Napoli, Allegri smonta la difesa a tre per il Bodø: torna il 4 dietro, Politano alto e De Bruyne-Hojlund dal 1′. E De Laurentiis tiene in caldo il ritiro punitivo da giovedì

Napoli, Allegri smonta la difesa a tre per il Bodø: torna il 4 dietro, Politano alto e De Bruyne-Hojlund dal 1'. E De Laurentiis tiene in caldo il ritiro punitivo da giovedì

Il lunedì del Napoli comincia in edicola, e le prime pagine raccontano bene il paradosso di queste ore. Da una parte il Corriere dello Sport che titola «Fiducia Napoli: avanti con Max», dall’altra Il Mattino che parla apertamente di «settimana-verità». Due facce della stessa medaglia: Massimiliano Allegri resta in sella, ma la sella adesso ha una data di scadenza scritta a matita. Domani sera alle 21 al Maradona c’è il Bodø/Glimt, sabato arriva la Roma. In mezzo, un allenatore che dopo il disastro del Penzo è chiamato a cambiare qualcosa. E stavolta, a quanto pare, non soltanto qualche nome.

Colloqui fiume e una parola d’ordine: «Restare uniti»

Partiamo da quello che è successo ieri lontano dal campo. Secondo Il Mattino ci sono stati lunghi colloqui tra il presidente Aurelio De Laurentiis, il direttore sportivo Giovanni Manna e lo stesso Allegri. Un vertice vero e proprio, con un obiettivo dichiarato: trovare insieme una via d’uscita. Le voci di dimissioni sono state spazzate via, il tecnico non ha alcuna intenzione di mollare e il patron, almeno per ora, non ha intenzione di mollare lui. Dal confronto filtra una frase che suona come uno slogan da spogliatoio: «Bisogna restare tutti uniti».

Bello, giusto, anche necessario. Ma il contesto è quello che è: Napoli nono con 10 punti dopo sette giornate di campionato, zero punti nel girone di Champions League dopo i ko con Arsenal e Villarreal, cinque sconfitte nelle prime nove gare ufficiali. Numeri che a queste latitudini non si vedevano da un quarto di secolo. Ecco perché la compattezza di facciata, da sola, non basta più. Serve un segnale in campo. E il primo segnale, a sentire i quotidiani di stamattina, arriverà dalla lavagna.

Addio difesa a tre? La svolta tattica di Max

È il Corriere dello Sport a lanciare la notizia tecnica del giorno: Allegri sta valutando seriamente di tornare alla difesa a quattro, togliendo un centrale e aggiungendo un centrocampista. Un’inversione di rotta non da poco per un allenatore che finora aveva insistito sul sistema con tre dietro, e che a Venezia si era presentato addirittura con cinque difensori in campo, scelta che ha fatto storcere il naso a mezza città. L’idea va di pari passo con quello che il quotidiano romano chiama «contro-turnover»: in pratica, rimettere dentro i titolari per correggere quella formazione iniziale fragile vista al Penzo.

Le certezze, per ora, sono tre. Rasmus Hojlund tornerà a guidare l’attacco dal primo minuto, dopo la serata in cui Lucca ha di nuovo deluso. Con lui rientrano dall’inizio Kevin De Bruyne, reduce dal rigore sbagliato contro Stankovic e chiamato a un riscatto immediato, e Rafa Marin in difesa. AreaNapoli parla complessivamente di quattro cambi rispetto all’undici di Venezia, con Noa Lang tra i possibili titolari. Sulla trequarti, infatti, resta aperto il ballottaggio tra Lang e Giovane, i più vivaci al Penzo ma entrambi a caccia di un gol che il brasiliano col Napoli non ha ancora mai trovato.

Il nome che dipende di più dal modulo, però, è quello di Matteo Politano. Se Allegri dovesse virare sul 4-3-3 o sul 4-2-3-1, quello visto nel secondo tempo di Venezia, toccherebbe a lui agire alto a destra, nel ruolo che conosce a memoria. Con la difesa a tre, invece, il suo spazio si restringe parecchio. Non a caso c’è chi, come Napoli Magazine, nelle probabili formazioni continua a ipotizzare un 3-4-2-1 con Rafa Marin, Rrahmani e Badiashile davanti a Meret, Di Lorenzo e Spinazzola sulle fasce e Politano in panchina. Insomma, le probabili formazioni di oggi dicono una cosa sola: la decisione definitiva arriverà tra la rifinitura di stamattina e quella di domani.

