Mentre in città si discute ancora del 3-3 con la Roma e delle parole di Massimiliano Allegri nel post partita, il presidente guarda parecchio più lontano. Altro che classifica e giudice sportivo: domani mattina Aurelio De Laurentiis sarà a Ginevra, nella sede di MSC Crociere, per un faccia a faccia con la famiglia di Gianluigi Aponte. Sul tavolo c’è il dossier più ambizioso dell’era De Laurentiis: il nuovo stadio del Napoli. E, a sentire chi racconta l’incontro, non solo quello.
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ToggleIl summit di Ginevra: molto più di uno sponsor
A rivelare l’appuntamento è stato Il Mattino, che lo ha messo addirittura in prima pagina. MSC è già da tempo partner del club azzurro, ma stavolta il discorso cambia completamente. Il progetto dello stadio, scrive il quotidiano, è diventato “la stella polare” del prossimo biennio del presidente alla guida del Napoli, e per realizzarlo serve qualcuno che non si limiti a mettere il proprio logo sulla facciata.
Le ipotesi che circolano sono due e suonano già come nomi da cartellone: MSC Arena oppure MSC Stadium. Ma attenzione, perché il punto non è il naming right in sé. L’idea è quella di un’operazione che vada oltre la semplice sponsorizzazione, con il colosso del trasporto marittimo e della logistica coinvolto in prima linea nella costruzione della nuova casa degli azzurri. Un partner industriale vero, con spalle larghissime, accanto a un club che da solo difficilmente potrebbe reggere un investimento di queste dimensioni.
Napoli Est, 70mila posti e l’area ex Q8
Il sogno ha già una mappa abbastanza precisa. L’area individuata è quella dell’ex raffineria Kuwait Petroleum a San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città, dove la bonifica è ormai in fase di ultimazione dopo un intervento costato quasi cento milioni. Negli ultimi incontri con i vertici di Q8 è stata individuata una porzione di circa 25 ettari, già completamente bonificata. La richiesta per i terreni supererebbe i 20 milioni di euro, ma il Napoli non avrebbe intenzione di rilevare tutta l’area disponibile.
Il progetto immaginato prevede un impianto da circa 70mila posti, firmato dall’architetto Gino Zavanella, uno che di stadi di proprietà se ne intende. Un’opera che, nelle intenzioni del presidente, dovrebbe dare al Napoli un’identità definitiva e indipendente, chiudendo una volta per tutte la stagione dell’affitto e delle eterne trattative per la gestione dello stadio Maradona.
Il nodo Comune e il futuro del Maradona
Ovviamente non è tutto in discesa. Anzi. Il vero scoglio si chiama autorizzazioni urbanistiche, e passa inevitabilmente dal Comune di Napoli. L’amministrazione guidata da Gaetano Manfredi è infatti impegnata su un fronte diverso: l’ammodernamento dell’impianto di Fuorigrotta, con investimenti pubblici stimati tra i 180 e i 200 milioni in vista di Euro 2032. Due progetti che, almeno sulla carta, rischiano di camminare su binari paralleli.
C’è poi un dettaglio non da poco: il piano di Napoli Est non sarebbe ancora stato illustrato formalmente a Palazzo San Giacomo, e i vertici di Q8 vorrebbero una condivisione istituzionale prima di cedere i suoli. Tradotto: senza un via libera politico, la trattativa sui terreni difficilmente arriverà al traguardo. Ed è proprio qui che un partner del peso di MSC potrebbe fare la differenza anche nei rapporti con le istituzioni.
Qualiano, la cessione e i segnali di una svolta
Il summit svizzero arriva in una settimana che potrebbe essere storica sul fronte infrastrutture. È infatti atteso a breve l’annuncio ufficiale dell’acquisto dei terreni a Qualiano, dove sorgerà il nuovo centro sportivo del club: gli avvocati della società sono al lavoro da giorni per chiudere le firme definitive. Stadio e centro tecnico, insomma, viaggiano in parallelo dopo anni di parole, rinvii e ipotesi tramontate.
E poi c’è l’ombra che accompagna ogni incontro tra De Laurentiis e Aponte: quella di un possibile passaggio di mano alla guida del Napoli. Secondo le ricostruzioni, la cessione non sarebbe all’ordine del giorno di domani, ma nessuno se la sente di escludere che il dialogo tra le due famiglie possa aprire scenari nuovi. Per ora il messaggio è chiaro: il presidente vuole costruire le fondamenta del Napoli che verrà. Che a firmarle sia lui da solo, in tandem con MSC o un giorno qualcun altro, lo diranno i prossimi mesi. Intanto, da Ginevra, potrebbe partire la prima pietra.