Lucca, il day after è un processo: «Tre errori in uno», la piazza lo scarica e Allegri lo difende. Manna prepara già il piano per gennaio

Lucca, il day after è un processo: «Tre errori in uno», la piazza lo scarica e Allegri lo difende. Manna prepara già il piano per gennaio

Se a Napoli c’è una cosa che mette d’accordo quasi tutti, nella domenica più nera dall’inizio della stagione, è il nome del principale imputato del Penzo. Non è Allegri, non è nemmeno De Bruyne con il rigore stampato su Stankovic: è Lorenzo Lucca. L’attaccante, tornato titolare dopo una vita, ha chiuso la sua serata in laguna con il pallone perso che ha spalancato il contropiede del gol di Adams, un liscio clamoroso in area e un’uscita al 54′ tra i mugugni. Risultato? Stamattina i giornali lo fanno a pezzi, i social pure, e sul suo futuro in azzurro si allunga un’ombra che porta dritta al mercato di gennaio.

Una giornata che pesa doppio, perché il Napoli non ha nemmeno il tempo di leccarsi le ferite: martedì alle 21 al Maradona arriva il Bodø/Glimt in Champions League, con gli azzurri ancora fermi a zero punti nella fase campionato e i norvegesi che si presentano lanciatissimi dopo il 2-0 sul campo dell’HamKam.

Un anno dopo l’ultima da titolare: la serata da incubo al Penzo

Il contesto, prima di tutto. Lucca non partiva dal primo minuto dal 28 ottobre 2025, Lecce-Napoli 0-1, quasi un anno fa: anche in quell’occasione era rimasto a secco. Contro il Venezia ultimo in classifica e ancora a zero punti, Massimiliano Allegri ha deciso di dargli fiducia per far rifiatare Rasmus Hojlund, affiancandolo a Giovane in un attacco tutto nuovo. Un’occasione d’oro per rilanciarsi, insomma. Si è trasformata in un boomerang.

Il primo tempo è stato un lungo sbadiglio, con il Napoli incapace di trovare profondità e l’ex Udinese sempre spalle alla porta, poco servito e ancora meno incisivo. A metà frazione arriva l’unica vera chance: un pallone invitante in mezzo all’area che lui manca completamente, senza nemmeno sfiorarlo. Sandro Sabatini, sul suo canale YouTube, l’ha descritta così: «Praticamente un rigore in movimento, ma non ha neanche preso il pallone».

Poi il patatrac a inizio ripresa. Al 49′ Lucca appoggia un pallone in modo superficiale sulla trequarti, Sohm lo intercetta e il Venezia riparte a mille: tre secondi dopo Adams salta Rrahmani e infila Meret. Il Mattino non fa sconti: «Sbaglia un passaggio con una sufficienza che nemmeno in vantaggio di quattro o cinque gol potresti concederti. Tre errori in uno». Cinque minuti più tardi Allegri lo richiama in panchina e inserisce Hojlund, che in pochi minuti fa più movimento di lui in un’ora e si procura anche il rigore poi fallito da De Bruyne. Un confronto impietoso, che ai tifosi non è sfuggito.

Il tiro al bersaglio dei commentatori: da Zambardino a Pedullà

Se il campo è stato severo, il dopo-partita lo è stato ancora di più. Le pagelle sono un coro unanime di insufficienze gravi, con voti che oscillano attorno al 4,5. Il Mattino, nella sua analisi, allarga il discorso alla coppia offensiva scelta da Allegri: «Schiera una coppia di attaccanti che in un anno ha fatto due gol e ovviamente non vedono mai la porta». Sulla stessa linea la Gazzetta dello Sport, secondo cui presentarsi al Penzo con il tandem Giovane-Lucca è stato «un rischio eccessivo che Max ha pagato a caro prezzo». Il Corriere dello Sport, invece, sceglie la frase che fa più male: questo Lucca è «un lontano parente di quello di Udine».

