Napoli-Bodø, conto alla rovescia: Allegri ne chiama venti, cinque restano in infermeria. Città blindata, la multa per i fumogeni di Venezia e sullo sfondo i rinnovi di McTominay e Anguissa

Napoli-Bodø, conto alla rovescia: Allegri ne chiama venti, cinque restano in infermeria. Città blindata, la multa per i fumogeni di Venezia e sullo sfondo i rinnovi di McTominay e Anguissa

Mancano poco meno di due ore e il Maradona comincia lentamente a riempirsi. I tornelli sono aperti, i primi tifosi stanno già prendendo posto e a Fuorigrotta si respira quell’aria strana delle vigilie pesanti, sospesa tra la voglia di crederci e la paura di un’altra serata storta. Le formazioni ufficiali arriveranno solo intorno alle 20, ma il quadro di quello che il Napoli porterà in campo contro il Bodo Glimt è ormai abbastanza chiaro: chi c’è, chi manca e, soprattutto, quanto pesa questa partita su tutto quello che verrà dopo.

Perché stasera non si gioca soltanto la terza giornata di Champions. Si gioca anche il destino della settimana, con la Roma che arriva sabato al Maradona, un’infermeria che non si svuota e una società che ha già fatto capire cosa succederà in caso di passo falso. Mettiamo in fila i pezzi, uno alla volta.

La lista di Allegri: venti nomi e due ritorni che contano

La SSC Napoli ha diramato in giornata l’elenco ufficiale dei convocati e la notizia, per una volta, è positiva. Massimiliano Allegri ritrova due pedine che nelle ultime settimane erano state più in infermeria che in campo: Zambo Anguissa, già rientrato nel gruppo a Venezia, e Mathias Olivera. Il camerunense, secondo tutte le indiscrezioni della vigilia, dovrebbe addirittura partire dal primo minuto, ed è uno dei segnali più chiari della voglia del tecnico di dare una scossa fisica a un centrocampo che ultimamente ha corso poco e male.

Confermato in lista anche il brasiliano Giovane, inserito nell’elenco UEFA prima della trasferta di Villarreal al posto di Costantino Favasuli. In tutto sono venti i giocatori a disposizione: tra i pali Meret, Milinkovic-Savic e Contini; in difesa Di Lorenzo, Rrahmani, Beukema, Rafa Marin, Badiashile, Olivera e Spinazzola; a centrocampo Lobotka, Gilmour, Anguissa, De Bruyne e Scott McTominay; davanti Politano, Lang, Giovane, Hojlund e Lucca.

Numeri alla mano, non è una panchina lunghissima, soprattutto negli esterni offensivi. E qui sta il primo vero problema di Allegri: con le rotazioni ridotte all’osso, ogni cambio a partita in corso rischia di essere una scelta obbligata più che una mossa tattica. Lang e Giovane sono le uniche alternative vere sugli esterni, Lucca l’unico ricambio di peso per Hojlund. Se la partita dovesse mettersi male, insomma, le carte da giocare non sono tantissime.

Castel Volturno resta affollata: i tempi di Buongiorno, Alisson, Neres, Vergara e Favasuli

Il rovescio della medaglia si chiama infermeria. Sono cinque gli azzurri fermi ai box e per nessuno di loro si intravede un rientro a breve. Il caso più lungo è quello di Alessandro Buongiorno: il difensore è fermo dalla scorsa estate per un problema alla radice del menisco, risolto con un intervento chirurgico, e con ogni probabilità rivedrà il campo soltanto dopo le feste, a inizio 2027. Sarà, salvo sorprese, l’ultimo a tornare a disposizione.

Fa ancora più rabbia la situazione di Alisson Santos, che era appena rientrato da un problema muscolare e ha subito una ricaduta: lesione distrattiva al bicipite femorale, con gli esami che hanno costretto lo staff medico ad allungare lo stop fino alla fine di novembre. Stessa tabella di marcia per David Neres, fermato da un nuovo guaio muscolare. Poi ci sono i due “regali” delle nazionali: Antonio Vergara si è fermato con una lesione al soleo, Favasuli con una lesione di secondo grado al retto femorale. Per entrambi terapie prolungate e rientro stimato dopo la metà di novembre.

