Rizzetta torna a bussare alla porta di De Laurentiis: l’invito al Maradona, il pranzo che può riaprire il dialogo e quel «Io ci sono». E intanto il Napoli abbraccia Kvara e per la Roma c’è Colombo

Rizzetta torna a bussare alla porta di De Laurentiis: l’invito al Maradona, il pranzo che può riaprire il dialogo e quel «Io ci sono». E intanto il Napoli abbraccia Kvara e per la Roma c’è Colombo

A Napoli non si fa in tempo a festeggiare un 4-3 da cardiopalma che già si parla d’altro. E stavolta non di moduli, di regie o di difese a blocco basso, ma di qualcosa che pesa molto di più: il futuro del club. Perché mentre la squadra si rimette al lavoro in vista della Roma, al centro della scena torna un nome che in città conoscono bene, quello di Matt Rizzetta. L’imprenditore italo-americano martedì sera era al Maradona, ospite proprio di Aurelio De Laurentiis, e stamattina, a microfoni aperti, ha detto senza troppi giri di parole che lui c’è. Coincidenze? A Napoli nessuno ci crede davvero.

L’invito in President Lounge e il pranzo all’orizzonte

Partiamo dai fatti. Durante Napoli-Bodø, nella President Lounge dello stadio, c’era anche Rizzetta, numero uno del Napoli Basket. Secondo La Repubblica l’invito è partito direttamente da De Laurentiis, che ha voluto accanto a sé il “collega” proprio nella serata più delicata della stagione, quella in cui il Napoli si giocava mezza Champions e un pezzo di tranquillità. Il Corriere dello Sport la definisce una visita cordiale, piacevole e “particolarmente curiosa”. E non è difficile capire perché.

Rizzetta, infatti, non è un ospite qualsiasi. Pochi mesi fa la sua Underdog Global Partners, società di private equity con alle spalle il colosso finanziario di Chicago Ariel Investments, aveva guidato una cordata di investitori statunitensi pronta a mettere sul tavolo 2,2 miliardi di euro per rilevare la SSC Napoli. Risposta del patron: grazie, ma no. Fine della storia? Non proprio. Il Mattino racconta che martedì Rizzetta non era solo: con lui c’erano alcuni soci di Underdog, tra cui Nicola Cirrincione, vicepresidente del Campobasso, altro club della galassia dell’imprenditore. I due presidenti si sono salutati e, scrive il quotidiano, non è escluso che si rivedano a pranzo nei prossimi giorni. Con la possibilità, nemmeno troppo nascosta, che l’americano provi a riaprire il discorso.

Per onestà va detto anche l’altro lato della medaglia: il Corriere dello Sport precisa che al momento non si registrano novità né passi avanti concreti, se non il fatto che i due hanno riallacciato i contatti personali. Tradotto: nessuna trattativa ufficiale riaperta, ma un filo che non si è mai spezzato. E nel mondo De Laurentiis, dove ogni gesto ha un peso, invitare in tribuna chi ti ha offerto oltre due miliardi non è esattamente un dettaglio.

«Io ci sono»: le parole di Rizzetta in via Tribunali

Poi stamattina è arrivata la conferma che le intenzioni sono rimaste intatte. Alla Fondazione Banco di Napoli, in via Tribunali, durante l’evento “L’impresa di fare sport: dall’America’s Cup ai progetti sociali per il territorio”, Rizzetta è stato intercettato e ha parlato chiaro: «Con Aurelio c’è un rapporto molto buono, di massimo rispetto. Io ci sono. Sarei onorato di portare avanti l’eredità che lui ha costruito a partire da un fallimento più di venti anni fa. Se un giorno avrò il piacere di prendere questo impegno e questa responsabilità, posso assicurare alla piazza che farò di tutto e di più per non deluderli».