Il rebus McTominay e una mediana da reinventare

Il vero nodo, però, è in mezzo al campo. Scott McTominay è rientrato in gruppo dopo l’intervento di ablazione per una lieve aritmia benigna, ma non è ancora lui. AreaNapoli lo definisce senza giri di parole una «controfigura di se stesso»: la lunga sosta ha lasciato una condizione approssimativa, e Allegri deve decidere se rischiarlo dall’inizio o centellinarlo. Accanto a Lobotka le alternative non mancano: si può ripresentare Anguissa, oppure si può abbassare De Bruyne di qualche metro e dargli le chiavi della manovra. Se lo scozzese dovesse partire dalla panchina, il raggio d’azione del belga si allargherebbe ulteriormente.

Chi certamente non ci sarà è Alisson Santos. Il brasiliano si è fermato nel finale del Penzo dopo appena una ventina di minuti in campo, con la mano dietro la coscia sinistra: una ricaduta, dopo oltre un mese di stop seguito all’infortunio dell’11 settembre contro l’Arsenal. Stamattina è prevista la risonanza a Pinetagrande, ma Il Mattino avverte che dalle parti di Castel Volturno «non filtra nulla di buono». Dopo l’influenza che ieri lo ha tenuto lontano dal campo, Allegri dovrebbe tornare regolarmente a dirigere la seduta di oggi, prima di presentarsi in conferenza stampa alle 15:15 insieme ad Alex Meret.

Ritiro sì, ritiro no: il dietrofront e il piano B di De Laurentiis

Capitolo ritiro, che a Napoli è sempre una parola che pesa. Il Corriere dello Sport rivela che, a caldo, subito dopo Venezia, il presidente e il vicepresidente Edoardo De Laurentiis erano orientati a decretare un ritiro prolungato fino alla notte di Champions. Poi c’è stato il confronto con l’area sportiva e si è deciso di fare marcia indietro: nessun provvedimento, nessun ritiro alla vigilia, routine invariata. Probabilmente la scelta più saggia, per non caricare di ulteriori tensioni un ambiente già elettrico.

Attenzione però, perché il dietrofront potrebbe essere solo un rinvio. Il Mattino scrive che, se contro il Bodø non dovesse arrivare la vittoria, De Laurentiis sarebbe orientato a mandare la squadra in ritiro punitivo «almeno da giovedì», cioè fino alla sfida con la Roma. Un messaggio chiarissimo al gruppo: martedì non si può sbagliare. E la Gazzetta dello Sport alza ulteriormente l’asticella, arrivando a scrivere che a Napoli «sono già tutti in discussione». Non solo Allegri, quindi, ma anche Manna, che l’ha voluto fortemente e che è finito anche lui nel mirino della contestazione. Il quotidiano milanese punta il dito su un’estate a investimenti zero e su una rosa da ristrutturare: senza risultati con Bodø e Roma, «ogni scenario può essere possibile».

La Lazio scappa a +9 e il Maradona rischia di restare mezzo vuoto

Come se non bastasse, la domenica sera ha complicato ancora di più la graduatoria. La Lazio di Gattuso ha passeggiato all’Allianz Stadium, 0-3 alla Juventus di Spalletti, e ha agganciato l’Inter in vetta a quota 19. Il Napoli, a 10, guarda adesso due squadre da lontano, a nove lunghezze, con la Roma a 17 e il Milan a 15. E la Juve a 11, appena un punto sopra, racconta quanto sia affollata e pericolosa questa zona della graduatoria.

Poi c’è la piazza. Secondo i dati di prevendita riportati da TuttoNapoli, per la gara di domani risultano esaurite soltanto le due curve superiori, mentre negli altri settori ci sono ancora biglietti disponibili. Sui social circolano anche diversi abbonati che provano a cedere il proprio tagliando: un termometro piuttosto eloquente della freddezza che circonda la squadra in questo momento. Il club, intanto, ha invitato i tifosi ad arrivare con largo anticipo: i tornelli apriranno alle 18, con varchi riservati agli abbonati fino a mezz’ora dal fischio d’inizio e controlli rafforzati contro la contraffazione dei biglietti.

Il quadro, alla fine, è questo: un allenatore che cambia pelle alla sua squadra per salvare la stagione e forse la panchina, un presidente che conferma la fiducia ma tiene il ritiro in tasca, un pubblico che aspetta di essere riconquistato. Il Bodø/Glimt, che in Norvegia ha appena vinto e in Europa ha già battuto il Dortmund, non sarà un avversario comodo. Ma per il Napoli, domani sera, l’unico risultato che conta è uno. Il resto si vedrà da mercoledì.