Hojlund e De Bruyne recuperati: Napoli al Dragão

Hojlund e De Bruyne recuperati: Napoli al Dragão

Stasera alle 21:00 al Dragão si gioca Porto-Napoli e, dopo giorni di conta degli assenti, finalmente arrivano due notizie che fanno respirare lo spogliatoio: Rasmus Hojlund ha smaltito l’influenza e parte titolare; Kevin De Bruyne ha chiuso la pratica distorsione alla caviglia e torna disponibile, gestito dalla panchina. Contro i campioni di Portogallo in carica in Liga, Massimiliano Allegri mette in campo un 3-5-2 d’emergenza, con Noa Lang inventato esterno sinistro a tutta fascia e Giovane al fianco del danese. In Champions League non c’è più tempo per i giri di parole: serve un punto (meglio due) e un’impresa di carattere.

Hojlund c’è, De Bruyne dalla panchina: le due buone nuove

Il capitolo fisico, per una volta, non è solo un bollettino di guerra. Hojlund ha lasciato dietro di sé febbre e influenza: Allegri non può fare a meno del suo unico vero riferimento centrale e lo schiera dall’inizio. Accanto a lui, secondo la lettura condivisa da Gazzetta e Corriere Napoli, c’è Giovane — unica seconda punta davvero naturale in rosa — mentre Lucca resta in panchina e Vergara resta carta da giocare in corsa, magari da trequartista. È il volto nuovo del tridente ridotto all’osso: niente experimentalismi, solo chi può correre e tenere palla sotto pressione.

Sul belga il quadro è più sottile. De Bruyne si è allenato con il gruppo, la distorsione alla caviglia sinistra risulta smaltita, ma Max lo gestisce: non parte titolare, entra in lista e può arrivare a gara in corso insieme a Vergara e Lucca. In regia, quindi, riparte Billy Gilmour, con Anguissa e McTominay a chiudere il triangolo di centrocampo. Tre cambi “veri” in panchina, più i due diciottenni della Primavera Chiummariello e Lieto: la coperta è corta, ma almeno stasera c’è un jolly di qualità come Kevin pronto a stringere i denti quando servirà il cambio di passo.

Su Milinkovic-Savic le fonti restano divise — Corriere lo dà disponibile, Gazzetta verso il forfait dopo lavoro differenziato — e questo basta a spiegare quanto ogni nome conti. Tre portieri in panchina, undici assenti tra Alisson, Badiashile, Buongiorno, Di Lorenzo, Favasuli, Lobotka, Neres, Olivera, Spinazzola e Marianucci fuori lista: l’infermeria continua a dettare il modulo. Ma Hojlund e De Bruyne recuperati cambiano il tono della vigilia. Non risolvono tutto; evitano, però, di arrivare al Dragão senza un centroavanti e senza un’alternativa creativa.

3-5-2 d’emergenza: Lang a tutta fascia, tre centrali e zero terzini

Senza un solo terzino di ruolo, Allegri butta giù il foglio e scrive 3-5-2. Davanti a Meret la linea a tre è Beukema-Rrahmani-Rafa Marin. Sulla destra resta Politano; a sinistra la novità assoluta è Noa Lang a tutta fascia. L’olandese è un esterno offensivo, abituato a puntare l’uomo e a rientrare sul destro, non a fare il terzino per novanta minuti. Stasera dovrà anche difendere, chiudere, correre in entrambe le direzioni. Se non regge, l’alternativa indicata dalle cronache è spostare in fascia Giovane o Vergara: altro segnale di quanto sia stretta la rosa.

La probabile formazione azzurra, ricucita tra Sky, ilNapolista e Corriere, parla chiaro: Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marin; Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay, Lang; Giovane, Hojlund. Non è un undici da brochure, è un undici di necessità. Politano, in conferenza, ha già messo i puntini sulle i: «Gli infortuni non possono essere un alibi». Bisogna fare blocco-squadra, trasmettere urgenza a chi è arrivato da poco, restare alti in classifica. Le parole di Matteo sono il manifesto di una serata in cui i presenti devono valere il doppio.

Di fronte, il Porto di Farioli arriva con dieci vittorie su dieci in campionato e zero punti in Champions. Un paradosso che rende la trasferta ancora più pericolosa: i draghi hanno fame europea e un 4-3-3 pieno di conoscenze italiane — Alberto Costa, André Silva, Gimenez — più pezzi che il Napoli ha sfiorato in passato come Gabri Veiga e Omorodion. Casa piena, gambe fresche (Farioli ha potuto anche ruotare con l’Estoril), pressione massima. Allegri lo sa: «È una sfida importante, anche quella di Manchester che è quasi proibitiva. Ci giochiamo il passaggio del turno con Club Brugge, Sabah e Viking». La matematica Champions punta a circa dieci punti per i playoff. Porto non è l’unica casella, ma è quella di stasera.

Undici gol negli ultimi 30′: al Dragão si gioca anche la testa

Il dato che Allegri ha buttato lì in conferenza pesa più di qualsiasi modulo: undici gol subiti nell’ultima mezz’ora. Significa partite che si spezzano, punti che sfumano, testa che va via quando le gambe chiedono pietà. Al Dragão, contro un Porto che in casa non regala respiro, quei minuti finali saranno il vero esame. Recuperare Hojlund serve proprio a tenere alta la soglia pressante in avanti; avere De Bruyne in panchina serve a cambiare ritmo quando la partita si allunga. Non è magia: è gestione delle risorse, l’unica merce che Max ha ancora in magazzino.

La sera di Oporto, quindi, non si racconta più solo con la lista degli undici ko. Si racconta con due recuperi concreti e una formazione di emergenza che chiede a Lang di diventare terzino, a Giovane di fare la seconda punta, a Gilmour di tenere il ritmo al posto del belga. Il Napoli arriva corto, sì. Ma arriva con Hojlund in campo e Kevin pronto a entrare. Al resto ci pensa il carattere — quello che Allegri ha chiesto a gran voce dopo la Juventus e che Politano ha ribadito senza scuse. Kick-off alle 21:00. Al Dragão si decide se la Champions resta nelle mani degli azzurri oppure scivola via un pezzo alla volta.