Frase studiata, rispettosa, quasi diplomatica: nessuna fretta, nessuna pressione, ma un messaggio recapitato a due destinatari. Il primo è ovviamente il presidente, a cui Rizzetta riconosce i meriti della rinascita dal fallimento del 2004. Il secondo è la piazza, che in queste settimane di crisi ha alzato i toni contro la società, tra mercato contestato e risultati altalenanti. Il momento scelto non è casuale: il Napoli di Allegri è ancora in convalescenza, il ds Giovanni Manna è sotto esame per le scelte estive e il tifo cerca certezze. Un investitore che si dice pronto, con capitali americani alle spalle, è musica per una parte dell’ambiente. Un’altra parte, più scettica, ricorda che De Laurentiis ha sempre ripetuto di non voler vendere. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: oggi nessuno può dire che il Napoli sia in vendita, ma nessuno può nemmeno dire che il dossier sia chiuso.

Dalla storia al futuro: l’addio a Tullio Conte e Dimaro fino al 2029

Curioso incrocio del destino, nelle stesse ore in cui si torna a parlare di passaggi di proprietà, il Napoli piange un uomo che un passaggio di proprietà lo ha reso possibile davvero. Si è spento a 91 anni Tullio Conte, dirigente azzurro tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Fu lui, da amico comune e intermediario, a convincere il presidente Fiore a cedere il suo pacchetto azionario a Corrado Ferlaino per 183 milioni di lire, aprendo di fatto l’era che avrebbe portato a Maradona e agli scudetti. Responsabile del settore giovanile, accompagnò la Primavera di Rosario Rivellino alla vittoria del Torneo di Viareggio nel 1975 e fu tra i testimoni dell’affare Savoldi, quando Ferlaino mise a tacere i dirigenti del Bologna con un secco «ho due testimoni del nostro accordo». Un pezzo di storia che se ne va, mentre la storia futura si scrive tra lounge e pranzi di lavoro.

E di futuro si parla anche sul fronte logistico: secondo il Corriere dello Sport l’intesa tra il club e la Provincia di Trento per restare a Dimaro Folgarida per altri tre anni, fino al 2029, è praticamente a un passo. Sembrava tutto compromesso dopo i botta e risposta dell’ultima estate, al punto che l’Atalanta si era fatta avanti per prendere il posto degli azzurri. Poi il ritorno di fiamma: un matrimonio che dura da quindici anni pare destinato a continuare.

Kvara, Politano e Colombo: le altre notizie di giornata

C’è poi una notizia che a Napoli ha fatto male anche se riguarda un ex. Khvicha Kvaratskhelia si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante il 4-2 del Paris Saint Germain sul Barcellona. Il georgiano è uscito a inizio ripresa dopo una torsione innaturale, sorretto dai sanitari; la risonanza di oggi ha confermato i timori della vigilia e nei prossimi giorni sarà operato. I tempi di recupero per questo tipo di lesione vanno dai sei ai nove mesi. Il Napoli non ha dimenticato il suo vecchio numero 77 e sui social gli ha dedicato un messaggio semplice e affettuoso: «In bocca al lupo Khvicha, ti aspettiamo presto in campo!». Un gesto di classe che i tifosi hanno apprezzato.

Restando in Champions, ma con il sorriso: la UEFA ha inserito il gol al volo di Matteo Politano contro il Bodø, quello firmato dopo appena 54 secondi, tra le quattro reti più belle della serata, insieme alle prodezze di Greenwood, Doué e Cherki. Una bella soddisfazione per l’esterno, che si è ripreso la scena dopo settimane complicate.

Infine, il campo che torna a chiamare. È arrivata la designazione per la sfida di sabato alle 18 contro la Roma: dirigerà Andrea Colombo, con Bindoni e Rossi M. assistenti, Sacchi J.L. quarto uomo, Aureliano al VAR e Meraviglia all’AVAR. Un big match che arriva nel momento in cui il Napoli ha bisogno di dare continuità alla vittoria europea. Perché le voci sul futuro societario sono affascinanti, ma il presente si chiama classifica. E al Maradona, sabato, conterà solo quello.