Gilmour titolare, De Bruyne in panchina

Gilmour titolare, De Bruyne in panchina

Ore 21 allo stadio Do Dragão, quarta giornata di Champions League: il Napoli ha svelato l’undici ufficiale. Niente sorprese clamorose, ma un messaggio chiarissimo da Massimiliano Allegri: Billy Gilmour parte titolare in regia, Kevin De Bruyne resta in panchina. La caviglia belga non è ancora al cento per cento e il mister non vuole rischiare dal primo minuto una gara così delicata.

Modulo confermato: 3-5-2. Davanti a Meret si schierano Beukema, Rrahmani e Rafa Marin. Sulle fasce Politano a destra e Noa Lang a sinistra, scelta che chiude il dibattito Vergara-Lang degli ultimi giorni. In mezzo, con Gilmour, ci sono Anguissa e McTominay. In avanti la coppia è Giovane–Rasmus Hojlund: il danese ha smaltito l’influenza e riparte dal primo minuto.

L’undici azzurro al completo

Ecco le formazioni ufficiali per Porto-Napoli. Gli azzurri scendono in campo così: Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marin; Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay, Lang; Giovane, Hojlund. In panchina, oltre a De Bruyne, ci sono le alternative per gestire i novanta minuti (e oltre) in un contesto di emergenza che non lascia margini.

Dal lato lusitano Francesco Farioli conferma il 4-3-3: Diogo Costa; Alberto Costa, Bednarek, Kiwior, Martim Fernandes; Froholdt, Gabri Veiga, Pablo Rosario; Pepê, André Silva, Borja Sainz. Qualche fonte aveva indicato Zaidu a sinistra al posto di Martim Fernandes: l’undici ufficiale del Porto punta comunque su qualità e verticalità, con Pepê e Borja Sainz pronti a spaccare gli esterni e André Silva a finalizzare.

Per Allegri è una serata da “lotta e coraggio”, come ripetuto alla vigilia. Gli azzurri arrivano al Dragão con tre punti in classifica Champions — frutto del 4-3 sul Bodø/Glimt dopo i ko con Arsenal e Villarreal — e devono assolutamente fare bottino in Portogallo. Il Porto, campione in casa ma a zero punti in Europa dopo tre sconfitte (City, Betis, PSV), ha fame da vendere davanti al proprio pubblico.

Perché Gilmour sì e De Bruyne no

La scelta più discussa della giornata era proprio quella sulla regia. De Bruyne è rientrato nel gruppo e sarà a disposizione dalla panchina, ma la condizione fisica — caviglia e feeling generale — non convince abbastanza per affidargli i primi novanta al Do Dragão. Allegri preferisce ripartire da Gilmour, già visto in regia nelle ultime uscite e più fresco sul piano atletico. Non è una bocciatura: è gestione. Se la partita si apre, il belga può diventare l’arma a disposizione nel secondo tempo.

Al suo fianco Anguissa e McTominay dovranno fare doppio lavoro: proteggere la difesa a tre e accompagnare le ripartenze. Con Di Lorenzo e Olivera out, Politano e Lang non sono solo esterni offensivi: devono anche coprire, chiudere e aiutare Beukema-Rrahmani-Marin a non restare troppo scoperti. Lang a sinistra, in particolare, è la scommessa di Allegri per dare ampiezza e uno-contro-uno senza rinunciare alla copertura.

Davanti, Hojlund dopo l’influenza torna a fare riferimento. Accanto a lui Giovane, preferito a Lucca: più movimento, più pressione sulla linea del Porto, più soluzioni di seconda punta. Lucca resta un’opzione dalla panchina se servirà peso fisico o un cambio di ritmo negli ultimi venti minuti.

Emergenza e obiettivo playoff

Il contesto non aiuta. Circa undici assenze pesano come un macigno: Di Lorenzo, Olivera, Lobotka, Neres, Alisson, Spinazzola, Badiashile, Buongiorno ancora in recupero dopo l’intervento al menisco, Marianucci fuori lista Uefa. La difesa a tre non è un vezzo tattico, è una necessità. Allegri ha rimesso in piedi un undici competitivo con pezzi di ricambio e giovani chiamati a fare gli uomini.

In classifica Champions i conti sono ancora aperti. Allegri ha ricordato che dieci punti dovrebbero bastare per i playoff e che il destino degli azzurri passa da Club Brugge, Sabah e Viking, non da un confronto diretto con le big tipo Manchester. Stasera, però, i tre punti al Dragão cambierebbero faccia alla classifica e al morale dopo la sconfitta di Torino con la Juventus.

Il Porto di Farioli è una macchina in Liga (dieci vittorie su dieci, cinque punti di vantaggio) ma ancora a secco in Europa. Casa piena, pressione alta, tridente veloce: sarà una gara di sofferenza, come ha anticipato anche Sky. Gli azzurri devono entrare in campo con personalità, tenere il campo stretto e sfruttare le ripartenze di Politano, Lang e Hojlund.

Cosa aspettarsi dal fischio d’inizio

Chi cerca spettacolo puro rischia di restare a bocca asciutta nei primi venti minuti: Allegri vuole ordine, equilibrio e zero sbavature. Gilmour avrà il compito di dettare i tempi, Anguissa di rompere le linee avversarie, McTominay di arrivare in area nei momenti giusti. Se il Napoli riesce a spegnere Pepê e Borja Sainz sulle fasce, metà del lavoro è fatta.

Poi c’è il fattore panchina. De Bruyne in tribuna tecnica (anzi, in calzoncini pronti) è già un messaggio: se serve qualità pura, Allegri può inserirlo. Stesso discorso per eventuali cambi offensivi. Ma l’idea di base è chiara: partire con undici freschi, solidi e motivati, chiudere la partita senza regalare spazi e portare a casa un risultato pesante.

Formazioni ufficiali alla mano, Porto-Napoli è pronta. Al Do Dragão, alle 21, si decide un pezzo di Champions per gli azzurri. Gilmour titolare, De Bruyne in panchina, Lang a sinistra, Hojlund-Giovane davanti: adesso tocca al campo.