Milinkovic-Savic titolare contro la Roma, Meret in panchina

Milinkovic-Savic titolare contro la Roma, Meret in panchina

Cambio della guardia tra i pali. Per la sfida di stasera al Maradona contro la Roma (fischio d’inizio alle 18), Massimiliano Allegri ha deciso di affidarsi a Vanja Milinkovic-Savic, lasciando in panchina Alex Meret, che nelle ultime uscite aveva difeso la porta azzurra. Non ĆØ una bocciatura e nemmeno una scelta di pancia: dietro la mossa del tecnico livornese c’ĆØ un ragionamento tattico preciso, cucito su misura per l’avversario di turno.

Il lancio lungo come arma anti-pressing

Il punto di partenza ĆØ uno solo: la Roma di Gian Piero Gasperini ti viene a prendere altissimo. Uomo contro uomo, ritmi forsennati, pressione fin dentro l’area di rigore. Contro squadre cosƬ, costruire dal basso palla a terra diventa un esercizio pericoloso, e un errore in uscita può costare carissimo. Ed ĆØ qui che entra in gioco il serbo. Come racconta La Repubblica, Milinkovic-Savic ha nel piede una dote che pochi portieri in Serie A possono vantare: il lancio lungo e teso, capace di scavalcare di netto la prima linea di pressione e di mettere subito in movimento gli attaccanti.

L’idea di Allegri ĆØ semplice quanto efficace: se la Roma si alza, la si salta. Un rinvio preciso verso Rasmus Hojlund, abile a fare a sportellate e a tenere palla spalle alla porta, oppure verso gli esterni pronti ad attaccare la profonditĆ , può trasformare in un attimo la pressione giallorossa in un boomerang. Ribaltare l’azione in due passaggi, insomma, invece di provare a uscire con dieci tocchi corti col rischio di farsi rubare palla al limite.

FisicitĆ  e uscite alte: cosa porta il serbo

Non c’ĆØ soltanto il piede. Secondo le indiscrezioni filtrate da Castel Volturno, ad Allegri piace anche la presenza fisica dell’ex Torino: quasi due metri di portiere che dominano l’area piccola, sicuri nelle prese alte e capaci di togliere pressione ai centrali sui calci piazzati. Contro una Roma che, pur decimata dalle assenze, resta una squadra strutturata e pericolosa sulle palle inattive, ĆØ un dettaglio che può pesare. Soprattutto in un momento in cui la difesa azzurra non sta brillando e ha concesso più di quanto ci si aspettasse.

Meret, dal canto suo, resta un portiere affidabile, bravo tra i pali e pulito nel palleggio corto. Ma la sua forza ĆØ un’altra, e in una partita come questa il tecnico ha preferito un profilo che gli consente di variare il baricentro e di avere una soluzione immediata per uscire dalla trappola del pressing. ƈ la classica gestione alla Allegri: nessuna gerarchia scolpita nella pietra, ma il portiere giusto per la partita giusta.

Olivera su SoulĆ© e la sfida tra ex: Gollini dall’altra parte

La rivoluzione nel reparto arretrato non si ferma alla porta. Sulla fascia sinistra dovrebbe agire Mathias Olivera, con un compito ben preciso: limitare Matias SoulĆ©, uno dei giocatori più in forma della squadra di Gasperini. L’uruguaiano e il capitano Giovanni Di Lorenzo completeranno il quartetto davanti a Milinkovic-Savic, mentre al centro si va verso la coppia formata da Rafa MarĆ­n e Badiashile, con Rrahmani che ha stretto i denti ma non ĆØ al meglio.

E c’ĆØ anche un pizzico di romanticismo in questa sfida tra portieri. Dall’altra parte, complice l’indisponibilitĆ  di Svilar, a difendere la porta giallorossa ci sarĆ  Pierluigi Gollini, uno che a Napoli ha lasciato il cuore e uno scudetto in bacheca. Per lui sarĆ  una serata speciale, per Milinkovic-Savic invece l’occasione di prendersi definitivamente la scena in una delle partite più delicate di questo avvio di stagione.

Il verdetto, come sempre, lo darĆ  il campo. Ma una cosa ĆØ certa: stasera i piedi del portiere conteranno quasi quanto le sue mani. E se il lancio lungo del serbo dovesse davvero spaccare in due la Roma, la scelta di Allegri sarebbe destinata a fare scuola.