Pagliuca: “Italia ha meno talenti, ma con Maldini è sicura”

Pagliuca: "Italia ha meno talenti, ma con Maldini è sicura"

Italia fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva: la rifondazione del Club Italia è ormai urgente

(di Dario Marchetti) – Roma, 21 luglio – Il sipario cala sul Mondiale che ha incoronato la Spagna campione del mondo, un trionfo che si tinge di emozione con le lacrime di Messi e la suggestione del ‘modello norvegese’ e della ‘Viking row’. Ma, insieme al prestigio della rassegna, svanisce ancora una volta la speranza azzurra di partecipare alla massima competizione internazionale. Per la terza edizione consecutiva, l’Italia si ritrova fuori dai Mondiali: una mancata qualificazione che fa male al paese, specialmente alle nuove generazioni, ormai rassegnate a una squadra nazionale assente dai grandi palcoscenici.

In questo contesto critico, il neo presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò, ha subito indicato come priorità la completa ristrutturazione del Club Italia. La sua azione parte dall’innesto di figure chiave come Paolo Maldini, nominato direttore tecnico, e Leonardo come advisor. Il nodo più delicato da sciogliere resta però la scelta del nuovo commissario tecnico, una mossa cruciale per il rilancio dell’immagine e del valore della Nazionale.

In questo scenario, l’ex portiere Gianluca Pagliuca, voce autorevole della Nazionale e protagonista in squadre come Sampdoria, Inter e Bologna, individua la radice del problema nella crisi generazionale del talento italiano. “Nascono meno talenti, questo è il problema principale – spiega in una conversazione telefonica con l’ANSA -. Diciamo sempre che non si fanno giocare i giovani, ma se fossero di valore li vedremmo in campo. È un discorso generazionale. Spero che nei prossimi anni la nostra fucina di talenti riparta, perché sono convinto che torneremo a fare buoni Mondiali, anche se ora fatichiamo a qualificarsi. È successo un po’ a tutti: Spagna, Francia, ora tocca a noi”.

Un punto fermo secondo Pagliuca è Paolo Maldini, chiamato a guidare il rilancio tecnico e organizzativo della Nazionale. “Paolo è una certezza – sottolinea -. Sempre serio e determinato, ha fatto bene sia da giocatore, fantastico, sia da dirigente. Ha vinto un campionato con il Milan senza grandi investimenti e ora sta mettendo tutto il suo impegno anche nella Federazione. Sono certo farà grandi cose anche con il Club Italia”.

Al talento gestionale e strategico di Maldini, insieme a Leonardo e Malagò, spetta ora la delicata scelta del nuovo commissario tecnico. “Se non affascina Guardiola, chi altro potrebbe? – dice Pagliuca -. Io non avrei problemi a rivedere Mancini, anche dopo l’addio controverso dell’estate 2023. Sarebbero certezze, così come Conte o Pirlo, che conosco bene. L’importante è che sia un tecnico competente e preparato, e questi nomi rientrano perfettamente nei canoni”.

Pagliuca richiama anche l’attenzione sul ruolo di un allenatore impegnato a fronteggiare la scarsità di talenti: “In Italia nascono meno calciatori di qualità, per questo bisogna accelerare il percorso facendo fiducia ai giovani, dandogli spazio e permettendo loro di sbagliare. Non sempre vanno preferiti gli stranieri, spesso più economici ma almeno altrettanto validi, ai giovani italiani”. Un chiaro messaggio rivolto alle società di Serie A, oggi alle prese con un mercato ancora sonnacchioso a causa del recente Mondiale, con rose quasi identiche rispetto alla passata stagione.

Pagliuca punta i riflettori sulle favorite per il titolo: “Alla luce del mercato attuale, vedo sempre l’Inter come squadra favorita, con il Napoli subito dietro. Poi c’è la Juventus, che avendo Andrea Pirlo in panchina e Spalletti a guidarla dall’inizio, può dire la sua, specialmente se riuscirà a integrare quei due o tre giocatori che mancano per completare la rosa”.

Infine, pur senza azzurri impegnati, Pagliuca ha seguito con attenzione l’intera competizione iridata, definendo “meritata” la vittoria della Spagna e auspicando che l’Italia torni protagonista nella prossima edizione: “Spero davvero che gli Azzurri possano riscattarsi e tornare ai vertici del calcio mondiale in tempi non troppo lunghi”.