De Bruyne a un gol dai 200: al Franchi il traguardo (e di nuovo De Gea sulla porta)

De Bruyne a un gol dai 200: al Franchi il traguardo (e di nuovo De Gea sulla porta)

Domenica al Franchi non si gioca solo una quinta giornata di SerieA. Per Kevin De Bruyne c’è anche un numero che brucia sotto il maglione: 199. Una sola rete e il belga del Napoli tocca i 200 gol in carriera tra club e nazionale. Un traguardo da bomber, firmato da un regista. E il bello è che, sulla porta della Fiorentina, potrebbe ritrovarsi di nuovo David De Gea — lo stesso De Gea che un anno fa, sempre a Firenze, aveva già visto il rigore dello 0-1 di KDB.

Dal Genk al Maradona: la corsa lunga fino a quota 199

La storia inizia lontano. Prima rete il 7 febbraio 2010, Genk–Standard Liegi, De Bruyne aveva 18 anni. Da lì: Werder, la parentesi Chelsea (unica maglia senza gol), Wolfsburg, il City delle stelle, il Belgio, e infine l’azzurro di Napoli. Il bottino oggi parla chiaro: 161 reti con i club in 673 partite, 38 con la nazionale in 124. Totale: 199. Con il Napoli sono già 6 gol in 26 presenze, tutti in campionato — cinque nella scorsa stagione (Sassuolo, Fiorentina, Milan, Inter, Cremonese) più quello al debutto 2026/27 contro il Genoa a Marassi. Contro Como, Inter, Arsenal e Bologna il 200esimo è scappato. Contro i rossoblù c’è andato vicino almeno due volte. Ora tocca a Firenze.

Non è nostalgia da almanacco. È il modo in cui Allegri lo sta usando: più vicino alla porta, meno solo “mezzala di copertura”. Dieci occasioni create in campionato — il doppio di chiunque altro in casa azzurra — e l’assist a Vergara a Marassi. Quando KDB può fare il trequartista puro, il Napoli respira un’altra aria. Quando deve abbassarsi a costruire con Stanislav Lobotka e Billy Gilmour, resta comunque il collante. Contro la Fiorentina partirà dal 1’, terza volta di fila dopo Arsenal e Bologna: Allegri in conferenza l’ha messo nero su bianco.

Franchi, De Gea e il cerchio che vuole chiudersi

Un anno fa, stesso stadio, stesso portiere. De Bruyne dal dischetto, De Gea battuto, Napoli avanti. Domenica lo spagnolo sarà di nuovo l’ultimo ostacolo tra Kevin e un pezzo di gloria personale. Non è superstizione da tifoso: è un dettaglio che fa sorridere chi al Franchi c’era e fa venire la pelle a chi sogna il gol della bandiera. La Fiorentina di Vanoli arriva dopo due vittorie di fila, con un Franchi che vuole diventare scomodo già dal lunch match delle 12:30. Per gli azzurri è l’ultima curva prima della sosta: punti, continuità, e magari anche quel numero tondo sul cartellino di KDB.

Attorno a lui, il puzzle resta quello della vigilia. Rasmus Hojlund è il faro davanti; sulle fasce i ballottaggi restano vivi; a sinistra Olivera è praticamente certo; a centrocampo il doppio play Gilmour–Lobotka è la strada più concreta, con De Bruyne libero di muoversi tra le linee. Ma se c’è un giocatore che può decidere una gara “brutta” e tattica, è proprio lui: un passaggio filtrante, un inserimento, un sinistro da fuori. Il 200esimo gol può arrivare così — o può aspettare ancora una settimana. Il bello del calcio è che non lo sai fino al novantesimo.

Perché questo gol (se arriva) pesa più di un record

I 200 gol non sono un premio di fine carriera. Sono la fotografia di un fuoriclasse che a 35 anni ha scelto Napoli e ci ha messo il fuoco negli occhi. Contro il Bologna ha trascinato i compagni dal primo minuto; in Champions ha tenuto il pallino anche quando l’Arsenal stringeva. Allegri lo ha detto a modo suo: ci adeguiamo ai giocatori. E adattarsi a De Bruyne significa dargli metri di campo verso la porta di Rasmus Hojlund, non solo farlo correre dietro alle seconde palle.

Quindi, riassumendo senza fronzoli: domenica al Franchi il Napoli cerca tre punti prima della sosta; Kevin De Bruyne cerca il gol numero 200; David De Gea cerca di dire di no, di nuovo. Se la rete arriva, sarà festa doppia — classifica e almanacco. Se no, KDB riproverà. Perché i grandi non smettono di inseguire il prossimo gol solo perché il tabellino è già pieno. Firenze, stavolta, sa di appuntamento. E noi azzurri siamo pronti a contare fino a 200.