Allegri avverte il Napoli: «La Juve non è morta»

Allegri avverte il Napoli: «La Juve non è morta»

Niente proclami, niente frecciate, niente lamentele. Massimiliano Allegri si è presentato in sala stampa a Castel Volturno alla vigilia di Juventus-Napoli con l’aria di chi sa benissimo quanto pesa la partita di domani sera allo Stadium (fischio d’inizio alle 20.45), ma non ha nessuna intenzione di caricarla di significati extra. Anzi, il messaggio è stato chiarissimo, quasi un avvertimento rivolto ai suoi e all’ambiente: occhio, perché la Juventus che tutti danno per spacciata è la più pericolosa che si possa incontrare.

«La Juve difficilmente muore»

Il passaggio più forte della conferenza è arrivato proprio sul momento dei bianconeri, con Spalletti che si gioca la panchina e un ambiente in piena tempesta. «Ho sentito che a livello mediatico danno la Juve per morta, ma la Juventus difficilmente muore», ha detto Max, che a Torino ha passato dieci anni, metà della sua carriera, e lì ha ancora un figlio. «È una squadra forte, con un allenatore bravo, e in questi momenti si compattano. Per noi sarà molto difficile, servirà una grande prestazione tecnica, fisica e un pizzico di buona sorte».

Tradotto: chi pensa di andare a Torino a fare una passeggiata ha sbagliato indirizzo. Allegri ha parlato di una squadra «ferita, arrabbiata», allestita per stare tra le prime quattro e che oggi ha gli stessi punti del Napoli. Uno scontro diretto vero, insomma. E il tecnico azzurro, che domani sarà in tribuna per squalifica lasciando la panchina al fido Marco Landucci, ha chiesto ai suoi agonismo e tecnica, ma soprattutto silenzio: «Inutile fare proclami, bisogna stare zitti e lavorare. Zitti a prescindere, ma adesso ancora di più perché siamo indietro in classifica».

C’è stato spazio anche per una riflessione che farà discutere. Allegri ha capito benissimo cosa significhi questa sfida per la città («quando giro per Napoli lo avverto»), ma ha avvertito che ridurre la stagione a una sola partita sarebbe un errore: per un club che da quindici anni sta stabilmente tra le prime quattro, l’obiettivo è il piazzamento Champions, passare il turno in Europa e andare avanti in Coppa Italia. Vincere a Torino e accontentarsi, per lui, non sarebbe un passo avanti.

Rrahmani e Anguissa, il virus fa paura

Poi le note dolenti, che non mancano. Un virus influenzale sta girando nello spogliatoio azzurro e ha colpito due pezzi grossi. Amir Rrahmani ha avuto la febbre: ieri si è allenato, oggi lo staff valuterà come sta, anche perché mercoledì c’è già la Champions in Portogallo. «Se sta abbastanza bene giocherà, altrimenti giocherà uno tra Marianucci e Beukema», ha spiegato Allegri. Stesso discorso per Zambo Anguissa: «C’è un virus in giro, ogni tanto ne ammazza uno», ha scherzato Max con il suo solito stile, «ma se sta bene gioca, altrimenti gioca un altro. Ieri stava meglio, vediamo oggi».

Il tecnico ha anche analizzato la vittoria di Monza senza trionfalismi. Nelle ultime quattro partite il Napoli ha segnato tanto, è vero, ma ha anche concesso parecchio. La squadra, secondo lui, deve occupare meglio il campo e gestire il pallone con più lucidità, capendo quando rallentare e quando accelerare, soprattutto quando è in vantaggio: gli esempi della Roma (dal 3-2 al 3-3) e della trasferta di Milano sono ancora lì a ricordarlo.

Lobotka, la fortuna nella sfortuna e i rientri dopo la sosta

Sul fronte infermeria Allegri ha scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Abbiamo perso Stanislav Lobotka, che è un giocatore importante, ma nella sfortuna siamo stati fortunati: in sei settimane dovrebbe rientrare. Per fortuna il piede non era poggiato, altrimenti sarebbe stato un disastro». Al suo posto, in cabina di regia, l’indiziato numero uno resta Kevin De Bruyne, mentre Billy Gilmour è il «sostituto naturale». Ma attenzione: Max ha fatto capire che ci saranno partite con due mediani, senza un vero play in mezzo.

La buona notizia riguarda il dopo sosta, quando torneranno a disposizione Leonardo Spinazzola, David Neres e Favasuli. Più lunghi invece i tempi per Alisson, che probabilmente non sarà pronto subito dopo la pausa. Prima però c’è da superare l’esame Stadium. E con una Juve che si sente con le spalle al muro, Allegri lo ha detto in tutti i modi: guai a fidarsi.