Il conto, tradotto, è semplice: almeno per tutto il mese che porta alla sosta, Allegri dovrà lavorare con questo gruppo. Nessun recupero all’orizzonte, nessuna soluzione nuova in arrivo dall’infermeria. È anche per questo che le scelte di stasera, a partire dalle rotazioni a centrocampo, vanno lette in prospettiva: il calendario non concede pause e la coperta resta corta.

Una città in assetto Champions: l’ordinanza di Manfredi e la multa da Venezia

Fuori dallo stadio, intanto, Napoli si è organizzata per la notte europea. Il sindaco Gaetano Manfredi, su richiesta della Questura, ha firmato un’ordinanza con limitazioni più severe del solito alla vendita di bevande. Niente alcolici e superalcolici dentro lo stadio e in tutti i locali e negozi delle strade intorno al Maradona, da tre ore prima del fischio d’inizio fino a due ore dopo la fine della gara. In alcune zone del centro il divieto è scattato addirittura a mezzogiorno e resterà in vigore fino alle 2 di notte. Vietata anche la vendita in bottiglie, lattine, vetro, plastica rigida o tetrapak: solo bicchieri di plastica leggera o di carta.

Un’attenzione all’ordine pubblico che arriva nello stesso giorno in cui il Giudice sportivo ha presentato il conto dell’ultima trasferta di campionato. Il Napoli è stato multato di 7mila euro perché i suoi sostenitori, al 18’ del primo tempo di Venezia-Napoli, hanno lanciato due fumogeni sul terreno di gioco, costringendo l’arbitro a fermare tutto per circa un minuto e mezzo, e altri due nel recinto di gioco nel corso della partita. Sanzione attenuata, ma comunque più pesante dei 5mila euro inflitti al Venezia per un episodio simile.

E per chi stasera tornerà a casa tardi c’è anche un avviso meteo da non sottovalutare: la Protezione Civile della Campania ha diramato un’allerta arancione valida dalla mezzanotte e per tutta la giornata di domani, con rovesci e temporali anche forti soprattutto nella prima parte della giornata. Molti comuni hanno già disposto la chiusura delle scuole. Ombrello consigliato, insomma, sia in senso letterale sia in senso calcistico.

Il bivio dopo il Bodø: ritiro, una Roma senza Dybala e i rinnovi che pesano

Poi c’è il dopo, che in casa azzurra conta quasi quanto il presente. Secondo Repubblica, la squadra è stata avvertita: in caso di un altro risultato negativo contro i norvegesi scatterebbe il ritiro punitivo fino alla gara di sabato pomeriggio contro la Roma. Un segnale forte rivolto ai calciatori, ma indirettamente anche ad Allegri, a cui la dirigenza ha comunque ribadito fiducia. La pressione, inutile girarci intorno, è tutta su questi novanta minuti.

La buona notizia, per modo di dire, arriva proprio da Trigoria. Gian Piero Gasperini dovrà fare a meno di Paulo Dybala: la Joya si è fermata per una piccolissima lesione al gemello del polpaccio destro e salterà la trasferta di Napoli, con il rientro previsto più avanti. Out anche Koné, mentre Cristante è tornato tra i convocati per la Champions e sarà a disposizione al Maradona. Due assenze pesanti per i giallorossi che, sulla carta, alleggeriscono un po’ il prossimo esame azzurro.

Sullo sfondo, infine, si muove anche il fronte contratti. Giovanni Manna lavora per blindare McTominay, legato al club fino al 2028: il Napoli vorrebbe portarlo fino al 2030, ma le richieste dello scozzese, inseguito da diversi big club europei, sono molto alte, vicine ai 10 milioni a stagione. Più complicata la situazione di Anguissa: il rinnovo è in stand-by, l’entourage chiede tra i 6 e i 7 milioni e al momento il camerunense sembra destinato a salutare a fine stagione. Proprio lui, che stasera dovrebbe essere uno degli uomini chiave. Ironia della sorte, o forse semplicemente il calcio: la miglior trattativa, a volte, si fa in campo. E stasera, per tutti, è il momento di farla.