Salah e i trasferimenti folli: da Jardel all’Ancona a Rivaldo in Uzbekistan

Salah e i trasferimenti folli: da Jardel all'Ancona a Rivaldo in Uzbekistan

Il mercato estivo 2026 ha regalato uno dei trasferimenti più sorprendenti degli ultimi anni: Mohamed Salah al Trabzonspor, un colpo a sorpresa che ha scosso i tifosi di Serie A e non solo. L’attaccante egiziano, reduce da stagioni di altissimo livello con il Liverpool e protagonista assoluto nel far raggiungere all’Egitto il miglior risultato di sempre ai Mondiali, si è infatti accasato in una squadra lontana dai riflettori delle grandi piazze europee, Trebisonda, città turca distante circa 1000 km da Istanbul. Una scelta che lascia stupiti, considerata la sua fama e le numerose offerte ricevute.

Gli esempi più sorprendenti dal passato: da Lingard a Rivaldo

Il trasferimento di Salah si inserisce in una lunga lista di trasferimenti inaspettati, spesso fuori dai canonici circuiti del calcio europeo. Due anni fa, per esempio, fece molto parlare la decisione di Jesse Lingard di passare al Seoul FC in Corea del Sud. L’ex Manchester United, a 31 anni, ha stupito tutti scegliendo un campionato ancora poco frequentato da giocatori del suo calibro, ma ha conquistato rapidamente la stima e il cuore dei tifosi coreani. Dopo l’esperienza asiatica Lingard ha scelto il Corinthians in Brasile, un altro mercato “esotico”, seppur più noto.

Altro caso emblematico è quello di Paulinho, che nel pieno della sua carriera ha scelto di trasferirsi in Cina, prima che il calcio cinese entrasse nella ribalta mondiale grazie agli ingenti investimenti. Ben più insolito fu il percorso di Rivaldo, che nel 2008 decise di giocare per tre anni in Uzbekistan con il Bunyodkor, una destinazione che pochi campioni avrebbero mai considerato, ma che ha dimostrato come i trasferimenti “random” non siano una novità.

Eto’o e Roberto Carlos: i pionieri del calcio “esotico”

In tema di scelte particolari non si può non citare Samuel Eto’o. Nel 2008 valutò un trasferimento a Tashkent, capitale uzbeka, offrendo un’ulteriore prova di come le carriere dei grandi campioni possano prendere pieghe inattese. Alla fine si orientò verso l’Anzhi Makhachkala, in Daghestan, dove nel 2011 fu protagonista di un ingaggio faraonico. Prima ancora, il mitico Roberto Carlos aveva aperto la strada con la sua avventura russa, giustificando la scelta anche con motivazioni di gusto: il desiderio di assaporare il buon caviale locale, un aneddoto ormai celebre tra i tifosi e la stampa.

Dall’America Latina: Seedorf, De Rossi e Gignac

Il continente americano non è stato immune a scelte “random” o comunque originali. Clarence Seedorf, nel 2013, scelse la maglia del Botafogo in Brasile, una decisione sorprendente ma in parte motivata dal legame familiare, visto che la moglie era brasiliana. In Argentina, Daniele De Rossi è riuscito a lasciare il segno in breve tempo con il Boca Juniors, giocando un solo campionato e disputando 5 partite, in cui ha segnato all’esordio e partecipato a un Superclasico e a una gara di Copa Libertadores. Il suo passaggio ha fatto letteralmente impazzire il pubblico argentino.

Infine, merita menzione André-Pierre Gignac, che dal 2015 è diventato un’icona indiscussa del Tigres a Monterrey. All’epoca centravanti del Marsiglia e della nazionale francese, Gignac ha trasformato una destinazione apparentemente “random” nel Messico in una lunga e gloriosa parentesi decennale, con 222 gol segnati e una finale di Mondiale per Club sfiorata. Più altalenante invece l’esperienza del connazionale Florian Thauvin, tornato a rilanciare la carriera in Serie A con l’Udinese.

L’Italia e la Serie A: Umtiti, Ribéry e il mistero Jardel

Anche nella nostra Serie A non mancano trasferimenti che hanno sorpreso addetti ai lavori e appassionati. Su tutti, spicca il caso di Samuel Umtiti, il difensore francese che quattro anni fa, dopo aver segnato la semifinale mondiale e vestito la maglia del Barcellona, ha scelto il Lecce per rilanciare la carriera. La stagione in Salento ha infatti convinto il Lille a ingaggiarlo nuovamente.

Deludenti invece le esperienze di Franck Ribéry e Jerome Boateng, entrambi passati alla Salernitana senza mai riuscire a incidere realmente. Mario Jardel, plurivincitore della Scarpa d’Oro nel 2002, ha invece vissuto una parentesi italiana al limite dell’inspiegabile: solo 3 presenze e zero reti con l’Ancona, un capitolo dimenticato della sua carriera.

Infine, non possiamo dimenticare Marek Hamsik, slovacco ma simbolo del Napoli per oltre un decennio, che dopo aver conquistato campionato e coppa con il Trabzonspor ha vissuto un’esperienza breve e poco memorabile in Svezia con il Goteborg, giocando appena sei partite e segnando una rete.

Il caso di Salah dunque si inserisce in una tradizione consolidata di trasferimenti inaspettati, capaci di tingere il calcio mondiale con tinte di imprevedibilità e suggerire nuove prospettive anche ai top club, come il Napoli allenato da Antonio Conte che osserva con attenzione l’evoluzione di questi movimenti.