranno come macigni sul futuro della panchina e della stagione azzurra. ADL ha messo la faccia su Allegri: adesso tocca alla squadra, e al tecnico, ripagare quella fiducia sul campo.