La bordata più pesante, però, arriva da Vittorio Zambardino, che nel suo editoriale sul Corriere del Mezzogiorno va giù durissimo: «Non possiamo pagare noi le sue défaillance. Se gioca fa danni». E ancora, con un’accusa diretta all’allenatore: «Diabolico perseverare, Max. Ci si rassegni alla minusvalenza e lo si escluda dalla rosa». Fino alla chiusura che sta facendo il giro delle chat dei tifosi: «Toglietecelo dai piedi, meglio Milton Pereyra della Primavera, se bisogna ruotare». Un riferimento non casuale: proprio sabato il giovane attaccante ha segnato al 25′ il gol dell’1-1 della Primavera di Nocerino sul campo del Bari.

Non sono stati più teneri gli opinionisti. Alfredo Pedullà ha sentenziato che «Lucca oggi è fuori dai giochi: regali un calciatore, regali un attaccante», spiegando che lui avrebbe preferito addirittura un trequartista adattato a prima punta. Enrico Varriale, su X, ha parlato di «improponibile Lucca», mettendo la sua titolarità in cima alla lista dei regali fatti dal Napoli al Venezia.

Allegri fa scudo: «È un buon giocatore, non possono giocare sempre gli stessi»

In mezzo alla bufera, l’unico a difenderlo apertamente è stato proprio l’allenatore. Già nel post-partita, a DAZN, Allegri aveva provato a proteggere il suo centravanti: «Credo che Lucca sia un buon giocatore. Non è facile giocare in queste condizioni. Oggi Lucca ha fatto la sua parte, così come gli altri». E in conferenza ha rivendicato la scelta del turnover: «La rosa del Napoli è ottima, non possono giocare sempre gli stessi con nove partite in 28 giorni. Lucca ha fatto la sua partita, ha lottato e da tanto non giocava dal primo minuto. Vediamo martedì».

Parole che però, a giudicare dalle reazioni, hanno finito per alimentare il fuoco invece di spegnerlo. Anche perché poche ore prima del fischio d’inizio era stato il ds Giovanni Manna a caricare di responsabilità il ragazzo, ricordandogli che indossa la maglia che è stata di Cavani, Higuain e Lukaku e chiudendo con un «dipende esclusivamente da lui». La risposta del campo, purtroppo per lui e per il Napoli, è stata la peggiore possibile.

Il piano di Manna per gennaio: prima l’uscita, poi il nuovo vice-Hojlund

E qui si apre il capitolo mercato, che a questo punto diventa inevitabile. Secondo quanto riporta AreaNapoli, l’idea della dirigenza per la sessione invernale è chiara: serve almeno un altro centravanti che possa far rifiatare Hojlund senza che la squadra crolli ogni volta che il danese si siede in panchina. Il problema è che, prima di comprare, bisognerebbe vendere. E l’ennesima prestazione negativa non aiuta di certo a trovare acquirenti per Lucca.

La pista più percorribile, al momento, sembra quella di un prestito a una squadra che possa garantirgli minuti e serenità: tra le ipotesi circola anche il Torino, ma siamo ancora nel campo delle suggestioni. Di certo c’è che, per una società che sperava di aver trovato in estate l’alternativa ideale al titolare, il caso Lucca rischia di trasformarsi in un problema tecnico ed economico allo stesso tempo, con il fantasma della minusvalenza evocato da Zambardino tutt’altro che peregrino.

Verso il Bodø: torna Hojlund, Lucca riparte dalla panchina

Nell’immediato, però, il tempo per i processi è finito. Martedì sera contro il Bodø/Glimt il Napoli si gioca una fetta enorme della sua stagione europea, e tutto lascia pensare che al centro dell’attacco tornerà Hojlund, con la possibile spinta dalla panchina di De Bruyne e degli altri titolari risparmiati a Venezia. Per Lucca, molto probabilmente, ci sarà di nuovo spazio solo a gara in corso, sempre che Allegri decida di rischiarlo ancora in un clima così pesante.

Il dato che fotografa meglio di tutti il momento è uno: 11 gol fatti e 11 subiti in nove gare ufficiali, cinque sconfitte e un attacco che, quando cambia interpreti, smette quasi del tutto di pungere. Lucca non è certo l’unico colpevole di questa crisi, ma oggi è diventato il suo simbolo. E a Napoli, si sa, quando la piazza ti mette nel mirino, ribaltare la situazione è dura. Servirebbe un gol, magari pesante, magari presto. Il problema è che, al momento, nessuno sa quando gli verrà concessa la prossima occasione.