Altro che chiusura definitiva. Mentre a Castel Volturno si pensa solo allo Stadium, dall’America arriva una bomba che riaccende il tema più delicato di tutti: il futuro societario. Matt Rizzetta, fondatore di Underdog Global Partners e già padrone del Napoli Basket, ha rilasciato una lunga intervista al portale statunitense Sportico e ha detto, senza troppi giri di parole, che la trattativa per comprare la SSC Napoli è ancora aperta. E che lui è “fiducioso” di arrivare a un accordo. Una settimana fa Aurelio De Laurentiis aveva gelato tutti con il suo “il Napoli non è in vendita”. Oggi la versione americana racconta un’altra storia.
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ToggleLe cifre: due miliardi contro poco più di uno
Il punto, come sempre, sono i soldi. Secondo una fonte vicina al dossier citata da Sportico, le parti si sarebbero parlate davvero, ma restano lontanissime sulla valutazione. Il presidente azzurro chiederebbe circa 2 miliardi di euro, mentre Underdog stimerebbe il solo club tra 1 e 1,3 miliardi. Una forbice enorme, di quelle che non si chiudono con una stretta di mano al ristorante. Per dare un’idea, nell’ultima classifica dei club più preziosi al mondo stilata dallo stesso Sportico il Napoli figura al trentesimo posto, con un valore stimato di 795 milioni di dollari e ricavi per 204 milioni nel 2025. Tradotto: ADL fa il prezzo di un top club europeo, l’americano ragiona sui numeri di bilancio più un premio per il potenziale. Chi ha ragione? Probabilmente nessuno dei due, ed è proprio lì che si giocherà la partita vera.
C’è poi un dettaglio che non va sottovalutato: Rizzetta non vuole trascinare la storia all’infinito. Il messaggio è chiaro, se entro il 2027 non si sblocca nulla, si passerà ad altro. E la frase che chiude il ragionamento è quasi una sfida a se stesso: “Ci sono voluti anni di sudore, lacrime e sangue per costruire queste relazioni. Se non ci riusciamo, non possiamo dare la colpa a nessuno se non a noi”.
Il sogno: una polisportiva stile Real Madrid
Per capire perché Rizzetta insista tanto bisogna guardare al disegno complessivo. L’imprenditore italoamericano ha già preso il basket maschile e femminile, ha un accordo di principio per la pallavolo e sta parlando con realtà di rugby, pallanuoto e motorsport. L’idea è creare un colosso multisport sotto il marchio Napoli, sul modello di Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. Il calcio, però, è il “gioiello della corona”: senza quello il puzzle resta a metà.
Nel progetto c’è anche il capitolo infrastrutture. Underdog avrebbe già avviato contatti con il Comune guidato da Gaetano Manfredi per un project financing da circa 500 milioni destinato a rifare lo stadio Maradona, oltre a una nuova arena per il basket da 12mila posti. “Se vinci a Napoli, non è un posto difficile in cui fare business: è il business che viene da te”, ha spiegato. Musica per le orecchie di chi sogna uno stadio moderno, un po’ meno per chi ricorda quante promesse sugli impianti si sono perse per strada.
Il piano B: Internapoli o Juve Stabia, e un derby da inventare
La parte più curiosa dell’intervista riguarda però l’alternativa. Se De Laurentiis non dovesse cedere, Rizzetta ha già in tasca un piano da circa 100 milioni. Underdog ha acquisito i diritti di proprietà intellettuale di uno storico marchio calcistico cittadino e vorrebbe riportare in vita l’Internapoli, ripartendo dal basso con settore giovanile e centro sportivo. Sul tavolo ci sarebbero anche le ipotesi Juve Stabia o Real Aversa. L’obiettivo dichiarato? Scalare le categorie e regalare alla città “uno straordinario derby”, perché Napoli, dice lui, è una delle poche grandi metropoli al mondo con una sola squadra.
Fantascienza? Forse. Ma il messaggio a De Laurentiis è piuttosto chiaro: “Con tutto il rispetto per la famiglia, che ha fatto un lavoro straordinario, si potrebbe investire di più su vivaio, infrastrutture e rapporto con la comunità”. Una stoccata elegante, ma pur sempre una stoccata.
E adesso? La palla passa ad ADL
Il tempismo non è casuale e a Napoli lo sanno bene: alla vigilia di Juventus-Napoli, la sfida più sentita della stagione, la questione proprietà torna in prima pagina. Difficile immaginare che il presidente resti in silenzio a lungo, soprattutto dopo aver già fissato il prezzo e smentito ogni ipotesi di cessione. Per ora l’unica certezza è che Rizzetta non molla: ha soldi, un progetto e soprattutto pazienza. Ai tifosi, intanto, interessa una cosa sola: che qualunque cosa succeda ai piani alti, la squadra di Allegri continui a correre. A partire dallo Stadium.