Mentre mezza Napoli invoca la testa dell’allenatore e sui social l’hashtag #AllegriOut continua a girare, c’è una voce che va decisamente controcorrente. È quella di Mario Giuffredi, il procuratore che in casa azzurra cura gli interessi di tre giocatori pesanti come Matteo Politano, Giovanni Di Lorenzo e Luca Marianucci. Ospite di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, l’agente ha preso le difese di Massimiliano Allegri e, già che c’era, anche della società. Il succo? Dopo il 2-0 dello Stadium il processo è partito con il bersaglio sbagliato.
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Toggle«Allegri sta tenendo botta, non ha mai avuto la rosa al completo»
Parlando a nome di Politano, Giuffredi è stato netto: «Per me Allegri non ha responsabilità, sta facendo ciò che può fare». Il ragionamento parte dal mercato estivo, che secondo il procuratore è stato quello che il Napoli poteva permettersi: Favasuli e Badiashile, nient’altro. «I club non possono essere portati al fallimento per comprare giocatori che non puoi permetterti», ha spiegato, aggiungendo che il tecnico livornese ha accettato la panchina sapendo benissimo che non ci sarebbero stati grandi rinforzi.
Poi il tasto più dolente, quello degli infortuni. Allegri, a detta di Giuffredi, non ha mai avuto la squadra a pieno regime, e quindi giudicarlo adesso sarebbe ingeneroso. L’agente ricorda che prima di Torino il Napoli aveva raccolto sette punti nelle ultime tre partite di campionato e lancia la domanda provocatoria: «Se ieri non si infortunano Di Lorenzo e Kevin De Bruyne, come finisce?». Per lui l’allenatore va valutato con l’intera rosa a disposizione, riconoscendogli anche il merito di aver lanciato qualche giovane.
«Due tiri, due eurogol»: la lettura di Juve-Napoli
Giuffredi non ci sta nemmeno alla narrazione del Napoli disastroso. «Non ricordo una parata di Meret», ha detto, sottolineando che nel primo tempo l’occasione più nitida l’aveva avuta Lucca. La Juventus, nella sua lettura, ha vinto con due soli tiri in porta trasformati in due eurogol, e fermarsi al risultato sarebbe riduttivo. Il crollo della ripresa? Normale, secondo lui, quando perdi due pezzi così all’intervallo, devi spostare Marianucci fuori ruolo a destra perché è l’unico che può andare lì e metti Gilmour, che è un giocatore completamente diverso da De Bruyne.
E poi c’è l’arbitraggio. Qui l’agente del giovane difensore ha alzato i toni: secondo lui Teun Koopmeiners meritava il rosso dopo una decina di minuti, mentre Lucumì è stato graziato dal secondo giallo che invece è toccato a Marianucci. Nel mirino anche Simone Sozza, accusato di aver concesso un rinvio dal fondo su un pallone messo in angolo e di aver poi provato a «mettere una pezza». Una tesi che, va detto, trova sponda anche in diverse moviole dei quotidiani di oggi.
Lo scudo su De Laurentiis e Manna: «Mettiamoci equilibrio»
La parte più interessante, però, è quella che riguarda la società. Mentre altri commentatori parlano di responsabilità gravi del club, Giuffredi va nella direzione opposta: «Aurelio De Laurentiis ha speso 500 milioni in due anni, il presidente non è tenuto a buttare via i sacrifici di una vita per due giocatori». Tradotto: se quest’anno non si poteva spendere, non si poteva spendere, e non è giusto pretendere colpi solo per accontentare la piazza.
Parole di stima anche per il direttore sportivo Giovanni Manna, che secondo il procuratore «ha fatto cose buone e ha preso giocatori di talento» che altri club non sono riusciti a prendere. Allegri, conclude, ha pensato che il Napoli fosse forte, «e lo è», ma con un’infermeria così piena non può farci nulla.
Una difesa che non sposta la classifica
Difesa d’ufficio o analisi lucida? Probabilmente un po’ tutte e due. Giuffredi rappresenta tre giocatori della rosa e ha tutto l’interesse a raffreddare un ambiente diventato incandescente. Ma alcuni suoi argomenti, dagli infortuni a raffica all’arbitraggio discutibile, sono oggettivi. Il problema è che la classifica non fa sconti a nessuno: il Napoli è fermo a 14 punti, a -9 dalla zona Champions e con la stessa distanza dalla zona retrocessione.
Il prossimo esame arriva subito, mercoledì sera al Do Dragão contro il Porto di Farioli, con l’inglese Michael Oliver a dirigere e senza Di Lorenzo e Olivera, rientrati a Napoli per gli accertamenti. Lì, più che le parole degli agenti, conterà il campo. E se la risposta dovesse essere un’altra notte storta, nemmeno lo scudo più convinto basterà a fermare il processo.