Amatucci sfida il passato: “Fiorentina, volevo restare. Felice al Depor”

Amatucci sfida il passato: "Fiorentina, volevo restare. Felice al Depor"

Esclusiva

Nel cuore di ogni calciatore cresciuto nelle giovanili di un club c’è una partita che sa di casa, ricordi e riscatto. Per Lorenzo Amatucci, giovane centrocampista classe 2004 e prodotto del vivaio della Fiorentina, l’amichevole che questa sera vedrà il suo Deportivo La Coruña affrontare proprio i Viola al Viola Park assume un significato speciale. Nato e cresciuto calcisticamente a Firenze, Amatucci ha vestito la maglia della Fiorentina fino allo scorso giugno, quando ha deciso di proseguire la sua avventura in Spagna, firmando per il club galiziano dopo una positiva stagione in prestito col Las Palmas in Segunda División.

Intervistato in esclusiva a poche ore dal fischio d’inizio, Amatucci ha raccontato le prime impressioni in maglia Deportivo e le emozioni di rivedere la squadra che considera la sua seconda casa. “Le mie prime sensazioni al Deportivo sono molto positive. Mi sono ambientato in fretta, il gruppo è unito, lo staff e il mister sono fantastici e questo mi aiuta a crescere ogni giorno. L’obiettivo è continuare così, lavorando sulla mia crescita tecnica e mentale”, ha spiegato il centrocampista, che ha alle spalle un’esperienza preziosa proprio in Spagna, maturata nella Liga 2 col Las Palmas.

“La scorsa stagione al Las Palmas è stata una delle più belle della mia carriera. Mi sono divertito, ho trovato grandi amici e uno staff molto professionale, a partire dall’allenatore Luis Garcia, che mi ha aiutato ad adattarmi al calcio spagnolo, non semplice all’inizio. Col tempo però è diventato tutto naturale e ho potuto esprimermi a buoni livelli”, ha spiegato il ragazzo classe 2004, che ha così dimostrato di poter imporsi anche lontano dall’Italia, alzando l’asticella in un campionato molto competitivo come quello spagnolo.

Nel corso dell’intervista, Amatucci ha anche condiviso le emozioni legate all’imminente sfida contro la Fiorentina, la squadra in cui è cresciuto e con cui ha vissuto l’esordio in Serie A: “Sarà sicuramente una partita speciale, emozionante. Mi sarebbe piaciuto restare a Firenze, perché la Fiorentina è la mia casa: la mia famiglia e i miei amici sono lì, e quell’ambiente lo sento dentro di me. Nel calcio però le strade a volte si dividono e bisogna sapersi adeguare. Non ho alcun spirito di rivalsa, sono sereno e guardo avanti con fiducia”.

Il ricordo più grande legato ai colori viola? “Senza dubbio il debutto in Serie A contro l’Inter, una giornata indimenticabile per me e per la mia famiglia. Ma più di ogni gesto tecnico porto con me le amicizie costruite e i rapporti umani nati negli anni trascorsi a Firenze. Questi legami hanno un valore enorme, forse anche più di molte vittorie”.

Al Deportivo, inoltre, Amatucci ha trovato altri connazionali che lo supportano in questa nuova avventura: “È importante avere italiani intorno, come il mio compagno Giacomo Quagliata e il CEO Massimo Benassi. Essere lontano da casa è più facile se ci sono persone della tua stessa cultura, questo aiuta tantissimo nell’inserimento e a non sentirsi soli”.

Lorenzo si è anche soffermato sul futuro di un suo ex compagno a Firenze, Costantino Favasuli, fortemente vicino al trasferimento al Napoli, la nuova squadra allenata da Antonio Conte: “Me lo aspettavo, conosco bene Costa. Ha fatto una crescita incredibile, ma io l’ho sempre visto così. È prima di tutto un ragazzo che non molla mai, con una mentalità fuori dal comune. Ha superato momenti difficili e ora è un calciatore completo, capace sia in attacco nel uno contro uno sia in fase difensiva. Si è meritato la chiamata del Napoli, gli auguro il meglio anche perché oltre che un collega è un caro amico”.

Infine, Amatucci ha voluto esprimere un giudizio sulla Fiorentina di questa stagione, chiamata a confermare le ambizioni con una rosa che si è rafforzata e un tecnico come Fabio Grosso, giovane e carismatico: “Penso che la Fiorentina possa fare molto bene. Il mercato è stato sorprendente, hanno preso giocatori di qualità e Grosso è un allenatore con idee chiare e tanta personalità. Per quanto riguarda i singoli, devo dire che Nicolò Fagioli l’ho sempre ammirato: non lo conosco personalmente, ma come calciatore ha sempre fatto un’ottima impressione”.

Così Amatucci, da ex viola diventato uomo mercato e protagonista in Spagna, incarna alla perfezione il percorso di tanti giovani italiani alla ricerca di riscatto e crescita, sognando di tornare un giorno a lasciare il segno in Serie A. Questa sera, la sua sfida contro la Fiorentina sarà un momento carico di emozioni e significati incrociati, una tappa importante nel cammino di un talento che vuole fare strada sia in campo che nella propria carriera.